s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Estero
Trump: "Se l'Iran chiude Hormuz, lo faccio saltare in aria". La delegazione iraniana lasci...
Oggi 21-06-26, 21:22
AGI – Futuro già incerto per il prosieguo dei colloqui a quattro a Lucerna, in Svizzera. l'Iran ha annunciato di aver lasciato il tavolo a causa delle minacce di Trump, mentre funzionari Usa smentiscono. "Abbiamo già fatto progressi nelle ultime ore e mi aspetto che faremo ulteriori progressi nelle ore a venire". Con queste parole il vicepresidente americano JD Vance ha ufficializzato l’avvio al Bürgenstock, hotel sul lago di Lucerna, nel cuore della Svizzera, dei colloqui tra Iran e Stati Uniti con la mediazione del Pakistan e del Qatar, per porre fine al conflitto che nei mesi scorsi aveva portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, con pesanti conseguenze sull'economia mondiale. Vance si è detto soddisfatto dei primi colloqui con il capo negoziatore iraniano, Mohammad Ghalibaf e ha auspicato che i negoziati con l'Iran iniziati oggi consentano di "voltare pagina" in Medio Oriente. In Svizzera, ha sottolineato prendendo la parola davanti alla stampa, "è l'inizio di negoziato tecnico che non risolverà ogni divergenza, ma ci consentirà di sederci insieme come squadre, per la prima volta nella storia, per capire cosa conta di più per le rispettive parti, per appianare tali questioni, risolverle e arrivare a un domani migliore". Media, negoziati sospesi per le minacce di Trump La minaccia del presidente americano Donald Trump di far saltare in aria l'Iran se non riaprirà lo stretto di Hormuz ha fatto interrompere i negoziati a quattro che erano appena iniziati in Svizzera. È quanto riporta l'agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Pasadarn, citando una fonte informata. Le parole di Trump, ha spiegato ancora, "gettano un'ombra di incertezza sul proseguimento" dei colloqui. "Il team negoziale iraniano ha abbandonato il luogo dei negoziati - riporta l'agenzia stampa iraniana Tasnim - per protestare contro le minacce di Trump". Secondo un membro della delegazione iraniana a Lucerna intervistato dall'agenzia Isna se non si arriverà a una fine della guerra in Libano, i negoziati a quattro in Svizzera non proseguiranno. "La delegazione iraniana resta impegnata nelle discussioni e non ha comunicato ai mediatori alcuna intenzione di lasciare", ha dichiarato il diplomatico iraniano rimasto anonimo. Le minacce di Donald Trump Parole di ottimismo a cui fanno immediatamente da contraltare quelle postate sul social Truth da Donald Trump. Il presidente Usa minaccia di "far saltare in aria" l'Iran se non riapre lo Stretto di Hormuz. Le parole incendiarie, pronunciate in un'intervista a Fox News, giungono mentre in Svizzera si sono aperti i colloqui tecnici diretti tra Usa e Iran, con la mediazione di Pakistan e Qatar. "Se lo chiudete, non avrete più un Paese. Li farò saltare in aria. Gli Stati Uniti prenderanno il controllo dello stretto, se necessario", ha dichiarato Trump a Fox News, riportando ciò che avrebbe detto ai funzionari iraniani. "Non riuscirete nemmeno a tornare nel vostro fottuto Paese", ha avvertito, prospettando che gli Stati Uniti potrebbero diventare "l'angelo custode dello Stretto di Hormuz e prendersi il 20% del petrolio". "Se non raggiungono un accordo, imporremo dei pedaggi", ha ancora tuonato Trump, minacciando gli iraniani. Fonti Usa: "La delegazione di Teheran non ha lasciato i colloqui" Un diplomatico americano che partecipa ai colloqui ha dichiarato ad Axios che "gli iraniani non hanno lasciato il tavolo" e che "i colloqui tra loro e gli Stati Uniti continuano". Il monito di Trump su Hezbollah Donald Trump ha poi ammonito l'Iran a fermare Hezbollah in Libano o ne pagherà il prezzo. "L'Iran deve impedire immediatamente ai loro sodali altamente pagati in Libano di causare problemi. Se non lo fanno, colpiremo di nuovo l'Iran molto duramente, proprio come