s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Estero
Usa-Iran: sprint diplomatico per "un'intesa in tempi brevi". Ma Rubio frena: "Solo lievi progressi"
Oggi 22-05-26, 19:19
AGI - Sprint diplomatico per arrivare a un accordo e chiudere la guerra tra Iran e Usa: un'intesa sembra essere vicina ma il Segretario di Stato Usa Marco Rubio, pur segnalando progressi, rimane cauto, sottolineando che non è stata ancora raggiunta. Intanto in Svezia si sono riuniti i Paesi membri della Nato, tra le tensioni con Washington proprio sul mancato intervento contro la Repubblica islamica e l'ampliamento da parte dell'Ue delle sanzioni contro esponenti del regime di Teheran per il blocco dello Stretto di Hormuz. Lo stato degli sforzi diplomatici Nel quadro degli sforzi diplomatici in corso, il capo dell'esercito di Islamabad, Asim Munir, è arrivato a Teheran dove già da tre giorni si trova il ministro dell'Interno pakistano Mohsen Reza Naqvi per incontri con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi. Nella capitale iraniana è atterrata anche una squadra negoziale del Qatar. Il Paese del Golfo finora non era sceso in campo pubblicamente nel tradizionale ruolo di mediatore, dopo essere stato preso di mira dai missili della Repubblica islamica durante la guerra. I rappresentanti di Doha, in coordinamento con gli Stati Uniti, sono impegnati a contribuire a risolvere le questioni ancora in sospeso per mettere fine al conflitto. Come hanno annunciato i media iraniani, la missione di Munir a Teheran è di proseguire "colloqui e consultazioni" con le autorità della Repubblica islamica nel tentativo di raggiungere un'intesa prima che la finestra di opportunità diplomatica si chiuda, come minacciato più volte dal presidente Usa Donald Trump. Il capo della Casa Bianca oggi ha nuovamente sostenuto con i giornalisti che è l'Iran a "non vedere l'ora di raggiungere un accordo". Lo stesso Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, dalla Svezia dove ha partecipato alla ministeriale dell'Alleanza Atlantica, ha riconosciuto "lievi progressi" nei negoziati, definendo questo "positivo", ma allo stesso tempo ha frenato gli entusiasmi, sottolineando che "non è stato ancora raggiunto un risultato definitivo". Ugualmente, il capo della diplomazia Usa ha ribadito la speranza in un'intesa che preveda la riapertura di Hormuz, ma ha fatto anche riferimento alla necessità di "un piano B" se Teheran si rifiutasse. Rubio ha anche messo in guardia dal permettere all'Iran di instaurare un sistema di pedaggi per l'attraversamento del cruciale passaggio marittimo, affermando che questo creerebbe un precedente e altre nazioni nelle condizioni di farlo seguirebbero l'esempio. Le parole di Rubio sono state una doccia fredda rispetto all'ottimismo che circolava stamane sui media pakistani, tanto che Al-Arabiya parlava di un'intesa ormai raggiunta e pronta per essere annunciata, per entrare immediatamente in vigore. L'emittente saudita faceva riferimento a una nuova bozza di intesa in 9 punti, tra i quali un cessate il fuoco immediato, la libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Mar di Oman e l'impegno a non colpire strutture militari, civili o economiche, con una successiva revoca graduale delle sanzioni Usa in cambio del rispetto da parte dell'Iran delle condizioni concordate.
CONTINUA A LEGGERE
5
0
0
Guarda anche
La Verità
Trump: prenderemo l’uranio all’Iran
Agi
20:20
