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Trump: "Il cessate il fuoco è in fin di vita". Teheran non cede sulle sue richieste
Oggi 11-05-26, 20:19
AGI - Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran è "sotto assistenza respiratoria" e ha "l'1% di possibilità di sopravvivere". Con una metafora particolarmente drammatica, il presidente americano Donald Trump ha descritto così lo stato dei negoziati con Teheran, dopo aver respinto la controproposta iraniana al piano presentato da Washington per consolidare la tregua in un accordo di pace duraturo. "La risposta iraniana è da buttare nella spazzatura", ha dichiarato Trump parlando alla Casa Bianca, aggiungendo che gli Stati Uniti otterranno comunque una "vittoria completa" e di "non aver alcuna pressione" anche se ritiene "ancora possibile una soluzione diplomatica". Le valutazioni militari americane Il presidente sta valutando il rilancio dell'operazione militare americana Project Freedom, per scortare le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz. In giornata ha avuto un incontro con un "folto gruppo" di generali per vagliare tutte le carte sul tavolo. La controproposta iraniana La controproposta di Teheran, trasmessa attraverso la mediazione del Pakistan, chiede la fine della guerra in tutta la regione, compreso il Libano, la revoca del blocco navale statunitense dei porti iraniani e lo sblocco degli asset iraniani congelati all'estero. Le critiche di Trump "È una proposta davvero stupida, non l'accetterebbe nessuno tra Obama e Biden. Potevano trasmetterla in venti minuti, ci hanno messo cinque giorni", ha criticato ancora il capo della Casa Bianca. La risposta di Teheran "Abbiamo chiesto soltanto i diritti legittimi dell'Iran", ha spiegato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei. Il dossier nucleare Secondo il Wall Street Journal, il documento iraniano prevede anche l'avvio entro 30 giorni di nuovi colloqui sul dossier nucleare. Teheran si sarebbe detta disponibile a diluire parte del proprio uranio altamente arricchito e a trasferire il resto in un Paese terzo, ma avrebbe respinto sia l'ipotesi di smantellare gli impianti nucleari sia quella di sospendere l'arricchimento per vent'anni. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito che il conflitto non potrà considerarsi concluso finché l'uranio arricchito non sarà rimosso dall'Iran e i siti nucleari non saranno smantellati. Donald Trump, dal canto suo, ha insistito sul fatto che Washington ha già ottenuto "in teoria" una vittoria militare completa. L'inasprimento delle tensioni ha avuto un immediato impatto sui mercati energetici. Il Brent è tornato sopra i 103 dollari al barile, con un aumento di circa il 50% rispetto ai livelli precedenti alla guerra. Per l'amministratore delegato di Saudi Aramco, Amin Nasser, il conflitto ha provocato "il più grande shock energetico" mai registrato. Anche in caso di riapertura immediata di Hormuz, ha avvertito, il riequilibrio del mercato richiederà mesi e la normalizzazione potrebbe non arrivare prima del 2027. Allarme su commercio e crisi umanitaria Oltre al petrolio, attraverso Hormuz passa circa un terzo del commercio mondiale di fertilizzanti. Il direttore esecutivo dell'Unops, Jorge Moreira da Silva, ha lanciato l'allarme su una possibile "grave crisi umanitaria" entro poche settimane, con altri 45 milioni di persone a rischio fame. Secondo il centro di ricerca americano Soufan Center, Teheran punta a sfruttare l'impennata dei prezzi del greggio e le carenze di beni strategici per costringere Trump a porre fine alla guerra senza ottenere le concessioni sostanziali che Washington considera indispensabili, in particolare sul piano nucleare. Il fronte libanese Nel frattempo, anche il fronte libanese resta instabile. Nonostante una tregua teoricamente in vigore dal 17 aprile, continuano gli scambi di attacchi tra Hezbollah e Israele. Nuovi colloqui tra delegazioni libanesi e israeliane sono previsti il 14 e 15 maggio a Washington, mentre il presidente libanese Joseph Aoun e il premier Nawaf Salam hanno chiesto agli Stati Uniti di esercitare pressioni su Israele affinché interrompa le operazioni militari.
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