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Tajani e Crosetto alla Camera, "l'Italia non è in guerra. Sull'utilizzo delle basi Usa dec...
Oggi 05-03-26, 11:48
AGI - Al via nell'Aula della Camera, le comunicazioni del governo sulla guerra in Iran e la crisi in Medio Oriente. Nell'aula di Montecitorio, parlano i ministri degli Esteri, Antonio Tajani e della Difesa, Guido Crosetto. Il loro intervento durerà complessivamente circa 45 minuti. Seguirà la discussione generale (circa due ore), e la replica dei due ministri. Poi i pareri sulle risoluzioni pretestate dai gruppi politici e il voto dell'Assemblea. In tutto circa quattro ore e mezza di dibattito parlamentare. La diretta delle comunicazioni del governo 11.04 Tajani, preoccupa il blocco dello stretto di Hormuz "Il governo è pronto a intervenire anche sul fronte economico per mitigare l’impatto di questa crisi, che è purtroppo già visibile. Preoccupa il blocco dello stretto di Hormuz, punto di passaggio vitale per gli approvvigionamenti energetici globali". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "I prezzi del petrolio e del gas hanno già fatto registrare rialzi significativi. I premi assicurativi sulle rotte marittime sono aumentati", ha sottolineato Tajani. "Le tensioni rischiano di pesare anche sui prezzi di molte materie prime e su quelli di grano e cereali. Molte aree del mondo dipendono dalle importazioni di grano. L'aumento del prezzo del pane può diventare causa di nuove fonti di instabilità in paesi che hanno già problemi economici", ha prospettato il ministro degli Esteri italiano. "Anche in questo ambito l’Italia farà la sua parte. Lo facciamo sostenendo i nostri partner nella regione del Mediterraneo", ha assicurato 11.02 Crosetto, innalzato al massimo il livello di protezione della nostra difesa aerea "Ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato". Lo ha affermato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nelle comunicazioni alla Camera sulla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo. 10.53 Crosetto, 239 militari italiani dal Kuwait verso l'Arabia Saudita "Prima del conflitto avevamo 2.576 persone nell'area interessata dalla crisi in Medioriente, e prima dell'attacco abbiamo predisposto degli spostamenti e adottato alcune misure per la messa in sicurezza del personale". Lo ha detto il ministro Guido Crosetto, sulla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo. "In Kuwait - ha reso noto il ministro della Difesa - è in atto un movimento di 239 militari verso l'Arabia Saudita: dei 321 ne rimarranno 82. In Qatar sette dei 10 militari stanno raggiungendo l'Arabia Saudita, in Bahrein stiamo ritirando i nostri cinque militari presenti". Quanto al Libano, "stiamo valutando attentamente la situazione e siamo pronti a far fronte ad ogni esigenza anche con un dispositivo navale laddove si rendesse necessaria una evacuazione". 10.56 Crosetto, forniremo aiuto navale a Cipro "Con francesi, olandesi e spagnoli porteremo un aiuto a Cipro". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nelle comunicazioni alla Camera sulla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo. In particolare, "per quanto riguarda la possibilità di un invio di un aiuto navale a Cipro, voglio ricordare l'articolo 7: qualora uno Stato membro subisca un'aggressione armata sul suo territorio, gli altri membri sono tenuti a prestargli aiuto e assistenza con tutti i mezzi di loro possesso, in conformità con l'articolo 51 della Carta delle Nazioni unite". 10.48 Tajani, 100mila italiani in aree di crisi, 10mila già rientrati La sicurezza dei cittadini italiani che si trovano nelle aree di crisi in Medio Oriente e nei paesi del Golfo è la "priorità assoluta" del governo italiano. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "A tutti viene garantito supporto informativo agli italiani, che complessivamente sono oltre 100mila, presenti nelle aree più colpite coinvolti direttamente o indirettamente", ha sottolineato il vicepresidente del Consiglio. Per prestare assistenza a tutti i connazionali, è stata istituita un Task Force Golfo, presso l'Unità di crisi della Farnesina, che a oggi "ha gestito oltre 14mila chiamate e diverse migliaia di contatti e-mail di italiani che abbiamo già aiutato a lasciare le aree a rischio", ha riferito Tajani. "Finora, sono arrivati a circa 10mila gli italiani che abbiamo già aiutato a lasciare le aree a rischio. Tra le varie opzioni, in collaborazione con il ministero