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Politica
Takaichi e Meloni, diverse ma così simili
Oggi 15-01-26, 13:44
AGI - A Ginza, nel quartiere più elegante e lussuoso di Tokyo, la notizia che negli ultimi giorni ha fatto segnare record su record all'indice Nikkei, è accolta con la sobrietà giapponese. Tradotto, è come se non fosse successo nulla. Ieri, la premier Sanae Takaichi ha annunciato che presto si riandrà alle urne, a nemmeno un anno e mezzo dal voto. Perché Takaichi punta alle elezioni anticipate L'obiettivo, cavalcare l'ondata di popolarità che continua ad accompagnarla da quando è diventata l'inquilina numero uno della Kantei - la residenza ufficiale del primo ministro - e restituire al suo partito la maggioranza assoluta in Parlamento. A oggi la sua coalizione detiene una maggioranza più che risicata alla Camera bassa, in piedi solo grazie all'appoggio di tre parlamentari indipendenti. Situazione ancora più al limite al Senato, dove rimane in minoranza e per ogni provvedimento è necessaria una negoziazione con le opposizioni. Il consenso personale supera quello del partito E camminando per Chuo-dori Street, il cuore pulsante del quartiere dello shopping di lusso della capitale - e che non pullula certo di discorsi politichesi - si riesce a capire una cosa: la rivincita della premier alle elezioni è praticamente una certezza. "Takaichi mi piace" racconta all'AGI un uomo sulla cinquantina davanti a Starbucks. "E' diretta, sembra sempre sapere quello che vuole. Dopo anni di primi ministri deboli, è una grande novità". Ma ciò che emerge in maniera significativa è che il consenso per la premier è maggiore di quello del suo partito, Liberal Democratic Party. Economia, sicurezza e leadership forte Takaichi, prima donna a guidare il Giappone, gode di un sostegno personale elevatissimo, alimentato dall'immagine di leader forte, dal linguaggio chiaro sull'economia e dalla linea decisa in politica estera(vedere la sua durissima posizione sulle mire espansionistiche cinesi su Taiwan). Il parallelo con Giorgia Meloni E qui, considerati i punti in comune, il pensiero a Giorgia Meloni è immediato, naturale, scontato. Entrambe conservatrici, con il loro insediamento, hanno rotto il soffitto di cristallo dei rispettivi Paesi. Mai prima di loro, in Italia e in Giappone, una donna era diventata premier. Insieme condividono un approccio simile alla politica estera e alla sicurezza, all'importanza dei mari, con la visione italiana dell'indo-Mediterraneo", dall'altro quella giapponese dell'indo pacifico libero e aperto, che crea una catena strategica in grado di unire diverse regioni globali. Tutte e due al governo hanno mantenuto se non aumentato il consenso. Il bilaterale Italia-Giappone e i 160 anni di relazioni E domani, Takaichi e Meloni saranno insieme qui a Tokyo per un bilaterale, mentre celebreranno anche il 160esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Era il 1866, il mondo stava entrando in una nuova epoca, segnata dall'avvento di tecnologie che hanno rivoluzionato trasporti, comunicazioni e produzione. Proprio in quel periodo, nasceva da zero la moderna Ginza. Quella precedente, in cui sorgeva la zecca del conio dell'argento (da qui il suffisso gin) era stata distrutta a seguito di un incendio devastante. Tra lusso e normalità, Tokyo guarda al futuro Oggi è il quartiere più chic. Alla fine di questa Fifth Avenue giapponese, davanti a una boutique di lusso, due donne poco più che trentenni, borse griffate al braccio, commentano la politica quasi con imbarazzo, come se fosse un tema fuori posto in quel contesto scintillante. "Io non seguo molto", ammette una di loro, "ma Takaichi è interessante, se non altro perché è donna". Tra il lusso e la normalità quotidiana di Chuo-dori Street, Tokyo non appare chissà quanto toccata dalla notizia dello scioglimento anticipato della Camera bassa. Elegante, ordinata, anche attraversato da domande e dubbi sul suo futuro, ma consapevole che molto probabilmente a guidare il Paese ci sarà ancora la 'Tatcher giapponese'.
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