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Trump: "Israele e Libano fermeranno gli attacchi". La svolta dopo una telefonata con Netanyahu
Oggi 01-06-26, 21:00
AGI - Israele e Hezbollah fermeranno gli attacchi reciproci. Lo ha assicurato su Truth Social il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo una telefonata con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ed esponenti del movimento sciita libanese. "Ho avuto una conversazione molto proficua con il primo ministro israeliano Bibi Netanyahu, e non ci saranno truppe dirette a Beirut, e tutte le truppe che erano in viaggio sono già state richiamate", ha scritto Trump, "allo stesso modo, tramite rappresentanti di alto livello, ho avuto un'ottima conversazione con Hezbollah, e hanno concordato che cesseranno tutti gli scontri a fuoco: Israele non li attaccherà e loro non attaccheranno Israele". Lo stesso Trump, come ha rivelato alla Cnbc, aveva chiesto al premier israeliano "che cosa stesse succedendo in Libano". Dunque, sembra stia prendendo una piega positiva una giornata che era nata all'insegna del pessimismo dopo l'ordine impartito da Netanyahu di colpire i sobborghi meridionali di Beirut, come risposta all'uccisione di un soldato dell'Idf e al ferimento di altri tre nei pressi del castello di Beaufort. "Alla luce delle ripetute violazioni del cessate il fuoco in Libano da parte di Hezbollah e degli attacchi contro le nostre città e i nostri cittadini, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato alle Forze di Difesa Israeliane di colpire obiettivi terroristici" nella periferia meridionale di Beirut, si leggeva in una dichiarazione ufficiale. Da parte sua il presidente libanese Joseph Aoun aveva replicato dicendo che il suo Paese stava affrontando "una vile e riprovevole aggressione israeliana", dopo che Israele aveva intensificato la sua offensiva contro Hezbollah. L'amministrazione Trump, a sua volta, non aveva dato il suo via libera a Israele per estendere le operazioni militari in Libano. Israele aveva presentato una richiesta agli americani per consentire l'estensione delle operazioni a Beirut con attacchi aerei. Ben Gvir, Netanyahu dica no a Trump Il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, l'estremista Itamar Ben Gvir, ha invitato il premier Netanyahu a respingere la proposta di cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah mediata nelle scorse ore dal presidente americano, Donald Trump. "Signor primo ministro, ha detto che un primo ministro forte dice al presidente degli Stati Uniti "sì" quando possibile, e "no" quando necessario. E' questo il momento di dire al nostro amico, il presidente Trump, "no". E' ora di fare ciò che è doveroso e necessario per colpire Hezbollah, liberare le mani dei nostri guerrieri e restituire la sicurezza al Nord", ha scritto Ben Gvir su X. Ben Gvir ha pubblicato su Instagram un video in cui ha esortato il primo ministro a "radere al suolo i sobborghi meridionali di Beirut", dove Hezbollah ha una forte presenza. "Caro Primo Ministro Benjamin Netanyahu, la amo e la apprezzo, ma ora è il momento di radere al suolo i sobborghi", ha detto Ben-Gvir nel video, "apprezziamo Trump e dobbiamo ringraziarlo per la collaborazione. Ma la linea rossa è il danno arrecato a soldati o civili, e i sobborghi devono essere rasi al suolo". Nessun commento dall'ufficio di Netanyahu L'ufficio di Benjamin Netanyahu si astiene dal commentare, al momento, l'annuncio di Trump relativo a un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. Lo rende noto il Times of Israel. L'annuncio degli Stati Uniti ha suscitato allarme nei media ebraici e tra alcuni parlamentari israeliani, che hanno criticato Netanyahu per aver apparentemente accantonato i piani di bombardamento di Beirut su richiesta di Washington. Ciò faceva seguito a precedenti notizie secondo cui gli Stati Uniti avevano mostrato una crescente apertura a un'escalation israeliana in Libano, sebbene tali notizie si basassero su fonti israeliane anonime.
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