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Estero
Una misteriosa sepoltura con decine di corpi di bimbi in Giudea
Oggi 11-04-26, 13:53
AGI - Una cisterna abbandonata da secoli, poi trasformata in luogo di deposizione dei più piccoli. A Tel Azekah, sito archeologico biblico a circa 30 chilometri a sud-ovest di Gerusalemme, un team dell'Università di Tel Aviv ha riportato alla luce una sepoltura collettiva di neonati e bambini di 2.500 anni fa. Una scoperta, cui il Times of Israel dedica un lungo reportage, che apre interrogativi nuovi sulle pratiche funerarie nell'antica Giudea e sulla condizione dell'infanzia in età persiana. Il ritrovamento, illustrato in uno studio pubblicato a fine marzo sulla rivista Palestine Exploration Quarterly, riguarda un minimo di 68 e fino a 89 individui, per il 90% morti prima dei cinque anni e per il 70% prima dei due. I resti sono stati trovati all'interno di un antico serbatoio idrico, profondo circa due metri, in uso nell'età del Bronzo e poi dismesso alla fine dell'età del Ferro. Sopra uno strato di vasi frammentati e terra accumulata dopo l'abbandono, gli archeologi hanno individuato livelli databili tra VI e V secolo avanti Cristo, con ossa, ceramiche, oggetti in pietra e gioielli. L'analisi antropologica e la natura del deposito La scoperta risale al 2013, ma gli studiosi hanno impiegato anni per affrontarne l'analisi. "Abbiamo scavato con estrema cautela, documentando ogni centimetro, ma per molto tempo non abbiamo davvero capito che cosa avessimo trovato", ha spiegato il direttore della missione, Oded Lipschits. Solo con lo studio antropologico è emersa la natura eccezionale del deposito: non uno scheletro integro, ma centinaia di piccole ossa sparse, probabilmente appartenenti a corpi deposti nella cisterna nell'arco di circa un secolo. Secondo i ricercatori, non ci sono elementi che facciano pensare a una morte violenta, a un massacro o a un'epidemia improvvisa. Mortalità infantile e sepoltura nell'antica giudea L'interpretazione oggi ritenuta più plausibile richiama invece l'elevatissima mortalità infantile dell'epoca: bastavano infezioni, ferite o malattie banali per uccidere neonati e bambini molto piccoli. Per Lipschits, il ritrovamento potrebbe contribuire a risolvere un enigma archeologico: nei cimiteri dell'età del Ferro e del periodo persiano, i resti dei bambini molto piccoli sono rari. Questa cisterna potrebbe dunque indicare un diverso trattamento funerario riservato ai non svezzati, forse non ancora considerati pienamente membri della comunità. Legami affettivi e analisi del dna antico Una possibilità che, sottolinea lo studioso, non implica assenza di legame affettivo da parte dei genitori. Al contrario, testi biblici come il racconto di Anna e Samuele o quello dello svezzamento di Isacco mostrano quanto il passaggio dello svezzamento segnasse l'ingresso del bambino in una nuova fase della vita. Gli archeologi escludono anche l'ipotesi del sacrificio umano: in quei casi, osservano, i resti risultano in genere combusti e deposti in contenitori, mentre qui i corpi sarebbero stati lasciati intatti. La datazione è solida e confermata anche dal radiocarbonio. Prospettive future della ricerca archeologica Il contesto materiale indica inoltre che l'insediamento dell'epoca era giudaico. Ora il team punta ad andare oltre. Sono in corso analisi del Dna antico per chiarire origine, sesso e possibili relazioni di parentela fra i piccoli e i pochi adulti rinvenuti nello stesso deposito. E soprattutto proseguono le ricerche per localizzare l'area funeraria del resto della popolazione di Tel Azekah.
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