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Estero
Tajani: "L'Italia al Board, non possiamo restare ai margini del processo di pace"
Oggi 17-02-26, 16:28
AGI - L'Italia parteciperà come osservatore alla riunione di Washington sul Board of Peace per Gaza. Lo conferma il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo alla Camera durante le comunicazioni del Governo sul Piano di Pace per la Striscia di Gaza e la costituzione del Board of Peace. L'Italia al Board come Paese osservatore "L'assenza dell'Italia a un tavolo in cui si discute di pace nel Mediterraneo sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contrario alla lettera e allo spirito dello stesso art. 11 della nostra Costituzione, laddove sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie", ha aggiunto Tajani. "Il governo ha ritenuto opportuno accettare l'invito dell'amministrazione Usa a presenziare, in qualità di Paese osservatore, alla prima riunione del Board of Peace". "Non ci sono alternative al piano di pace di Trump" "Il 17 novembre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che ha fatto proprio il piano di pace promosso da Trump", il governo italiano "ha sostenuto fin dall'inizio il piano di pace. Se qualcuno ritenesse che esistono alternative a questo piano dimostrerebbe di non saper fare i conti con la realtà", ha sottolineato il titolare della Farnesina. "La crisi di Gaza incide sugli equilibri regionali, sulla stabilità del Mediterraneo e sulla sicurezza del nostro export e della nostra sicurezza nazionale, ma è soprattutto una tragedia umanitaria che ha scosso le coscienze di tutti noi", ha aggiunto Tajani. Secondo Tajani, la prima fase del piano Trump, "pur tra ostacoli e tensioni, ha consentito di raggiungere risultati impensabili solo un anno fa: il consolidamento della tregua che, seppur fragile, regge da oltre 120 giorni, il ritorno di tutti gli ostaggi in Israele; il rafforzamento dell'afflusso di aiuti umanitari. Passaggi indispensabili alla creazione di quel clima di fiducia necessario a intraprendere i prossimi passi". "Non era scontato - ha proseguito - questi risultati sono il frutto di un lavoro politico intenso, di mediazioni complesse, di pressioni esercitate con equilibrio e determinazione. Un'azione che ha visto l'Italia in prima fila, grazie alla riconosciuta capacità di parlare con israeliani e palestinesi e con tutti gli interlocutori nella regione", ha detto il ministro degli Esteri. "Ora si apre una fase ancora più delicata" del piano promosso dal presidente Usa, "la cosiddetta 'Fase 2', che prevede il disarmo di Hamas, la smilitarizzazione della Striscia e l'avvio della ricostruzione. Sfide enormi, che richiedono un chiaro impulso politico e il più ampio e coeso sostegno della Comunità internazionale. Senza affrontare questi nodi strutturali, non c'è alcuna soluzione duratura per il futuro di Gaza", ha aggiunto Tajani. "È in questo contesto che si inserisce l'istituzione del Board of Peace, organismo che il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha chiamato a monitorare l'attuazione del Piano di Pace. "L'Italia non può e non deve restare ai margini del processo di pace" in Medio Oriente, ha argomentato Tajani. Candanna per ogni tentativo di annessione della Cisgiordania L'Italia "condanna qualsiasi tentativo di annessione della Cisgiordania" da parte di Israele, ha infine sottolineato il ministro degli Esteri nelle sue comunicazioni alla Camera.
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