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Stretto di Hormuz, gli USA spingono per una risoluzione ONU contro pedaggi e mine iraniane
Oggi 08-05-26, 02:31
AGI - Interrompere l'imposizione di pedaggi nello Stretto e la messa in posa di mine lungo la via d'acqua. Sono alcune delle richieste incluse nella risoluzione ONU redatta da alcuni Paesi, tra cui gli Stati Uniti, e che verrà presentata al Consiglio di sicurezza. "Ci sono cose molto semplici e dirette - ha spiegato l'ambasciatore USA Mike Waltz, incontrando i giornalisti - cessare gli attacchi alle navi commerciali; smettere di posare mine e rimuoverle da una via d'acqua internazionale; interrompere l'imposizione di pedaggi illegali nello Stretto di Hormuz e permettere alle Nazioni Unite di far passare aiuti umanitari, aiuti salvavita, attraverso quel corridoio internazionale. È davvero così semplice". "Il problema - ha aggiunto - è che proprio questa settimana i media statali iraniani hanno annunciato che il regime ha lanciato quella che chiama la 'Persian Gulf Straits Authority', con cui intende pretendere che tutte le navi - commerciali, civili, internazionali - debbano registrarsi e pagare una tangente, un pedaggio, per utilizzare queste vie d'acqua internazionali". Le implicazioni globali e la condanna "E questo non riguarda soltanto questa regione: riguarda il mondo intero. Immaginate. Immaginate se ci fossero due Paesi, indipendentemente dal conflitto, indipendentemente da chi abbia iniziato cosa, immaginiamo, ipoteticamente, Spagna e Marocco in disputa tra loro, che decidano di gettare mine marine nello Stretto di Gibilterra e poi inizino a chiedere denaro alle navi per attraversarlo, in un cinico tentativo di ottenere leva sull'altra parte, imponendo una punizione collettiva al mondo intero per risolvere una disputa bilaterale. È inaccettabile - ha concluso - immorale e illegale secondo il diritto internazionale".
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