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WhatsApp a pagamento: arriva l'abbonamento contro la pubblicità. Prezzo e novità
Oggi 26-01-26, 13:21
AGI - Quante volte, negli ultimi dieci anni, avete letto messaggi allarmistici o catene di Sant’Antonio che annunciavano l’imminente passaggio di WhatsApp a pagamento? Spesso liquidate come semplici "bufale", quelle indiscrezioni stanno per trasformarsi in una realtà concreta, anche se con modalità molto diverse da quelle immaginate dai teorici del complotto. Il colosso della messaggistica di proprietà di Meta sta infatti preparando una svolta storica: l’introduzione della pubblicità all’interno dell’applicazione e, parallelamente, un abbonamento mensile per chi desidera mantenere l'interfaccia pulita e priva di banner. Le prime tracce di questa rivoluzione sono state individuate dagli esperti di WABetaInfo all'interno della versione beta 2.26.3.9 per Android. Dove e per chi arriveranno gli annunci Secondo quanto emerso, la novità riguarderà inizialmente gli utenti residenti nell'Unione Europea e nel Regno Unito, territori dove le normative sulla privacy (come il GDPR) spingono i giganti del tech a offrire alternative chiare tra profilazione pubblicitaria e servizi a pagamento. Dimenticate (almeno per ora) banner che interrompono le vostre chat private. Gli annunci dovrebbero comparire in due sezioni specifiche: Stati di WhatsApp e Canali, ovvero la sezione dedicata all'informazione e ai broadcast. L'opzione senza pubblicità e il costo ipotizzato Per chi non volesse vedere questi contenuti sponsorizzati, Meta offrirà la possibilità di sottoscrivere un abbonamento. Dalle prime schermate trapelate, il prezzo ipotizzato è di circa 4 euro al mese. È bene specificare, tuttavia, che si tratta di una cifra indicativa individuata nel codice dell'app. Il costo finale potrebbe variare o essere integrato in "bundle" (pacchetti) che comprendano anche le versioni senza pubblicità di Facebook e Instagram. Un altro dettaglio interessante riguarda la gestione del pagamento. Gli utenti potranno abbonarsi direttamente tramite il Google Play Store (e presumibilmente l'App Store per iOS), con un sistema di attivazione o disattivazione estremamente rapido, stimato in circa 15 minuti. Il modello Pay or Consent di Mark Zuckerberg L'obiettivo di Mark Zuckerberg sembra chiaro: allineare WhatsApp al modello di business "Pay or Consent" già adottato per le altre piattaforme del gruppo, garantendo da un lato la gratuità del servizio per la massa e dall'altro una nuova fonte di ricavi diretti. Per i veterani del web, l'idea di pagare per WhatsApp non è affatto nuova. Molti ricorderanno che l'app, ai suoi esordi, prevedeva un costo di 0,89 euro all'anno (su Android) o un pagamento una tantum su iPhone, dopo un primo periodo di prova gratuita. Quell'obbligo venne rimosso definitivamente nel 2016, quando Meta decise di rendere l'applicazione totalmente gratuita per favorirne la crescita globale. Dieci anni dopo, il cerchio sembra chiudersi, ma con una libertà di scelta in più: la pubblicità diventa il prezzo della gratuità, mentre l'abbonamento resta un'opzione per chi cerca il massimo della privacy e della pulizia visiva.
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