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Politica
Una maratona oratoria per il sì alla riforma della giustizia
Oggi 12-02-26, 02:58
AGI - Una maratona oratoria di una settimana. Un microfono aperto otto ore al giorno per spiegare le ragioni del Sì. Il comitato favorevole alla riforma costituzionale delle Camere Penali, quello della Fondazione 'Luigi Einaudi' e quello dei Cittadini per il Sì insieme alla Fondazione Internazionale per la Giustizia 'Enzo Tortora' hanno presentato alla stampa a Montecitorio l'iniziativa che si svolgerà dal 2 al 9 marzo a piazza Cavour a Roma, davanti alla Corte di Cassazione. Gian Domenico Caiazza, presidente del comitato 'Sì Separa' della Fondazione 'Luigi Einaudi', ha spiegato: "È in atto un'incredibile campagna di mistificazione sul contenuto della riforma che non immaginavamo potesse arrivare a questo livello. Tanti diffondono menzogne. C'è chi sostiene addirittura che il Pm non sarà più obbligato a investigare anche in favore dell'indagato e che in conseguenza della riforma si potranno difendere solo i ricchi: qualcosa di prossimo al delirio". La riforma per "un giudice più libero" "Questa riforma - ha aggiunto - vuole invece rendere il giudice più libero e più forte, per arrivare a una giustizia più giusta. Un giudice più libero dai condizionamenti dei magistrati, del Pm e dal controllo asfissiante delle correnti sulla giurisdizione". Al microfono, ha poi sottolineato, "potranno alternarsi tutti i cittadini che vorranno raccontare la realtà della giustizia italiana e le ragioni per le quali la riforma appare indispensabile". Per farlo, potranno iscriversi da tutta Italia al sito 'MaratonaSì'. Per Caiazza, ancora, "oggi il protagonista del processo è il Pm, non il giudice. È un'anomalia che va riequilibrata, non c'entra niente l'equilibrio del potere politico con la magistratura. Il problema è il riequilibrio tra accusa e giudice, che deve essere il vero protagonista. Questo è il senso della riforma, nessun altro". L'intervento di Francesco Petrelli Alla presentazione è intervenuto anche Francesco Petrelli, presidente del Comitato Camere Penali per il Sì e dell'Unione delle Camere Penali Italiane: "Riteniamo che sia importante rivolgersi agli elettori e incontrare i cittadini. Lo faremo con uno strumento che abbiamo sperimentato in passato con la maratona oratoria che si tenne sempre a piazza Cavour contro la riforma Bonafede della prescrizione", ha affermato. "Non si tratta più solo di sventare le falsità del No, ma si tratta più convintamente e doverosamente di svelare le ragioni del Sì. Tornare, parlando con i cittadini, al merito della riforma", ha ribadito Petrelli. Le richieste di Francesca Scopelliti e la critica ai media Francesca Scopelliti, presidente del comitato 'Cittadini per il Sì' e della Fondazione Internazionale per la Giustizia 'Enzo Tortora', ha chiesto infine una maggiore attenzione dei media. "È da 38 anni che aspettiamo una riforma di questo genere per dare soddisfazione e onore alla memoria di Enzo Tortora. Alcuni definiscono chi è a favore del Sì 'latitante' e quelli del No 'militanti'. È una falsità. Forse il Sì è latitante dai mezzi di informazione potenti, dai giornali di sinistra che non danno spazio alle nostre ragioni, dalla televisione. Manca l'informazione", ha detto. Scopelliti ha poi criticato la campagna per il No sostenuta dall'Anm: "È un'associazione privata, ma è anche l'associazione che costruisce il Csm, che è un organo costituzionale. Può farlo? Io dico di no, ma siccome in Italia la provocazione e la rabbia fanno più rumore di chi spiega le ragioni del Sì, ecco che loro sembrano 'militanti' e noi 'latitanti'". Rievocando la vicenda Tortora e il record di errori giudiziari in Italia, più di mille ogni anno, Scopelliti ha quindi auspicato "un'attenzione maggiore anche dalla Tv di Stato".
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