Giornali: notizie dell'ultima ora

L'assessore Lemmetti: «Niente premi ai dirigenti che non utilizzano i fondi»
Roma
Oggi 26-04-18, 08:41

L'assessore Lemmetti: «Niente premi ai dirigenti che non utilizzano i fondi»

Assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti, il Comune di Roma nel 2017 non ha speso più di mezzo miliardo di euro. Fondi bloccati per le buche, il verde, i servizi, le scuole e i trasporti. Visto...
Integralismo e dittatura Torna la serie di culto sulle «ancelle» oppresse
ALTRO
Oggi 26-04-18, 08:39

Integralismo e dittatura Torna la serie di culto sulle «ancelle» oppresse

da Los AngelesA meno di 24 ore dall'uscita negli States arriva in Italia (su Timvision da oggi e ogni giovedì, una puntata la settimana per 13 settimane) l'attesissima seconda stagione di The Handmaid's Tale, la serie vincitrice di otto Emmy Awards e due Golden Globe e ispirata all'omonimo romanzo di Margaret Atwood uscito in Italia con il titolo Il racconto dell'ancella.La seconda stagione sarà focalizzata sulla gravidanza di Juno/Difred, interpretata dalla bravissima Elisabeth Moss, e sulla volontà di proteggere il suo bambino dalle terribili atrocità del regime di Gilead, lo Stato totalitario, militarizzato e misogino che ha trasformato le donne in oggetti di proprietà del regime, privandole di qualsiasi diritto. La Moss, vincitrice di Emmy e Golden Globe come miglior attrice protagonista in una serie drammatica per la sua interpretazione nella prima stagione, è anche produttrice esecutiva. "Il bambino che cresce in Juno è una bomba a orologeria dice l'attrice -. Avere un figlio è una cosa stupenda, ma Juno sa che sarebbe costretto a vivere in un mondo orribile, che le sarà portato via e che non potrà essere sua madre".I temi toccati in questo racconto sono importanti: il totalitarismo, il fondamentalismo religioso, le disparità di genere, ma forse il tema più importante della seconda stagione è quello che riguarda l'immigrazione. Attraverso gli occhi di quei ribelli che sono riusciti a fuggire e a rifugiarsi in Canada sarà infatti raccontata la vita di chi è costretto a vivere lontano dalla sua terra.Fra essi c'è Moira, interpretata da Samira Wiley, che il pubblico ricorderà in Orange is the new black. "Moira è una rifugiata, anche questo è un aspetto importante della storia che raccontiamo in questa seconda stagione dice l'attrice -. Moira è al sicuro ormai ma per lei è comunque tutto difficile perché è in terra straniera. Fin dall'inizio sapevamo che stavamo facendo qualcosa di importante ma vedere il successo di questa serie, l'impatto che ha avuto nel mondo e nelle coscienze è stato inaspettato, è qualcosa che ci ha fatto sentire il peso della responsabilità, certo, ma soprattutto ci ha fatto sentire orgogliosi. Vedere donne vestite con i costumi rossi delle ancelle alla Marcia delle Donne, lo scorso marzo, sentire Hillary Clinton nominare il nostro show ci ha davvero inorgoglito e spronato a continuare".Un'altra importante novità della seconda stagione sarà rappresentata dal racconto della vita nelle "colonie", i territori contaminati dove le cosiddette "non donne" vengono recluse con il solo scopo di eliminare le radiazioni dal terreno: qui, la speranza di vita varia dai sei mesi ad un massimo di due anni.Proprio in questi nuovi territori, inesplorati anche da Margaret Atwood nel romanzo, sarà protagonista la new entry Marisa Tomei, vincitrice di un Oscar per il film cult Mio cugino Vincenzo. "Non è vero, come molti dicono, che stiamo andando oltre il libro spiega però Bruce Miller, autore della trasposizione televisiva del racconto - nel romanzo la storia comincia, fa un salto in avanti di 200 anni, per poi concludersi con una discussione accademica riguardo cosa sia successo in questo periodo di tempo. Noi non andremo oltre il libro, stiamo solo raccontando più lentamente quello che Margaret ha descritto". La Econo class, ad esempio, un'altra classe sociale del mondo distopico della Atwood sarà esplorata in questo secondo capitolo. "È una classe sociale molto più grande di quella dei Commanders che abbiamo conosciuto nel corso della prima stagione dice Warren Littlefield, produttore esecutivo della serie attraverso queste esplorazioni e i numerosi flashback capiremo come lo stato totalitario di Gilead, che occupa ormai buona parte del territorio degli Stati Uniti, è arrivato a diventare quello che è.Uno di questi flashback, ad esempio, racconterà di quando la popolazione si è resa conto con terrore che un regime terribile stava per prendere il potere nella loro patria. Si vedrà l'aeroporto di Boston preso d'assalto da centinaia di migliaia di persone che cercheranno di lasciare il paese". La drammaticità del racconto però non deve ingannare, spiega il produttore, il messaggio che The Handmaid's Tale vuole lasciare è un messaggio di speranza. "Il racconto è drammatico ma, man mano che si dipana, diventa sempre più facile scorgere messaggi di speranza. June e le altre ragazze, la loro voglia di sopravvivere e lottare, il loro coraggio, sono quel raggio di speranza, essenziale per la nostra storia".
Truffe e minacce, estesa la querela
ALTRO
Oggi 26-04-18, 08:39

