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Trump: "In corso contatti diretti con l'Iran. Non abbiamo fretta". Teheran denuncia gli Us...
Oggi 12-05-26, 17:04
AGI - Donald Trump è sempre più frustrato dal modo in cui l’Iran sta gestendo le trattative per porre fine alla guerra, tanto che alcuni collaboratori del presidente americano ritengono che in queste ore lo stesso Trump stia prendendo in seria considerazione la ripresa delle operazioni militari contro Teheran dopo aver bollato come “inaccettabile spazzatura” la risposta iraniana alle proposte Usa e aver detto che il cessate il fuoco tra i due Paesi è appeso a un filo. Lo riferisce la Cnn citando fonti a conoscenza del dossier. Trump è diventato impaziente per la continua chiusura dello Stretto di Hormuz, così come per quella che percepisce come una divisione nella leadership iraniana che impedisce a Teheran di fare concessioni sostanziali sui colloqui nucleari. Pressioni dal Pentagono Per alcuni funzionari del Pentagono – riferisce sempre la Cnn – la situazione può sbloccarsi solo a fronte di un approccio più aggressivo che si traduce nel mettere pressione sugli iraniani al tavolo, accompagnando il tutto con alcuni attacchi mirati che possono indebolire ulteriormente la posizione di Teheran. Sempre il Pentagono fa sapere che "finora la guerra contro l'Iran è costata agli Stati Uniti 29 miliardi di dollari". Linea diplomatica nell’amministrazione Ma, all’interno dell’amministrazione Trump, ci sono anche le posizioni di chi continuano a sollecitare una soluzione diplomatica, magari pretendendo che anche i mediatori pakistani siano molto più diretti nelle loro comunicazioni con gli iraniani. Alcuni funzionari del presidente Usa si stanno chiedendo da tempo se i pakistani stiano trasmettendo in modo aggressivo o no il malcontento di Trump per l’andamento dei colloqui. Avvertimento da Teheran Nel frattempo, l’Iran – attraverso il presidente del parlamento Mohammad-Bagher Ghalibaf – ha fatto sapere di essere pronto a “dare una lezione” in caso di attacco. Replicando a Trump, Ghalibaf sui social ha detto che “le nostre forze armate sono pronte a rispondere e a dare una lezione per qualsiasi aggressione. Una cattiva strategia e decisioni sbagliate portano sempre a risultati negativi. Il mondo lo sa già. Non c’è alternativa se non accettare i diritti del popolo iraniano come delineati nella proposta a 14 punti. Qualsiasi altro approccio sarà completamente inconcludente; nient’altro che un fallimento dopo l’altro”. LA DIRETTA 16.41 Hegseth, sarò a Pechino col presidente Trump Il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, ha annunciato che accompagnerà il presidente Donald Trump nel suo imminente viaggio in Cina, in un clima di incertezza riguardo al cessate il fuoco con l'Iran. In audizione alla Camera sullo stato delle vendite di armi a Taiwan, Hegseth ha dichiarato: "Il presidente è in procinto di partire e io sarò con lui; sarà lui a prendere tutte le decisioni in merito". Si prevede che Trump parta da Washington per Pechino questo pomeriggio. L'ambasciatore iraniano in Cina ha dichiarato che Pechino "può essere una forza importante per ridurre le tensioni" tra Stati Uniti e Iran. Ieri, Trump ha affermato che il cessate il fuoco con l'Iran è "in condizioni critiche" ed è "incredibilmente debole". Hegseth ha dichiarato che le Forze armate statunitensi sono pronte a riprendere le operazioni contro l'Iran se necessario. 15.56 Trump, è solo questione di tempo; non avranno nucleare "Abbiamo distrutto la loro Marina, distrutto la loro aviazione. È solo questione di tempo. Abbiamo un blocco che non dà loro soldi, non permette loro di guadagnare. È una questione di politica molto semplice: non possiamo permettere loro di avere un'arma nucleare perché la userebbero e sarebbe una tragedia inimmaginabile". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, in un'intervista al podcast Sid & Friends in the morning. 15.29 Trump: contatti diretti con Iran, no fretta per un'intesa Il presidente americano, Donald Trump, ha reso noto che "sono in corso contatti diretti con i funzionari iraniani". "Non abbiamo fretta di raggiungere un accordo", ha evidenziato il capo della Casa Bianca. 15.18 Pentagono, finora la guerra è costata 29 mld dollari Il Pentagono fa sapere che "finora la guerra contro l'Iran è costata agli Stati Uniti 29 miliardi di dollari". 09:44 - Teheran: se nuovi attacchi valutiamo arricchimento uranio al 90% "Una delle opzioni dell'Iran, in caso di un nuovo attacco, potrebbe essere l'arricchimento all'90 percento. Lo esamineremo in Parlamento". Lo scrive sui social il portavoce della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale e la politica estera, Ebrahim Rezaei. 09:39 - Iran: continuano le esecuzioni, impiccato per ribellione armata L'Iran ha giustiziato un uomo condannato per ribellione armata, ha annunciato la magistratura, nell'ultima di una serie di impiccagioni avvenute dall'inizio della guerra con Israele e gli Stati Uniti. "La condanna a morte per Abdoljalil Shahbakhsh, figlio di Jalal, membro addestrato del gruppo terroristico Ansar al-Furqan, è stata eseguita questa mattina", si legge sul sito web della magistratura Mizan Online. Era stato accusato di ribellione "per attacchi armati contro le stazioni di polizia e per appartenenza al gruppo ribelle Ansar al-Furqan", hanno aggiunto le autorità. 08:26 - Pakistan smentisce di aver dato rifugio ad aerei Teheran Il Pakistan ha negato di aver fornito rifugio ad aerei iraniani sul proprio territorio, come sostenuto da Cbs. Secondo l'articolo della testata americana, Islamabad aveva contribuito a proteggere i velivoli da attacchi statunitensi, un'operazione non compatibile con il suo ruolo di mediatore. "Il Pakistan smentisce categoricamente il servizio di Cbs News sulla presenza di aerei iraniani presso la base aerea di Nur Khan, definendolo fuorviante e sensazionalistico", ha dichiarato il ministero degli Esteri pakistano in un comunicato, "gli aerei iraniani attualmente di stanza in Pakistan sono arrivati durante il periodo di cessate il fuoco e non sono collegati ad alcuna operazione militare o accordo di protezione". 08:09 - Media: Trump chiede indagini su cronisti per fughe notizie Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha chiesto al dipartimento di Giustizia di citare in giudizio i giornalisti autori di articoli basati su fughe di notizie relative alla guerra in Iran. Lo riferisce il Wall Street Journal, che sarebbe una delle testate nel mirino insieme al New York Times e al Washington Post. Secondo fonti interne all'amministrazione, il mese scorso il presidente Trump si è lamentato in privato con il ministro della Giustizia, Todd Blanche, il quale avrebbe promesso mandati di comparizione specifici per i cronisti che si sono occupati di notizie sensibili relative alla sicurezza nazionale.
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