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Usa e Iran "vicini all'accordo per la fine della guerra". La Casa Bianca valuta un secondo...
Ieri 15-04-26, 22:58
AGI - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito la guerra con l’Iran “quasi conclusa”, anticipando la possibilità di una nuova fase negoziale con Teheran. Le sue dichiarazioni emergono da un’intervista rilasciata alla conduttrice di Fox News Maria Bartiromo, alcuni estratti della quale sono stati diffusi sui social in vista della messa in onda integrale del colloquio nel programma Mornings with Maria Bartiromo. Secondo quanto anticipato dalla giornalista, Trump ha ribadito più volte di ritenere il conflitto “molto vicino alla fine”. Il presidente ha sostenuto che un eventuale attacco diretto contro l’Iran avrebbe avuto conseguenze devastanti per il Paese: “Se partissimo in questo momento esatto, ci metterebbero vent’anni a ricostruire il loro Paese. E non abbiamo ancora finito”, ha affermato, aggiungendo che Teheran sarebbe ora “determinata a raggiungere un accordo”. In merito all'attacco contro Teheran, "ho dovuto cambiare direzione - ribadisce Trump - perché se non lo avessi fatto oggi avremmo un Iran con l'arma atomica e se l'avessero avuta oggi chiameremmo tutti in quel Paese 'signori' e non credo che lo vogliamo". Casa Bianca, si valuta secondo incontro in Pakistan Washington sta discutendo un possibile secondo round di negoziati con l'Iran, di nuovo in Pakistan, lo ha dichiarato oggi la Casa Bianca, dopo il fallimento del primo round dello scorso fine settimana a Islamabad. "Questi colloqui sono in corso, ma nulla e' ufficiale finche' non lo sentirete dalla Casa Bianca", ha affermato Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca. "Ma siamo ottimisti sulla prospettiva di un accordo", ha aggiunto. "Molto probabilmente si terranno nello stesso luogo della volta precedente", ha specificato. Axios: Usa e Iran vicini all'accordo per la fine della guerra I negoziatori americani e iraniani hanno fatto progressi nell'ultimo round di colloqui, ieri, tanto da avvicinarsi a un accordo quadro per porre fine alla guerra. Lo riporta Axios citando due funzionari statunitensi. Il vicepresidente JD Vance, l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e il consigliere senior Jared Kushner sono stati impegnati ieri in chiamate e scambi di proposte con gli iraniani e i mediatori. Le parti - con il contributo di mediatori pakistani, egiziani e turchi - hanno cercato di colmare i punti ancora aperti per un'intesa prima della scadenza del cessate il fuoco il 21 aprile.Fonti vicine alle trattative hanno avvertito pero' che un accordo non è garantito, viste le differenze sostanziali tra Usa e Iran. Libano: Netanyahu convoca il gabinetto di sicurezza sulla tregua in Libano Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha convocato il gabinetto di sicurezza per questa sera alle 20:00 ora locale (le 19:00 in Italia) per discutere di un possibile cessate il fuoco in Libano. Lo riporta il Times of Israel citando la Reuters. Si profila una proroga della tregua e una ripresa dei negoziati Si profila una proroga del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran oltre la scadenza prevista del 21 aprile, e una ripresa dei negoziati prima di quella data. Lo riferisce l'Associated Press citando fonti dei mediatori. Secondo l'Ap, fonti regionali hanno spiegato che vi sono stati progressi, e che Stati Uniti e Iran hanno "concordato in linea di principio" di estendere il cessate il fuoco. I mediatori stanno anche spingendo per un compromesso sui tre nodi che hanno impedito un'intesa ai colloqui diretti dello scorso fine settimana a Islamabad: il programma nucleare iraniano, la libera circolazione nello Stretto di Hormuz e il pagamento di danni di guerra. Libano: media, da stasera tregua di una settimana Potrebbe entrare in vigore questa sera una tregua di una settimana in Libano. Lo rivela il giornale al Mayadeen citando una fonte della sicurezza iraniana. "In seguito alle pressioni dell'Iran, sarà approvato da questa sera un cessate il fuoco in Libano", ha spiegato la fonte. La tregua scadrebbe insieme a quella in vigore tra Iran e Stati Uniti. Tuttavia la stessa fonte ha invitato alla cautela: è possibile che il premier israeliano Benjamin "Netanyahu possa muoversi di nuovo per minare questo accordo", ha spiegato. Oggi una delegazione pakistana sarà a Teheran per una mediazione Una delegazione del Pakistan è attesa oggi a Teheran per discutere dei negoziati in corso con gli Stati Uniti. Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "Questo viaggio fa seguito ai colloqui di Islamabad" dello scorso fine settimana, ha spiegato. "La parte pakistana ha tenuto consultazioni e colloqui con gli americani e, durante la visita di oggi, discuteremo in dettaglio le nostre posizioni e i nostri punti di vista", ha riferito. Vance: “La tregua sta reggendo” A confermare un clima di relativa distensione è stato anche il vicepresidente statunitense J.D. Vance, che parlando con i giornalisti ha dichiarato che la “tregua sta reggendo”. Pur riconoscendo la complessità del percorso diplomatico, Vance si è detto fiducioso sulla possibilità di un’intesa. Intervenendo successivamente a un forum dell’organizzazione conservatrice Turning Point a Phoenix, Vance ha illustrato la posizione dell’amministrazione statunitense: gli Stati Uniti sarebbero pronti