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Estero
Ultimatum della Spagna all'Italia: "Stop ai controlli o risponderemo". La replica: Inaccet...
Oggi 07-08-26, 17:17
AGI - Madrid adotterà contromisure "proporzionate" per "tutelare la dignità dei suoi cittadini" se l'Italia non ritirerà entro domenica i controlli alla frontiera introdotti dopo l'afflusso, la settimana scorsa, di decine di migliaia di migranti dal Marocco nell'exclave spagnola di Ceuta. L'annuncio in un comunicato diffuso dalla presidenza del governo spagnolo a ora di pranzo. Palazzo Chigi ha risposto a metà pomeriggio: "L'Italia non accetta ultimatum o imposizioni dall'estero per ciò che riguarda la sicurezza nazionale e il controllo delle frontiere", la replica in una nota. L'Ufficio della premier Giorgia Meloni ha però voluto assicurare che non c'è alcun "pregiudizio nei confronti di un Paese amico come la Spagna" con il quale si auspica un "dialogo costruttivo". Madrid: "Misura senza precedenti basata su argomentazioni pretestuose" Una revisione della decisione di sospendere Schengen, aggiunge il governo, sarà possibile solo dopo il 15 agosto, quando si teme un nuovo massiccio afflusso, a giudicare dal tam tam su internet. La Moncloa, in una nota ufficiale, ha espresso rammarico per quella che ritiene una "misura senza precedenti nella storia recente" basata su argomentazioni "pretestuose", dal momento che nessun migrante avrebbe potuto passare liberamente dalla città autonoma, in virtù del suo status speciale, all'area comunitaria. L'esecutivo spagnolo ha inoltre affermato che l'Italia è lo stato membro dell'Ue che ha registrato il maggior numero di attraversamenti irregolari negli ultimi anni, con cifre doppie rispetto a quelle della Spagna, senza che il Paese iberico decidesse di sospendere gli accordi di Schengen. "I governi", conclude Madrid, "hanno il compito di promuovere la comprensione tra i Paesi e l'interesse generale delle loro popolazioni, non di creare divisioni e sterili conflitti motivati da interessi elettorali interni". "Non vi è alcun motivo per introdurre queste misure", ha ribadito il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, "la situazione a Ceuta e Melilla è già ampiamente sotto controllo e gestita efficacemente". "Sono misure di carattere eccezionale e straordinario che possono essere rimesse agli Stati membri quando ci sono condizioni di potenziale pericolo per la sicurezza nazionale. Ed è difficile sostenere che queste condizioni non sussistano adesso", è la replica del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, a Sorrento per un evento di Fratelli d'Italia. Il titolare del Viminale ritiene che la polemica vada "rispedita al mittente" in quanto il rischio di un nuovo assalto di massa il 15 agosto è ritenuto "abbastanza fondato" da "gli stessi organi di intelligence e di sicurezza spagnoli". Una revisione della sospensione di Schengen verrà quindi valutata dopo quel giorno, ha spiegato Piantedosi. "Abbiamo adottato questa misura con l'unico obiettivo di tutelare la sicurezza nazionale e lo faremo fino a quando ci sarà questa esigenza", ha concluso il ministro, "quando avremo consapevolezza che il pericolo è passato, saremo contenti prima di tutto per la Spagna, poi per l'Europa e anche per l'Italia". Verso una nuova ondata di migranti? La Spagna ha assicurato che quasi tutti i migranti entrati nel suo territorio d'oltremare una settimana fa sono stati rimpatriati, ma si prepara ad affrontare un'altra ondata, mentre sulle reti sociali marocchine continuano a correre messaggi che esortano a un nuovo esodo di massa il prossimo 15 agosto. Uno degli slogan che circola è "al-hajma", ovvero "l'offensiva", che dovrebbe partire dalla città di confine di Fnideq. La Spagna aumenta le misure di sicurezza a Ceuta In queste ore stanno venendo dispiegate a Ceuta altri 45 agenti della polizia antisommossa, un nuovo rinforzo che porta a 225 il numero di poliziotti schierati nell'exclave. Il Commissariato Generale per l'Immigrazione e le Frontiere ha inoltre inviato una squadra di sei specialisti a supporto delle procedure di registrazione e documentazione, e altri sei agenti sono stati spediti dall'intelligence. Questo dispositivo di sicurezza si aggiunge a un contingente della Guardia Civil rinforzato con oltre 200 gendarmi, tra cui tre plotoni incaricati di sorvegliare la frontiera, e a 2 mila membri delle forze armate, tra cui sommozzatori, elicotteristi e operatori di droni. Il numero di vittime non è ancora definitivo Nella città autonoma restano ancora centinaia di migranti, spesso minori o presunti tali, a volte ancora da identificare, e non si fermano i tentativi di ingresso. Stamane la Guardia Civil ha recuperato il corpo di un giovane caduto in mare mentre tentava di introdursi in territorio iberico con un parapendio, un morto che si aggiunge alle decine di persone decedute nel tentativo di raggiungere Ceuta via mare. Il numero delle vittime non è ancora definitivo: il bilancio ufficiale parla di 82 morti, secondo alcune Ong la cifra reale potrebbe essere almeno il doppio. Di "150 morti" che richiederebbero un'assunzione di "responsabilità politica" parla la vicesegretaria nazionale del Partito Popolare, principale forza di opposizione, Alma Ezcurra, che denuncia un "attacco all'integrità territoriale dello Stato". Nelle scorse ore il primo ministro spagnolo, il socialista Pedro Sánchez, ha fatto il punto della situazione in teleconferenza con i ministri Margarita Robles (Difesa), Fernando Grande-Marlaska (Interno), Elma Saiz (Inclusione, Previdenza Sociale e Migrazione) e Sira Rego (Gioventù e Infanzia). Il Senato, controllato dai Popolari, ha chiesto al governo di riferire già la settimana prossima e ha convocato Robles, Grande-Marlaska, Albares e il ministro della Giustizia, Felix Bolanos. La controproposta della Moncloa prevede che le audizioni si tengano negli ultimi giorni di agosto.
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