della Difesa, ci sono voli charter speciali con la collaborazione delle compagnie aeree Ita e Neos, e collaborazioni con i paesi del Golfo e con diverse compagnie", ha proseguito Tajani. "L'Italia è stato il primo paese europeo a introdurre voli speciali, attivando per prima dell’Unione Europea, il meccanismo europeo di protezione civile", ha insistito il capo della diplomazia italiana. "Un volo è partito oggi dalle Maldive con 320 italiani a bordo tra cui 60 in condizioni di fragilità. Questa mattina sono atterrati a Ciampino altri due voli da Dubai e Abu Dhabi con a bordo 200 italiani in condizione fragilità, dopo i 200 studenti arrivati martedì a Milano da Dubai", ha riferito Tajani. Il ministro ha ringraziato le autorità di Dubai per la loro "generosa amicizia", comunicata personalmente al suo ministro degli Esteri. 10.43 Crosetto, ad oggi nessuna richiesta per le basi Usa in Italia "Ad oggi non è arrivata alcuna richiesta di utilizzo delle basi Usa in Italia, non c'è un tema di uso di basi da concedere. Qualora dovesse emergere una richiesta torneremo in Parlamento ma ad oggi non è successo". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nelle comunicazioni alla Camera sulla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo. 10.33 La risoluzione del centrodestra, sostenere la difesa dei Paesi Ue La maggioranza di centro destra "impegna il governo a partecipare con assetti nazionali allo sforzo comune in ambito Unione Europea per sostenere, in caso di richiesta, Stati membri Ue nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana". E' quanto si legge nella risoluzione presentata alle comunicazioni dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto sulla situazione in Medio Oriente dopo l'attacco statunitense e israeliano all'Iran. 10.35 Tajani, l'Italia non è e non sarà in guerra "L'Italia non è in guerra. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha tenuto a sottolinearlo dopo aver annunciato alla Camera il sostegno ai paesi del Golfo sotto attacco dell'Iran. "L'Italia non è e non sarà in guerra con nessuno. Questo è un impegno davanti al Paese", ha detto. "Gli sviluppi nel Golfo e in Medioriente suscitano in tutti una profonda preoccupa", ha sottolineato, ma "difendere i nostri partner regionali significa difendere la libertà dei nostri cittadini delle nostre imprese". 10.27 Tajani, serve assunzione di responsabilità condivisa "Siamo qui per una scelta politica, di coinvolgere il parlamento in tutti i principali passaggi e nelle decisioni strategiche in questa crisi. Voglio ribadire ancora una volta la gravità della situazione che richiede a tutti noi, governo e parlamento, un’assunzione di responsabilità condivisa sulla politica estera, sulla sicurezza dei cittadini, sulla difesa del tessuto produttivo. Una grande democrazia deve essere capace di non dividersi". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in apertura della comunicazione del governo alla Camera dei deputati sulla crisi in Medio Oriente. 10.25 Tajani, l'Italia aderisce alla richiesta dei Paesi del Golfo per rafforzare la difesa L'Italia ha accettato di aiutare i partner del Golfo oggetto della rappresaglia iraniana. Lo ha annunciato in aula alla camera il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "Di fronte a questi attacchi discriminati alcuni nostri partner strategici del Golfo hanno formalmente chiesto il sostegno dell’Italia per rafforzare le proprie capacità", ha detto. "Si tratta di nazioni dove sono presenti decine di migliaia di italiani civili e militari che abbiamo il dovere di proteggere. Ecco perché il governo ha ritenuto doveroso aderire a queste richieste", ha spiegato. "Siamo qui oggi per condividere con il Parlamento questa scelta", ha aggiunto. 10.18 Tajani, c'è la concreta prospettiva di un allargamento della guerra "Purtroppo la situazione ha fatto registrare una ulteriore evoluzione non positiva ed è concreto il rischio di allargamento". