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Trump: "Ritiro truppe dall'Italia? Ci sto ancora pensando". Intesa con l'Iran: "Mi aspetto...
Oggi 09-05-26, 20:10
AGI - Il presidente americano, Donald Trump, sta "ancora prendendo in considerazione" l'ipotesi del ritiro delle truppe americane dall'Italia. Lo ha affermato in una telefonata esclusiva con il Corriere della Sera. Sulla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il giorno dopo il viaggio a Roma del suo segretario di Stato, Marco Rubio, Trump ha ripetuto: "L'Italia non c'era quando avevamo bisogno di lei. E io ci sono sempre stato per l'Italia, e così il mio Paese". All'osservazione della corrispondente Viviana Mazza che l'Italia potrebbe fornire dragamine dopo il cessate il fuoco in Iran, Trump l'ha interrotta dicendo ancora una volta: "L'Italia non c'era quando ne avevamo bisogno". Resta l'attesa per la risposta dell'Iran Donald Trump, intanto, attende oggi una risposta dall'Iran sull'ultima proposta per mettere fine alla guerra, e allo stesso tempo ha spiegato ai giornalisti, mentre lasciava la Casa Bianca, che in caso contrario riattiverà l'Operazione Libertà per la scorta militare delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Pur sostenendo che il cessate il fuoco resta formalmente in vigore, Trump ha lanciato un avvertimento a Teheran: se non verrà firmato un nuovo accordo in tempi brevi, gli Stati Uniti risponderanno con una violenza e una forza ancora maggiori. Il Presidente ha descritto l’attuale leadership iraniana come guidata da "pazzi", ribadendo l'impegno assoluto a impedire che il Paese ottenga l'arma nucleare. Nel frattempo, i tre cacciatorpediniere coinvolti nello scontro hanno completato il transito nello Stretto e si sono ricongiunti al blocco navale americano, definito da Trump un vero e proprio "muro d'acciaio". In serata il presidente americano ha detto all'emittente francese LCI che "l'Iran desidera davvero un accordo" e che "si aspetta di avere notizie molto presto", mentre Teheran sta esaminando una proposta Usa. Sanzioni Usa ad aziende cinesi che aiutano armamento Teheran Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, intanto, ha annunciato sanzioni contro 10 aziende e individui, anche cinesi, per aver aiutato l'industria iraniana degli armamenti. Nel mirino dell'Ufficio per gli Asset Stranieri (Ofac) sono finite società in Medio Oriente, Asia ed Europa orientale che avrebbero consentito a Teheran di ottenere armi e materie prime per i droni Shahed e il programma di missili balistici. Il Tesoro ha inoltre dichiarato di essere pronto a sanzioni "secondarie" contro istituzioni finanziarie tra cui "quelle collegate alle raffinerie indipendenti 'tetei' della Repubblica Popolare Cinese", una rete che importa greggio a prezzi scontati da Iran e Russia. L'elenco delle aziende sanzionate include Yushita Shanghai, per aver aiutato il Center for the Progress and Development of Iran (Cdpi), incaricato di ottenere tecnologie avanzate per l'industria militare iraniana. La Hitex Insulation Ningbo della Cina e' stata sanzionata per aver collaborato con il programma di missili balistici iraniano. La rete di aziende avrebbe permesso all'Iran di ottenere i sistemi di difesa aerea Manpads, mentre altre societa' con sede a Hong Kong, Dubai e Bielorussia agivano come intermediari per nascondere i legami con Teheran. Le sanzioni arrivano meno di una settimana dalla visita del presidente americano Donald Trump a Pechino per incontrare il leader cinese Xi Jinping.
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