Truffe e minacce, estesa la querela

Dalle minacce alla frode informatica, dalla truffa all’appropriazione indebita, cambia, dal 9 maggio, la condizione di procedibilità per una serie di reati. ...
Mix di farmaci dopo condanna per abusi sessuali su studenti, morto docente universitario
Cronaca
Oggi 26-04-18, 08:38

Mix di farmaci dopo condanna per abusi sessuali su studenti, morto docente universitario

Francesco Parillo, docente di Anatomia alla facoltà di Veterinaria di Camerino, è stato trovato in casa a Esanatoglia (Macerata) privo di sensi dopo l'allarme lanciato dai suoi avvocati. Il Tribunale gli aveva inflitto tre anni. L'ipotesi del suicidio
Dall'Uefa una multa pesante E trasferte negate ai tifosi
Calcio
Oggi 26-04-18, 08:37

Dall'Uefa una multa pesante E trasferte negate ai tifosi

Duro comunicato di Nyon: "I colpevoli saranno trattati con severità". Difficile che la Roma paghi con le porte chiuse
Nessuno insulti il "nemico" ferito
ALTRO
Oggi 26-04-18, 08:37

Nessuno insulti il "nemico" ferito

Quello che questo Giornale pensa di Giorgio Napolitano è noto. Ne abbiamo criticato il passato filo-stalinista, l'azione poco super-partes al Colle, la regia nelle dimissioni imposte a Silvio Berlusconi nel 2011, l'attivismo oltre i limiti imposti dal suo ruolo. Mai stati suoi amici. Eppure oggi il Giornale è idealmente al capezzale del presidente emerito e si augura senza ipocrisie la sua guarigione.Non è buonismo. È che un avversario politico si combatte quando è nel pieno delle forze (e al massimo del suo potere), quando la battaglia polemica è pari. Di certo non quando è in un letto di ospedale in gravi condizioni. Quello è solo il tempo del rispetto e della vicinanza umana, i valori che ci rendono persone e non animali.Per questo ci fa orrore chi in queste ore ha vomitato insulti su di lui, augurandogli il peggio. Per questo prendiamo le distanze dagli sciacalli che - purtroppo anche sui social del Giornale - hanno dato sfogo a parole senza dignità, vili come un calcio a Piazzale Loreto. Sarà la Storia a dare il suo giudizio su Napolitano. Ci saranno estimatori e detrattori e noi saremo fra questi. Ma finché si parla di vita e di morte, nessuno tocchi Giorgio.
L'EDICOLA_RASSEGNA STAMPA|Lo sport sui giornali
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Oggi 26-04-18, 08:36

