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Trump ai manifestanti iraniani: "Continuate a protestare. L'aiuto sta arrivando". Cittadin...
Ieri 13-01-26, 23:42
AGI - Sarebbero circa tremila le persone morte durante le proteste che stanno scuotendo l'Iran e tra costoro vi sono centinaia di membri delle forze di sicurezza. Lo riferisce al New York Times una fonte del ministero della Sanità di Teheran. Continua a non esserci alcun bilancio ufficiale o indipendente delle violenze e le cifre che circolano sui media discordano. La Cbs, ad esempio, cita non meglio specificate fonti interne secondo le quali i morti sarebbero tra i 12 mila e i 20mila.Tra le vittime ci sono anche membri delle forze di sicurezza, ha aggiunto il funzionario, accusando i "terroristi" di essere responsabili delle morti. Ma per il media di opposizione iraniano con sede a Londra, Iran International, almeno 12.000 persone sono state uccise "nel più grande massacro nella storia contemporanea dell'Iran", avvenuto in gran parte nell'arco di due notti consecutive, l'8 e il 9 gennaio. Il media cita un'analisi basata su fonti e dati medici. La valutazione si basa su un'analisi in più fasi di informazioni provenienti da una fonte vicina al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, due fonti nell'ufficio presidenziale, resoconti di diverse fonti all'interno del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche a Mashhad, Kermanshah e Isfahan, testimonianze di testimoni oculari e familiari delle vittime, rapporti sul campo, dati collegati a centri medici, e informazioni fornite da medici e infermieri in diverse città. Trump, continuate le proteste. L'aiuto sta arrivando Intanto, il presidente Trump ha chiamato i manifestanti iraniani a non mollare, assicurando che un aiuto è in arrivo. "Patrioti iraniani, continuate a protestare. Prendetevi le vostre istituzioni", ha scritto su Truth. "Annotatevi i nomi degli assassini e di chi si macchia di abusi. Pagheranno un prezzo elevato", ha assicurato. "Ho annullato tutti gli incontri con i funzionari iraniani fino a quando l'insensata uccisione dei manifestanti non si fermera'", ha spiegato. "L'aiuto sta arrivando", ha poi assicurato Trump. L'avviso del Dipartimento di Stato Usa ai cittadini: "Lasciate l'Iran" E a dimostrare che la situazione stare per diventare sempre più esplosiva, è il messaggio che arriva dal Dipartimento di Stato americano e dall'Ambasciata virtuale di Teheran, con l'emissione di un "avviso urgente a tutti i cittadini di lasciare il Paese". Ai cittadini statunitensi è stato chiesto di "lasciare immediatamente l'Iran", consigliando "di valutare la possibilità di partire via terra verso la Turchia o l'Armenia, se le condizioni di sicurezza lo consentono". "Le proteste in tutto il Paese continuano a intensificarsi. Sono in corso misure di sicurezza rafforzate, chiusure stradali, interruzioni del trasporto pubblico e blocchi di Internet. Il governo iraniano ha limitato l'accesso alle reti di telefonia mobile, fissa e a Internet a livello nazionale. Le compagnie aeree continuano a ridurre o cancellare i voli da e per l'Iran, con diverse che hanno sospeso il servizio", ha evidenziato l'Ambasciata virtuale, richiedendo nuovamente di "lasciare immediatamente l'Iran. Predisponete un piano per lasciare il Paese che non faccia affidamento sull'assistenza del governo degli Stati Uniti. Se non potete partire, individuate un luogo sicuro all'interno della vostra abitazione o in un altro edificio protetto. Procuratevi scorte di cibo, acqua, medicinali e altri beni essenziali", conclude il comunicato. Le opzioni di Trump e i rischi Intanto, oggi - fanno sapere i media americani - Trump incontrerà i consiglieri senior per discutere le possibili opzioni sul campo. Il Wall Street Journal ha riportato che tra questi ci sono attacchi militari, l'uso di armi cyber segrete, l'ampliamento delle sanzioni e il rifornimento di aiuto online a fonti antigovernative. I primi per ora sarebbero esclusi. Il giornale statunitense spiega infatti che i funzionari militari stanno spiegando al tycoon che "colpire installazioni militari potrebbe essere altamente rischioso, poiché alcune potrebbero trovarsi in aree densamente popolate". L'appello di Reza Pahlavi E dagli States - dove vive in esilio - Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià iraniano, continua a esortare Trump a intervenire. "Penso che il presidente debba prendere una decisione abbastanza presto," ha detto, spingendo gli iraniani a protestare e insiste nel presentarsi come leader di transizione per il suo paese. La risposta dell'Iran Dall'altro lato, a un possibile attacco americano ha risposto invece il presidente del parlamento iraniano Mohammad Qalibaf, il quale ha avvertito Washington: "In caso di attacco, sia Israele sia tutte le basi e le navi statunitensi saranno il nostro legittimo obiettivo". Bilancio delle vittime e arresti Nel frattempo, il gruppo per i diritti umani con sede negli Stati Uniti 'HRANA' ha dichiarato che i morti verificati in Iran sono 656, di cui almeno 505 manifestanti e 113 militari, ma ha aggiunto di stare indagando su altri 579 decessi. Mentre sempre dall'inizio delle proteste scoppiate il 28 dicembre, sono 10.721 le persone arrestate. L'Iran, invece, dal suo canto, continua a non fornire un bilancio ufficiale delle vittime, attribuendo lo spargimento di sangue all'interferenza statunitense e a quelli che definisce "terroristi sostenuti da Israele e dagli Stati Uniti".
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