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Solo 10 milioni. La Svizzera vuole limitare la popolazione
Oggi 12-02-26, 16:10
AGI - La Svizzera voterà quest'estate su una proposta dell'estrema destra del Partito Democratico Svizzero (UDC) per limitare la popolazione del Paese a 10 milioni, una mossa che metterebbe a repentaglio accordi chiave con l'Ue e, secondo gli oppositori, paralizzerebbe l'economia. Il governo ha annunciato che il referendum sull'iniziativa dell'UDC "No a una Svizzera da 10 milioni", fortemente osteggiata da entrambe le camere del Parlamento e dal mondo imprenditoriale e dei servizi finanziari, si terrà il 10 giugno. L'iniziativa, riporta il Guardian, obbligherebbe il governo e il Parlamento svizzero ad agire qualora la popolazione permanente del Paese, attualmente di 9,1 milioni, superasse i 9,5 milioni, negando l'ingresso ai nuovi arrivati, inclusi i richiedenti asilo e le famiglie dei residenti stranieri. Se la popolazione raggiungesse i 10 milioni, entrerebbero in vigore ulteriori restrizioni e, se i numeri non dovessero iniziare a diminuire, il governo sarebbe costretto a recedere dall'accordo di libera circolazione con l'Ue, di gran lunga il suo principale mercato di esportazione. Crescita demografica e posizione dell'UDC Negli ultimi dieci anni, la popolazione svizzera è cresciuta circa cinque volte più velocemente della media degli stati membri dell'Ue limitrofi, poiché il suo successo economico ha attratto sia lavoratori poco qualificati che espatriati ben pagati. Secondo i dati del governo, circa il 27% dei residenti svizzeri non ha la cittadinanza. L'UDC, il più grande partito politico del Paese, afferma che "l'esplosione demografica" sta gonfiando gli affitti e mettendo a dura prova le infrastrutture e i servizi pubblici. Il partito, che si è classificato primo in ogni elezione dal 1999, conduce da tempo una campagna contro l'immigrazione, denunciando i crimini commessi da stranieri e pubblicando immagini di coltelli insanguinati, criminali incappucciati, pugni e donne spaventate. Iniziative popolari e democrazia diretta I cambiamenti radicali che propone frequentemente, come la proposta del 2016 di espellere automaticamente gli immigrati riconosciuti colpevoli anche di reati minori, e un piano del 2020 per porre fine alla libera circolazione con l'Ue, non hanno generalmente avuto un grande successo. Il sistema di democrazia diretta svizzero consente ai cittadini di proporre le cosiddette iniziative popolari, che vengono sottoposte a referendum popolare se ottengono 100.000 sostenitori in 18 mesi. Sono uno strumento a lungo amato dall'UDC, ma solo il 10% circa delle iniziative popolari viene approvato. Sostegno e opposizione all'iniziativa Tuttavia, un sondaggio di dicembre ha rivelato un ampio sostegno del 48% degli elettori all'iniziativa "No a una Svizzera da 10 milioni", riflettendo un sentimento profondamente diviso su quanto il Paese voglia e debba essere aperto in un mondo in rapida evoluzione. I sostenitori del 'no', tra cui multinazionali come Roche, UBS e Nestlé, affermano che la proposta metterebbe a repentaglio gli accordi bilaterali con l'Ue, incluso un accordo raggiunto lo scorso anno sull'accesso al mercato unico, su cui si basa gran parte della prosperità della Svizzera. Economiesuisse, una delle principali lobby imprenditoriali, l'ha definita "iniziativa del caos" e ha avvertito che molte aziende svizzere dipendono da lavoratori dell'Ue, senza i quali sarebbero costrette a trasferirsi all'estero, con conseguente impatto sulle entrate fiscali e sui servizi. Uno stretto rapporto con l'Europa è l'unica opzione per la Svizzera: circa la metà di tutte le esportazioni del Paese è destinata all'UE. Le associazioni dei datori di lavoro hanno affermato che la popolazione aumenterà principalmente grazie alla crescita naturale e all'aumento dell'aspettativa di vita.
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Il Resto del Carlino
