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Spagna: il governo Sanchez battuto sui decreti casa, verso elezioni anticipate
Oggi 02-10-26, 16:42
AGI - In Spagna si avvicinano le elezioni anticipate. In bilico la legislatura del premier socialista Pedro Sanchez. La maggioranza del Congresso dei Deputati, con i voti dei catalani di Junts, del Partito Popolare e dell'estrema destra di Vox, ha infati respinto i decreti abitativi approvati martedì dal governo spagnolo in Consiglio dei Ministri. I separatisti catalani, con i quali il governo aveva negoziato il testo per includere la stragrande maggioranza delle loro richieste in cambio del loro sostegno, hanno confermato la decisione presa ieri sera e hanno votato "no" a entrambi i decreti. In Spagna si avvicinano le elezioni anticipate Il voto sembra aprire la strada a elezioni anticipate, alle quali secondo diversi media spagnoli, la Moncloa sta già lavorando. E' possibile che l’annuncio di Sanchez di voler ricorrere alle urne possa avvenire in giornata. La data più probabile per le elezioni sarebbe il 29 novembre. L'appello inascoltato del governo Il governo fino all'ultimo, per voce dello stesso Sanchez e della ministra per l'Edilizia abitativa, Isabel Rodríguez, ha chiesto ai deputati di Junts almeno una astensione per consentire la ratifica dei decreti, ma alla fine gli indipendentisti catalani hanno deciso di votare 'no'. Non è servita la pressione della piazza Nemmeno è servita la pressione esercitata dai manifestanti, da giorni riuniti a Puerta del Sol a Madrid e che hanno invaso le strade intorno alla Camera fin dalle prime ore del mattino. I sette deputati di Junts, così come i 137 del PP, i 33 di Vox e quello dell'UPN, hanno votato "no" per alzata di mano, la modalità di voto chiesta da PSOE e da Sumar per rendere palese ogni singolo voto parlamentare contrario alla ratifica delle misure abitative. Cosa prevedono i decreti Il secondo decreto, che prevedeva contratti di locazione a tempo indeterminato, ha ricevuto un sostegno ancora minore ed è stato respinto con 166 voti a favore e 184 contrari (compresi i "no" dei baschi del PNV e della Coalición Canaria). Poco prima del voto, intervenendo in aula Sanchez aveva rivolto un ultimo appello a Junts, PP e Vox, esortandoli a non lasciare che i decreti sull'edilizia abitativa fallissero. Sanchez ai deputati: "Vi imploro di essere coraggiosi e coerenti" "Vi imploro di essere coraggiosi e coerenti. Le misure sono ambiziose, necessarie, ragionevoli e frutto del dialogo. Offrono soluzioni concrete a problemi complessi. Non c'è estremismo qui, ma mesi di negoziati e di dialogo. C'è impegno e determinazione", ha detto il primo ministro spagnolo. La battaglia in Parlamento Il muro delle destre sui provvedimenti del governo chiude la mattinata di battaglia al parlamento spagnolo. L'esecutivo di Sanchez aveva annunciato il piano sull'onda dell'emozione suscitata dal caso di Maricarmen Abascal, 87enne sfrattata a Madrid dall'abitazione in cui viveva da circa 70 anni. Le misure respinte dal parlamento della Spagna prevedono, tra l'altro, la proroga di due anni dei contratti di affitto in scadenza prima del 31 dicembre 2028, maggiori limiti alla speculazione immobiliare e nuove regole per affitti brevi e stagionali. Provvedimenti criticati sia dei Popolari di Alberto Nunez Feiyo sia dei nazionalisti catalani di Junts. Il governo spagnolo: "Votare no è come tradire il popolo" "Potete gridare molto forte il nome della Spagna o il nome della Catalogna", ma "votare no oggi a questi decreti significa tradire il vostro popolo a servire un'unica causa e un'unica bandiera, quella della rendita immobiliare", ha scandito in aula il ministro dei Diritti sociali Pablo Bustinduy. "Oggi non si parla di aritmetica parlamentare o di negoziati", ha ammonito, "quello che sta accadendo oggi è un conflitto di classe, è difendere un'oligarchia internazionale che prende rendite dai salari guadagnati con lo sforzo delle classi operaie". Dunque, ha detto ancora, "non difendete gli spagnoli. Difendete i ricchi. Non avete bandiera né vergogna" e "il popolo si ricorderà di chi l'ha tradito".
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