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Trump: "Aspetto per oggi una risposta dall'Iran". Gli Usa sanzionano le aziende cinesi che...
Oggi 09-05-26, 13:16
AGI - Donald Trump attende oggi una risposta dall'Iran sull'ultima proposta per mettere fine alla guerra, e allo stesso tempo ha spiegato ai giornalisti, mentre lasciava la Casa Bianca, che in caso contrario riattiverà l'Operazione Libertà per la scorta militare delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Pur sostenendo che il cessate il fuoco resta formalmente in vigore, Trump ha lanciato un avvertimento a Teheran: se non verrà firmato un nuovo accordo in tempi brevi, gli Stati Uniti risponderanno con una violenza e una forza ancora maggiori. Il Presidente ha descritto l’attuale leadership iraniana come guidata da "pazzi", ribadendo l'impegno assoluto a impedire che il Paese ottenga l'arma nucleare. Nel frattempo, i tre cacciatorpediniere coinvolti nello scontro hanno completato il transito nello Stretto e si sono ricongiunti al blocco navale americano, definito da Trump un vero e proprio "muro d'acciaio". Sanzioni Usa ad aziende Cina che aiutano armamento Teheran Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato sanzioni contro 10 aziende e individui, anche cinesi, per aver aiutato l'industria iraniana degli armamenti. Nel mirino dell'Ufficio per gli Asset Stranieri (Ofac) sono finite societa' in Medio Oriente, Asia ed Europa orientale che avrebbero consentito a Teheran di ottenere armi e materie prime per i droni Shahed e il programma di missili balistici. Il Tesoro ha inoltre dichiarato di essere pronto a sanzioni "secondarie" contro istituzioni finanziarie tra cui "quelle collegate alle raffinerie indipendenti 'tetei' della Repubblica Popolare Cinese", una rete che importa greggio a prezzi scontati da Iran e Russia. L'elenco delle aziende sanzionate include Yushita Shanghai, per aver aiutato il Center for the Progress and Development of Iran (Cdpi), incaricato di ottenere tecnologie avanzate per l'industria militare iraniana. La Hitex Insulation Ningbo della Cina e' stata sanzionata per aver collaborato con il programma di missili balistici iraniano. La rete di aziende avrebbe permesso all'Iran di ottenere i sistemi di difesa aerea Manpads, mentre altre societa' con sede a Hong Kong, Dubai e Bielorussia agivano come intermediari per nascondere i legami con Teheran. Le sanzioni arrivano meno di una settimana dalla visita del presidente americano Donald Trump a Pechino per incontrare il leader cinese Xi Jinping. Araghchi, azioni Usa creano sospetti su intenzioni di pace Il comportamento degli Stati Uniti genera dubbi sulle reali intenzioni di Washington nei negoziati per la pace. A sottolinearlo è stato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in una telefonata con il suo omologo turco Hakan Fidan. "Le recenti provocazioni delle forze statunitensi nel Golfo Persico e le loro numerose azioni volte a violare il cessate il fuoco hanno alimentato i sospetti riguardo alle intenzioni e alla serietà della parte americana nel processo diplomatico", ha detto Araghchi a quanto riferisce una nota ufficiale riportata dall'agenzia Isna. Cnn, per intelligence Usa Mojtaba decide le strategie Ferito, invisibile al mondo, ma Mojtaba Khamenei un ruolo in Iran lo sta giocando eccome. Ne sono convinti i servizi segreti americani, a quanto riporta la Cnn. Secondo l'intelligence Usa, il nuovo leader supremo dell'Iran sta giocando un ruolo fondamentale nel delineare la strategia di guerra insieme ad alti funzionari iraniani. Dopo il terremoto ai vertici del paese provocato dalla guerra, a iniziare dall'uccisione dell'ex guida suprema Alì Khamenei, non è ancora chiaro chi sia davvero a comandare in ultima analisi. Ma probabilmente Mojtaba Khamenei sta contribuendo a decidere la gestione dei negoziati con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Nonostante i 40 giorni di guerra, i servizi americani sono convinti che importanti capacità militari iraniane siano ancora intatte, così come la capacità di Teheran di sopravvivere ad altri quattro mesi almeno di blocco, senza che la sua economia vada del tutto in pezzi. Teheran: "Trump come il dottor Stranamore" Dal canto suo, l'Iran ha accusato ancora una volta Trump di non volere veramente la pace. E questa volta con una citazione del "Il dottor Stranamore' di Stanley Kubrick. "E' un'assurdità grottesca che pretendano di cercare la pace e di prevenire una crisi nucleare, e poi la soluzione proposta sia 'un grande bagliore'", ha scritto su X il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei a commento del brano del film del 1964 in cui il maggiore King Kong precipita felice a cavalcioni di una bomba, come un cowboy. Telefonata Lavrov - bin Farhan: prevenire l'escalation a Hormuz Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha sentito al telefono il suo omologo saudita Faisal bin Farhan per discutere degli sviluppi della guerra in Iran e della situazione a Hormuz in particolare. Lo ha riferito il ministero degli Esteri russo in una nota. Lavrov e Farahn hanno concordato sulla necessita' "di prevenire qualsiasi rinnovata escalation nello e attorno allo Stretto di Hormuz", si legge, "e di proseguire i contatti diplomatici in corso per una soluzione a lungo termine". L'ONU boccia le restrizioni di Teheran Sul fronte diplomatico, si registra la netta presa di posizione delle Nazioni Unite. Il Segretario Generale Antonio Guterres ha espresso ferma opposizione al piano dell'Iran di istituire una nuova autorità di controllo sul traffico marittimo nello Stretto. Attraverso il suo portavoce, l'ONU ha chiesto di ripristinare immediatamente la piena libertà di navigazione, rifiutando ogni nuova restrizione che possa ostacolare il passaggio delle navi civili e il commercio globale di merci.
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