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante la comunicazione del governo alla Camera dei deputati, in merito alla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo. "L’Iran continua a sferrare attacchi indiscriminati contro infrastrutture strategiche, siti militari, anche aeroporti, alberghi, centri residenziali in tutti i paesi del Golfo e stamane anche contro l'Azerbaigian", ha affermato il vice presidente del Consiglio. Il passaggio in Parlamento sulle richieste di aiuti dai Paesi del Golfo Rispondere alla richiesta di aiuti dei Paesi del Golfo. Con questo obiettivo il governo riferisce oggi alle Camere sull'evoluzione della situazione in Iran. Trattandosi di comunicazioni, si svolgeranno poi le votazioni sulle risoluzioni. Il testo della maggioranza, frutto di un lavoro di raccordo tra i partiti dell'alleanza e i dicasteri di Difesa ed Esteri, non dovrebbe contenere alcun accenno alle basi militari italiane, perché - è la motivazione ufficiale - non sono ancora state richieste. Saranno i ministri Tajani e Crosetto (il titolare della Difesa ieri è stato al Quirinale per un incontro con il Capo dello Stato Sergio Mattarella che poi ha visto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni) a informare le Aule di Montecitorio e palazzo Madama. L'Italia potrebbe fornire dispositivi anti-droni, probabilmente anche il potente sistema di difesa terra-aria Samp-T. Attraverso misure che potrebbero arrivare nel prossimo Consiglio dei ministri (ieri Crosetto non aveva escluso lo strumento del decreto legge). "Stiamo valutando la richiesta di mezzi difensivi" da parte di Paesi dell'area del Golfo "e ciò avverrà nel rapporto tra governo e Parlamento", ha spiegato ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. I contatti della premier Meloni Subito dopo l'offensiva di Usa e Israele all'Iran e la successiva reazione di Teheran contro i Paesi del Golfo, la premier aveva sentito il re del Bahrein, l'emiro del Kuwait, il presidente degli Emirati Arabi Uniti (ieri sera ha ricevuto il ministro degli Esteri Abdullah bin Zayed Al Nahyan), l'emiro del Qatar e il principe ereditario e primo ministro dell'Arabia Saudita. Meloni ha definito "inaccettabile" l'offensiva portata avanti dall'Iran. Il sostegno dell'Italia ai Paesi del Golfo Ieri il ministro degli Esteri Antonio Tajani, dopo la telefonata con il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha spiegato: "Ho voluto confermare al segretario di Stato il deciso sostegno dell'Italia ai Paesi amici del Golfo, partner politici ed economici del nostro Paese". La cabina di regia e la gestione della crisi Ieri la presidente del Consiglio è tornata a riunire la cabina di regia a palazzo Chigi. C'era anche il responsabile del Mef Giancarlo Giorgetti per un focus, tra l'altro, sui margini degli investimenti sulla Difesa. All'incontro, oltre Tajani e Crosetto, hanno partecipato i vertici dell'Intelligence, il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini (in video collegamento), i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano. "La crisi preoccupa ma sappiamo affrontarla", ha spiegato quest'ultimo, "si sta lavorando per fare rientrare gli italiani che si sono ritrovati in quell'area" e per circoscrivere i danni al fine di garantire l'approvvigionamento energetico". Approvvigionamento energetico e stoccaggi di gas "La crisi preoccupa ma sappiamo affrontarla", ha spiegato quest'ultimo, "si sta lavorando per fare rientrare gli italiani che si sono ritrovati in quell'area" e per circoscrivere i danni al fine di garantire l'approvvigionamento energetico". "L'Italia può resistere anche più di altri a livello europeo, perché abbiamo gli stoccaggi alti di gas. Il nostro approvvigionamento dal Golfo Persico nell'immediato è molto basso", ha detto il ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin. Le comunicazioni in Parlamento e il Consiglio europeo In quanto alle accuse dell'opposizione, Mantovano ha spiegato che non c'è alcuna ritrosia da parte del presidente del Consiglio Giorgia Meloni a presentarsi in Parlamento per riferire sulla crisi in atto nel Golfo. Il sottosegretario, ospite in serata a 'La torre e il cavallo' su RaiTre, ha spiegato che "c'è un appuntamento a brevissimo termine, nel senso che tra pochi giorni ci sarà il Consiglio europeo e quello, nei giorni precedenti, è il momento in cui Giorgia Meloni certamente andrà in Parlamento ad affrontare questioni che interessano l'Europa e il contesto internazionale, come è sempre stato". In merito alle comunicazioni di oggi a Montecitorio dei titolari di Difesa e degli Esteri, Guido Crosetto e Antonio Tajani "stiamo parlando di comunicazioni al massimo livello dopo quello del Presidente del Consiglio - ha puntualizzato Mantovano - perché si presenta uno dei due vicepresidenti del Consiglio, che è anche Ministro degli Esteri, e il Ministro della Difesa. "Certamente il Governo non è sguarnito", ha concluso Mantovano.
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