a trattare l’Iran “come un Paese normale” sul piano economico, a condizione che Teheran rinunci in modo verificabile allo sviluppo di armi nucleari. “Gli Stati Uniti li aiuteranno a prosperare nell’economia mondiale”, ha affermato, sottolineando che l’obiettivo è favorire una stabilità duratura. Le dichiarazioni del vicepresidente arrivano a poche ore dalle anticipazioni di Trump secondo cui i negoziati con Teheran potrebbero riprendere entro due giorni. Secondo un articolo del New York Times, l’Iran avrebbe proposto a Washington una sospensione quinquennale del proprio programma nucleare. La delegazione statunitense avrebbe però giudicato il periodo troppo breve per garantire un’effettiva sicurezza. Teheran: "Pronto a gestire la sicurezza a Hormuz con gli Stati del Golfo L'Iran è pronto a garantire la sicurezza dello stretto di Hormuz insieme con gli altri stati costieri, se la guerra finisce. Ad assicurarlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei. "L'Iran, insieme agli Stati costieri, può garantire la sicurezza di questa via navigabile, a condizione che la guerra condotta dall'America e dal regime sionista contro l'Iran nella regione giunga al termine", ha detto. Baqaei ha anche elogiato la linea tenuta dagli europei sul blocco dello stretto. "La sicurezza dello Stretto di Hormuz è stata garantita dall'Iran per diversi decenni. In questi 40 giorni, la sicurezza è stata compromessa dalla guerra condotta dagli Stati Uniti e dal regime sionista", ha detto nel corso di una conferenza stampa, "siamo lieti che gli europei abbiano dato prova di saggezza e non siano caduti nella trappola tesa dagli Stati Uniti e dal regime sionista". Trump: "La Cina è molto contenta che riaprirò lo Stretto di Hormuz" "La Cina è molto contenta che io stia aprendo definitivamente lo Stretto di Hormuz. Lo faccio anche per loro, e per il mondo intero". Lo ha scritto il presidente Usa, Donald Trump, sul suo social Truth. "Questa situazione non si ripeterà mai più. Hanno accettato di non inviare armi all'Iran", ha proseguito, "il presidente Xi mi darà un grande, caloroso abbraccio quando arriverò lì tra qualche settimana". "Stiamo collaborando in modo intelligente e molto efficace! Non è forse meglio che combattere?", ha concluso Trump, ricordando comunque che gli Usa "sono molto bravi a combattere, se necessario, molto meglio di chiunque altro!!!". Teheran: "Europei saggi, no interferenze nella regione" L'Iran ha invitato l'Europa alla "saggezza" e a evitare "interferenze" sullo stretto di Hormuz. "Qualsiasi mossa o interferenza negli affari della regione servirà solo a complicare la situazione", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "Siamo lieti che molti paesi europei siano abbastanza saggi da non cadere nella trappola che gli Stati Uniti e il regime sionista hanno teso", ha aggiunto. Starmer: "Non cedo alle minacce diTrump, non è la nostra guerra" "La mia posizione sulla guerra con l'Iran è stata chiara fin dall'inizio: non ci faremo trascinare in questa guerra. Non è la nostra guerra". Così il primo ministro britannico Keir Starmer, durante il question time ai Comuni. Replicando a una domanda del leader dei Liberaldemocratici Ed Davey, che ha citato le minacce di Donald Trump di stracciare l'accordo commerciale con il Regno Unito a causa della posizione del governo britannico sulla guerra, Starmer ha ribadito la posizione di Londra. "Non è la nostra guerra - ha detto il premier britannico - e ho subito molte pressioni affinché intraprendessi una strada diversa, e tra queste pressioni rientrava anche quanto accaduto la scorsa notte", ha aggiunto riferendosi alle prole di Trump. "Non cambierò idea. Non cederò. Non è nel nostro interesse nazionale entrare in questa guerra, e non lo faremo", ha aggiunto. Fars, petroliera iraniana ha aggirato blocco Usa Una petroliera iraniana inserita nella lista delle sanzioni statunitensi sarebbe riuscita ad aggirare il blocco americano ed entrare nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce l'agenzia iraniana Fars. Secondo quanto riportato, la nave, identificata come una Vlcc (Very Large Crude Carrier), è entrata nelle acque iraniane "senza alcun occultamento e con il sistema di navigazione attivo", attraversando il mare aperto e lo stretto. Trump, "non penso a proroga cessate il fuoco" Il presidente Donald Trump non sta pensando a una proroga del cessate il fuoco con l'Iran, in scadenza. Lo ha dichiarato ad ABC News, affermando che "non sto pensando di estendere il cessate il fuoco". La valutazione del presidente Usa giunge dopo l'annuncio di un possibile secondo appuntamento dei colloqui tra Washington e Teheran, con la mediazione del Pakistan, questa settimana o all'inizio della prossima. "Potrebbe finire bene o male, ma penso che un accordo sia meglio perche' poi potranno ricostruire", ha prospettato Trump. Centcom, blocco navale completamente attuato in 36 ore Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha affermato che il blocco navale contro l'Iran è stato "completamente attuato" entro 36 ore dal suo avvio. Lo si legge in un post su X che cita il capo Brad Cooper. Le forze armate statunitensi hanno assicurato di aver bloccato completamente gli scambi commerciali via mare tra l'Iran e altri Paesi attraverso un blocco navale, dichiarando di aver raggiunto la "superiorità marittima" in Medio Oriente.
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