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Starmer trema per le elezioni locali: è rischio 'Starmergeddon'
Oggi 07-05-26, 04:12
AGI - Criticato per avere infranto non poche promesse elettorali e tormentato dallo scandalo per la nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore negli Stati Uniti, Keir Starmer dovrà affrontare oggi la prova forse più difficile: le elezioni locali in decine di municipi e parlamenti locali in Inghilterra, Galles e Scozia. Sarà la più grande tornata di amministrative da quando il premier è entrato a Downing Street, il 5 luglio del 2024, un voto che potrebbe assestare al governo laburista un colpo durissimo, forse definitivo. Secondo alcuni sondaggi, nello scenario più estremo il Labour potrebbe perdere ben 2.000 dei suoi 2.750 seggi nei consigli comunali che andranno al voto, tanto che nei corridoi di Westminster e nelle redazioni dei giornali l'Apocalisse annunciata è già stata ribattezzata 'Starmergeddon'. Nemmeno i Tories godono di buona salute: dovranno rinunciare fino a 1000 seggi secondo diversi istituti demoscopici. Ma una sconfitta del Labour avrebbe un peso ben diverso, considerando la trionfale affermazioni della sinistra alle politiche solo due anni fa. L'ascesa di Nigel Farage e il crollo dei partiti tradizionali La quota combinata delle intenzioni di voto per i due partiti tradizionali si è quasi dimezzata dalle ultime elezioni e si e' attestata complessivamente al 36%. Nella media dei sondaggi citati dai media britannici, il Labour scende al terzo posto sotto il 20%, superato da Reform UK che oscilla tra il 24% e il 28% e i Verdi tra il 16 e il 21. I Conservatori sarebbero intorno al 16%, i Liberal Democratici tra il 12 e il 14%. Tradotto in seggi, secondo l'Independent, sui 5000 in palio in Inghilterra ai laburisti ne andrebbero 1.132 (contro i 2.557 che aveva), ai conservatori 455 (ne avevano 1.362), ai LibDem 1.077 (ne avevano 684), ai Verdi 696 (ne avevano 141). E soprattutto ne strapperebbe 1.355 il Reform del nazionalista Nigel Farage, che ne ha oggi 2 e che aveva già dominato le elezioni locali alla tornata precedente. I numeri della sfida: undici milioni di cittadini alle urne Sono circa undici milioni i cittadini britannici chiamati alle urne domani dalle 7:00 ora locale (le 8:00 in Italia) alle 22:00 (le 23:00 in Italia). Per i risultati definitivi pero' bisognerà aspettare forse fino a venerdì pomeriggio. In Inghilterra, gli elettori voteranno per il rinnovo di 136 consigli comunali, con 25.000 i candidati in corsa per 5.000 seggi. Il banco di prova più significativo sarà quello dei distretti metropolitani come Londra, Birmingham, Sheffield e Manchester. Tradizionalmente si tratta di collegi laburisti, ma dove il partito di Starmer potrebbe perdere voti a favore dei Verdi e di Your Party, la formazione dell'ex segretario Jeremy Corbyn. Un'area in particolare sarà sotto osservazione speciale, la Grande Londra: 32 municipi con un bacino di circa sei milioni di elettori. Qui il partito Laburista ha tradizionalmente dominato le elezioni e governa in 21 distretti. Scozia e Galles: roccaforti laburiste a rischio Ma le elezioni comunali sono solo un capitolo della sfida elettorale: si vota anche per i parlamenti di Scozia e Galles. In Galles, tradizionale roccaforte del Labour, la sconfitta laburista, il cui dominio dura 27 anni, è data per assai probabile. I sondaggi indicano una netta affermazione di Reform UK e dei nazionalisti gallesi progressisti Plaid Cymru. Anche in Scozia, dove si eleggeranno i 129 membri del Parlamento, si annuncia uno scossone. Secondo un sondaggio YouGov, sia i conservatori sia i laburisti si avviano verso sconfitte storiche. Lo Scottish National Party (Snp) dovrebbe restare al governo per il quinto mandato consecutivo con 67 seggi. Reform e' sulla buona strada per ottenere un importante successo con 20 seggi, mentre il Labour potrebbe non conquistarne nemmeno uno nei collegi uninominali. Zack Polansky e il futuro della sinistra Si prevede che i Conservatori scenderanno all'8%, addirittura sesti, il peggior risultato di tutti i tempi per il partito in Scozia. Per governare, l'Snp potrebbe essere costretto a rivolgersi agli ambientalisti. Dai Verdi di Zack Polansky, per qualcuno il "nuovo Corbyn" della politica britannica, potrebbe arrivare una spinta decisiva. Intervistato sulla possibilita' di subentrare a Starmer in caso di crisi di governo, Polasnky ha dato mostra di umiltà: "Non sono pronto ora. Sono leader da otto mesi e ho ancora molte cose da imparare", ha detto. Ma la scuola finira' e nel 2028 al massimo si rivota. "Tra due anni vedremo", ha chiarito.
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