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"Tu dici genocidio, io dico guerra": Boy George pubblica un brano a sostegno di Israele
Oggi 27-07-26, 20:57
AGI - Tu dici genocidio, io dico guerra". Con questo verso, che apre il nuovo singolo "We Will Dance Again", Boy George entra a gamba tesa nel conflitto israelo-palestinese, esprimendo sostegno a Israele e attaccando il movimento filopalestinese e prendendo posizione sulla guerra a Gaza. Pubblicata con il titolo in ebraico עוד נרקוד ("Balleremo ancora"), la canzone ha un accompagnamento pop-reggae e contiene una serie di riferimenti all'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e alla successiva offensiva israeliana nella Striscia di Gaza. "Tu dici genocidio, io dico guerra. Quando vieni attaccato, è a questo che serve l'esercito", conta Boy George, che più avanti aggiunge: "Quando so che vuoi ucciderci tutti fino all'ultimo". Il riferimento della star è all'attacco al festival musicale Nova dove i partecipanti furono "assassinati per il crimine di aver ballato". In quell'attacco morirono 344 civili e 34 membri delle forze di sicurezza israeliane, mentre altre 44 persone furono prese in ostaggio. Il titolo Il titolo "We Will Dance Again" è un richiamo allo slogan utilizzato in Israele all'indomani del 7 ottobre come messaggio di speranza e solidarietà ed è stato scelto anche per un documentario dedicato all'attacco. Nel ritornello Boy George canta: "Non ci sarà guerra. Ma se mai ti sentissi confuso, io sto dalla parte degli ebrei. Non mi sento coraggioso, ho solo bisogno di comportarmi da essere umano". La canzone contiene anche un attacco al movimento filopalestinese e ai musicisti che hanno preso posizione contro Israele. "Condannate gli ebrei, con una memoria selettiva. Musicisti che sventolano bandiere, belando come pecore. La propaganda alimentata da Internet sembra così debole", recita un altro passaggio del testo. Tra gli artisti che hanno espresso sostegno alla Palestina, il Guardian cita Stormzy, Damon Albarn, Clairo e Brian Eno, quest'ultimo promotore del singolo benefico Lullaby. Secondo il quotidiano britannico, Boy George, che non è ebreo, negli ultimi mesi ha espresso in più occasioni il proprio sostegno alle comunità ebraiche. In un'intervista al Telegraph aveva dichiarato: "Ho molti amici ebrei e non ci sarebbe mai una situazione in cui voltassi loro le spalle", precisando che questo "non significa non provare compassione per i palestinesi né essere d'accordo con tutto ciò che sta accadendo in Israele". Il precedente Ad aprile, dopo l'aggressione con coltello che ha ferito due uomini ebrei nel quartiere londinese di Golders Green, il cantante aveva scritto sui social: "Dobbiamo far sapere alla nostra comunità ebraica che la sosteniamo". Il Guardian ricorda inoltre che, durante la partecipazione di San Marino all'Eurovision Song Contest di quest'anno, Boy George aveva dichiarato di non avere una posizione definita su Israele. Interpellato sulle richieste di boicottaggio della manifestazione per la presenza israeliana, aveva risposto: "Mi stanno forse chiedendo di voltare le spalle ai miei amici ebrei? Questo non accadrà mai. Mi sento molto legato al popolo ebraico. Non mi sento necessariamente legato a Israele. Non ho un'opinione precisa al riguardo. Ma la missione della musica è quella di unire le persone".
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