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Cronaca
Trapianto fallito, il primario Oppido si difende davanti al gip
Oggi 31-03-26, 20:25
AGI - Il cuore del donatore da Bolzano non sarebbe arrivato dopo il prelievo del cuore malato del piccolo Domenico e ne sarebbe prova una foto del box poggiato su una sedia ancora chiuso alle 14.26 e poi un video, in cui alle 14.34 il cuore prelevato pulsa ancora, cosa che sarebbe possibile solo se fosse stato espiantato poco prima. In sintesi è questa la linea di difesa del cardiochirurgo del Monaldi, Guido Oppido, autore del trapianto di un cuore danneggiato a Domenico Caliendo, due anni, il 23 dicembre scorso. "Siamo soddisfatti perché il dottor Oppido ha avuto la possibilità di esporre le sue ragioni", dice al termine di tre ore e mezzo di interrogatorio preventivo, Alfredo Sorge l'avvocato che con il collega Vittorio Manes difende il cardiochirurgo. Oggi si è tenuto l'interrogatorio davanti al gip di Napoli che dovrà decidere sulla richiesta di misura interdittiva avanzata dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci. La difesa confuta l'accusa di falso "La difesa è soddisfatta perché ha sottoposto argomenti scientifici e documentali a confutazione di un'ipotesi accusatoria che è fondata sostanzialmente su ricordi, che noi riteniamo del tutto erronei e comunque non supportati da fatti documentali - aggiunge Sorge - oggi si discuteva dell'impostazione dell'accusa di falso e su questo abbiamo circoscritto l'attenzione degli interventi. Su questo noi abbiamo offerto una prova di natura scientifica che dimostra, tanto per entrare nel merito, come i dati che l'accusa sostiene essere dati supportati da certezza non lo sono, anche perché oggi ci sono dei limiti temporali che sappiamo essere ormai acquisiti attraverso dei video, attraverso delle fotografie". La tempistica dell'espianto L'avvocato si riferisce a documenti che attestano come "l'avvio delle procedure di espianto del cuore del povero Domenico avvennero a partire almeno dalle 14.25/14.26 fino alle 14.34, che è l'ora dell'effettivo espianto e quindi un tempo assolutamente sufficiente per eseguire quello che il dottor Oppido ha sempre sostenuto essere avvenuto in questo contesto temporale". La discordanza sui tempi del clampaggio aortico Ciò che viene messo in discussione, in particolare, è nel dato che emerge dalla cartella anestesiologica e dalla cartella Cec, che traccia la circolazione extracorporea e dalle quali si evince un orario di clampaggio aortico diverso, ovvero le 14.18. L'incompatibilità scientifica del clampaggio "A nostro avviso questo dato, questo minutaggio del clampaggio aortico non è compatibile con i dati documentali che abbiamo evidenziato all'attenzione del giudice - spiega l'avvocato Vittorio Manes - perché un video delle 14.34 dimostra che il cuore è ancora pienamente pulsante e questa ripresa video dell'attività pulsatile del cuore alle 14.34 non è compatibile scientificamente con un clampaggio dell'aorta avvenuto 16 minuti prima". La ricostruzione del dottor Oppido confermata Invece, "è compatibile con una cardiectomia e con un clampaggio avvenuto solo pochissimi minuti prima - sottolinea Manes - e questo confermerebbe la ricostruzione che il dottor Oppido ha sempre dato, sin dall'inizio degli eventi, della corretta sequenza degli eventi e del suo operato pienamente corretto rispetto a quanto sarebbe stato doveroso". Il gip si riserva la decisione Al termine dell'interrogatorio il gip si è riservato la decisione.
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