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Estero
Tajani sente Rubio: "Vicinanza tra Italia e Usa, abbiamo una visione comune"
Oggi 16-01-26, 19:10
AGI - I rapporti con gli Usa, i fronti di guerra, il fascicolo Groenlandia, la giustizia e i rapporti con gli alleati. Infine, la Sicilia che si vuole continuare a governare anche dal 2027. Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parla a tutto campo nel corso della sua visita al quotidiano La Sicilia di Catania. "Ho avuto una lunga telefonata con il segretario di Stato Usa, Marco Rubio", spiega, e "abbiamo affrontato tutte le situazioni più calde del palcoscenico internazionale, dal Venezuela all'Iran, da Gaza all'Ucraina e la Groenlandia. Un lungo colloquio che ha confermato la vicinanza tra Italia e Stati Uniti. Due Paesi che hanno una visione comune. E' stato un colloquio molto positivo, franco e cordiale che punta rafforzare le relazioni transatlantiche: il nostro obiettivo è l'unità dell'Occidente per costruire la pace". Tajani ha poi annunciato a Rubio la sua partecipazione al vertice convocato il 4 febbraio, dedicato alle materie prime e alle terre rare. E sulla Groenlandia: "Il tema della sicurezza di quel Paese è un problema che ci interessa e che deve essere garantito assolutamente dalla Nato, perché vi fa parte. Non bisogna sottovalutare i rischi anche in futuro e quindi è bene che l'Alleanza atlantica sia presente. E' bene anche che l'Europa faccia la sua parte, ma non è inviando 10-15 soldati che si risolvono i problemi della sicurezza: serve una strategia, al di la' del delle scelte di inviare qualcuno. Noi non invieremo nessuno. Vogliamo invece che la Groenlandia e tutta la regione dell'Artico sia oggetto di una strategia politica ed economica - tant'è che ho già annunciato una missione imprenditoriale nell'Artico - e di una strategia scientifica perché la ricerca è fondamentale in quella parte del mondo a causa del cambiamento climatico che modificherà le rotte marittime e noi dovremo farci trovare pronti". Riguardo alle 'interferenze' di Roberto Vannacci che aveva detto "basta armi all'Ucraina", taglia corto: "Il leader della Lega è Matteo Salvini, conta quello che dice lui. E lui è sempre stato leale con il governo e con la maggioranza. Il nostro interlocutore è il leader del partito che è sempre stato coerente". Tajani, sollecitato dai cronisti, ha parlato anche di questioni interne. Innanzitutto il referendum sulla giustizia, rispetto al quale assicura: "Non è un voto sul governo, ma un voto con il quale i cittadini dovranno dire se a loro va bene la giustizia come funziona oggi in Italia oppure se la vogliono cambiare. Il governo non c'entra assolutamente nulla perché rimarrà in carica fino alla fine della legislatura. La giustizia è un valore fondamentale in una società e noi non vogliamo che neanche un innocente vada in galera. I colpevoli devono andare in galera, quindi non significa essere lassisti contro la criminalità. Nel processo deve essere sempre giusto e vogliamo che nessuno, ripeto nessuno innocente finisca in galera". Ma avverte: "Quello che conta è l'unità di intenti che per adesso deve essere finalizzata al referendum della giustizia, poi parleremo di tutto il resto, prima c'è da vincere un referendum e il partito si impegnerà al massimo per vincere". Ci sono le anche le questioni giudiziarie. Il leader di FI sbarca in Sicilia nel giorno in cui viene chiesto l'arresto di un deputato regionale del suo partito: "Commento come ho commentato le stesse richieste che sono state fatte in altre città d'Italia anche nei confronti di esponenti della sinistra: sono garantista, sono per la presunzione d'innocenza fino alla condanna definitiva in terzo grado". Stessa posizione anche su altro caso spinoso, quello che riguarda i vertici dell'Autorità Garante della Privacy: "Io sono garantista, sempre: un conto sono le indiscrezioni sui giornali, un conto poi se le indiscrezioni sono reati o meno. Non bisogna mai strumentalizzare. Io sono contrario a fare campagne sulle vicende giudiziarie delle persone. Poi ci sono dei comportamenti che devono essere tenuti da chi occupa un ruolo istituzionale, questo è un altro discorso. Per quanto riguarda la vicenda penale, io sono sempre dell'idea che c'è una presunzione di innocenza, vale per tutti". Infine la Sicilia, "regione importantissima, che cresce più delle altre", governata da Renato Schifani e che gli azzurri non voglio mollare, assicura il politico: "Forza Italia governa bene, non vedo perché dovremmo cedere la presidenza della Regione siciliana. Noi siamo un partito che ha avuto uno straordinario risultato alle elezioni europee. Sarebbe un controsenso cambiare la forza politica che guida la coalizione, ne parleremo con gli alleati, ma noi continueremo a insistere: Forza Italia deve poter continuare ad avere la presidenza della Regione".
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