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Estero
Torture a Guantanamo, Londra risarcisce un detenuto per il ruolo dei servizi segreti britannici
Oggi 12-01-26, 02:47
AGI - Il governo britannico ha versato un risarcimento "sostanziale" al primo uomo sottoposto alle tecniche di "interrogatorio rafforzato" della CIA dopo gli attentati dell'11 settembre, tuttora detenuto a Guantanamo Bay senza processo da quasi vent'anni. Lo riporta la BBC. L'uomo, noto come Abu Zubaydah, aveva avviato un'azione legale contro il Regno Unito sostenendo che MI5 e MI6 fossero stati "complici" nelle sue torture, avendo fornito domande alla CIA pur conoscendo l'estremo maltrattamento a cui era sottoposto. Londra ha ora raggiunto un accordo economico, il cui ammontare resta segreto per ragioni legali, ma che la sua legale internazionale, Helen Duffy, definisce "significativo". Duffy ha accolto con favore il risarcimento, pur considerandolo "insufficiente", e ha sollecitato Regno Unito e altri governi coinvolti a garantire la liberazione dell'uomo: "Le violazioni dei suoi diritti non appartengono al passato, stanno continuando". La storia della cattura e le tecniche di tortura Palestinese nato in Arabia Saudita, Abu Zubaydah fu catturato in Pakistan nel 2002 e trasferito per quattro anni in una rete di centri di detenzione segreti della CIA ("black sites") in vari Paesi, tra cui Lituania e Polonia, prima di essere trasferito a Guantanamo nel 2006. Fu il primo prigioniero a essere sottoposto a tecniche come waterboarding (83 volte), confinamento in 'bare', percosse e privazione sensoriale. Secondo un rapporto della commissione Intelligence del Senato USA, il suo trattamento fu "tortura" secondo gli standard britannici. Internamente, MI6 ammise che quelle tecniche avrebbero "spezzato il 98% dei soldati delle forze speciali USA", ma non chiese garanzie sul suo trattamento fino a quattro anni dopo l'inizio delle torture. La complicità dei servizi segreti britannici Secondo Duffy, i servizi segreti del Regno Unito avrebbero "creato un mercato" per il programma di interrogatori inviando precise domande alla CIA da sottoporre a Abu Zubaydah, alimentando così la detenzione illegale e gli abusi. Un rapporto del Parlamento britannico del 2018 fu duramente critico verso MI5 e MI6, anche in relazione a casi analoghi come quello di Khalid Sheikh Mohammed, sollevando il dubbio che anche lui possa avviare una causa contro Londra. Detenzione eterna e accuse ritirate Nonostante numerose sentenze e inchieste ufficiali che documentano l'illegittimità del suo trattamento, Abu Zubaydah rimane uno dei 15 detenuti ancora in cella a Guantanamo senza accuse formali. Gli Stati Uniti hanno da tempo ritirato l'accusa secondo cui fosse un dirigente di al-Qaeda. L'ex presidente americano, George W. Bush, aveva all'epoca definito la sua cattura "una delle più importanti della guerra al terrorismo", ma le accuse sono poi state riviste e ridimensionate. Il risarcimento e la richiesta di liberazione La sua avvocata afferma che il risarcimento è in fase di pagamento ma Abu Zubaydah non può ancora accedervi direttamente. L'obiettivo, dice, è permettergli un sostegno economico una volta libero: "Il pagamento potrebbe aiutarlo a costruire una nuova vita fuori, ma tutto dipende dal fatto che Stati Uniti e alleati garantiscano finalmente la sua liberazione". Dominic Grieve, ex presidente della commissione parlamentare che indagò sul caso, ha definito il risarcimento "molto insolito", ma ha aggiunto che ciò che Abu Zubaydah subì fu "chiaramente sbagliato". Discutendo della mancanza di intervento da parte britannica, ha dichiarato: "Sapevamo che gli americani si stavano comportando in un modo che avrebbe dovuto destare serie preoccupazioni. Dovevamo sollevare il caso e, se necessario, interrompere la cooperazione". Il futuro di Abu Zubaydah dipende ora da decisioni politiche e diplomatiche a Washington e dalla volontà degli alleati di esercitare pressione per porre fine a una detenzione definita da molti come "eterna".
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