abbiamo fatto la scorsa settimana, solo più forte", ha avvertito il presidente americano in un post su Truth. La protesta della delegazione iraniana La delegazione iraniana ai colloqui iniziati oggi in Svizzera ha presentato una protesta formale alla controparte statunitense per le ultime dichiarazioni del presidente Donald Trump contro Teheran. Lo ha riferito Press Tv. Ora "si stanno valutando le opzioni per una risposta adeguata alle recenti minacce verbali di Donald Trump", ha spiegato. La minaccia dei Pasdaran L'Iran sospenderà i negoziati a quattro in Svizzera se Israele non lascerà il Libano. La minaccia è arrivata dall'agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran. "In caso di mancato rispetto del punto 1 dell'accordo di Islamabad tra i presidenti degli Stati Uniti e dell'Iran, ovvero la fine della guerra su tutti i fronti compreso il Libano, e la garanzia della sovranità e dell'integrità territoriale del Libano, qualsiasi negoziato tra l'Iran e gli Stati Uniti su tutte le altre questioni sarà sospeso", si legge. In precedenza l'agenzia di stampa Tasnim ha riferito che il presidente dell'Assemblea consultiva islamica e capo della delegazione negoziale dell'Iran, Mohammad Baqer Ghalibaf, ha incontrato a Zurigo il premier del Pakistan Shehbaz Sharif e il comandante dell'esercito pakistano Asim Munir. L'obiettivo dell'incontro - che ha preceduto i colloqui tecnici diretti con gli Stati Uniti, mediati da Pakistan e Qatar - è stato quello di dare seguito ai precedenti e chiedere l'attuazione degli impegni assunti da Washington nell'Accordo di Islamabad, in particolare il primo paragrafo dell'accordo sulla fine della guerra su tutti i fronti. Le priorità dei negoziati Parlando delle priorità da sciogliere nei colloqui, la televisione di Stato iraniana ha annunciato che delegazioni provenienti da Iran, Qatar e Stati Uniti si stanno incontrando in Svizzera per discutere di un cessate il fuoco in Libano e dei beni iraniani congelati. "Un incontro tripartito che coinvolge Iran, Stati Uniti e Qatar sui temi di un cessate il fuoco globale in Libano e dei beni iraniani bloccati è attualmente in corso presso la sede dei negoziati", ha riferito l'emittente statale IRIB. Il ruolo del Qatar Nel suo intervento ai colloqui in corso in Svizzera tra Usa e Iran, il primo ministro del Qatar - Paese mediatore - Mohammed Al Thani ha ringraziato le delegazioni dei due Paesi per il loro impegno a favore della pace in Medio Oriente. Al Thani è intervenuto al fianco del vice presidente Usa J.D Vance e del premier pakistano Shehbaz Sharif. L'appello alla cooperazione "Credo che ognuno di voi abbia sottolineato l'importanza e la portata storica di questo incontro, non solo per la sicurezza della regione, ma anche per la sicurezza del mondo e per l'economia globale", ha affermato Sheikh Mohammed. Sostegno alla mediazione "Desidero ringraziarvi tutti per la vostra leadership e la vostra determinazione, che ci hanno permesso di essere qui. Questa non è la celebrazione principale, ma solo l'inizio, e auguro a tutti il meglio. Il Qatar rimarrà fedele a questa partnership e sosterrà la mediazione fino alla fine, fino al raggiungimento di una soluzione", ha assicurato il premier qatariota. Media: questione nucleare non affrontata I media statali iraniani affermano che il programma nucleare non è stato discusso nei colloqui odierni con gli Stati Uniti in Svizzera. "Nessun negoziato riguardante il programma nucleare iraniano ha avuto luogo durante il primo round di colloqui, durato 80 minuti", ha dichiarato l'emittente statale, aggiungendo che l'attenzione si è concentrata sull'attuazione del memorandum d'intesa tra Teheran e Washington e sulla situazione in Libano. La televisione di stato iraniana ha riferito di una pausa nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, mediati da Pakistan e Qatar in Svizzera, senza precisare quando riprenderanno.
CONTINUA A LEGGERE
0
0
0