L'EDICOLA_RASSEGNA STAMPA|Lo sport sui giornali

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Salvini, nuovo strappo "Basta sciocchezze"
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Oggi 26-04-18, 08:34

Salvini, nuovo strappo "Basta sciocchezze"

"Il forno con Di Maio non è ancora chiuso" dicono dalla Lega, anche se il giudizio sul leader dei Cinque stelle è molto peggiorato dopo l'ultima giravolta ("Con Salvini si chiude qui, ora accordo col Pd oppure il voto"). Gli aggettivi che si raccolgono interpellando i colonnelli leghisti a proposito di Di Maio e dei suoi vanno da "inaffidabili" a "bulimici di potere", o nella versione più soft dei dilettanti ("In politica, come nella vita, bisogna sempre lasciarsi lo spazio per tornare indietro. Oggi qualcuno non l'ha capito. Haihaihai" bacchetta sui social il senatore Raffaele Volpi, molto vicino a Salvini e Giorgetti), però il dialogo col M5s è ancora aperto, a tenere i contatti non è direttamente Salvini ma un suo ambasciatore.Perciò le cannonate di Berlusconi ai Cinque Stelle, ritenuti inattendibili ma ancora indispensabili per la formazione di una maggioranza di governo, vengono accolte con fastidio dai vertici del Carroccio. "Berlusconi paragona i 5Stelle ai nazisti? È meglio tacere, e rispettare il voto degli italiani, invece di dire sciocchezze. Io voglio dare un governo all'Italia, sono stufo di insulti, capricci e litigi" è il commento di Salvini alla frase attribuita a Berlusconi ("Davanti ai Cinque stelle la gente si sente come gli ebrei al primo apparire della figura di Hitler"). La temperatura tra gli alleati è altissima, lo dimostra la replica dell'ex capogruppo azzurro Renato Brunetta, per cui a non rispettare il voto degli italiani sono il veto dei 5s su Berlusconi e quello di Salvini nei confronti del Partito democratico, "e per quanto riguarda le sciocchezze, che dire a proposito delle passeggiate su Roma alla vigilia del 25 aprile?" (riferimento alla battuta di Salvini sulla "passeggiata" leghista su Roma in caso di accordo M5s-Pd).Restano forti nella Lega i sospetti che Berlusconi voglia sabotare il dialogo con Di Maio per rilanciare un'intesa col Pd renziano, visto come il fumo negli occhi dai leghisti, e comunque dare l'appoggio ad un governo del presidente che allontani nuove elezioni. Il voto di domenica in Friuli Venezia Giulia, in cui la Lega punta a superare gli azzurri con un margine molto netto, rafforza la prospettiva. "Se loro scendono e noi raddoppiamo o triplichiamo i nostri voti, Forza Italia sarà ancora più decisa ad allontanare le urne e quindi a dar vita a qualche governo, anche se con un ruolo secondario" spiega un leghista di lungo corso.Un'altra ipotesi in campo è quella sostenuta da Berlusconi e Meloni, ma caldeggiata molto meno da Salvini che però ne sarebbe il protagonista. Ovvero, un governo di centrodestra guidato da Salvini che trovi una maggioranza in parlamento. La leader di Fdi lo va dicendo da tempo: "Il centrodestra deve tenere in considerazione l'ipotesi di chiedere un incarico, che poi è il rispetto della volontà popolare, e quindi andare in aula a cercare dei voti". I problemi sono (almeno) due. Primo: quali voti? Si punterebbe agli eletti con l'uninominale del M5s, meno legati all'apparato grillino, e a un pezzo del Pd, oltre ai "cani sciolti" tra Misto ed eletti all'estero. Ma Salvini ha sempre ripetuto di non voler "raccattare" voti in Parlamento, piuttosto elezioni. E poi Mattarella darebbe mai un incarico pieno a queste condizioni? Secondo problema: i leghisti sospettano che l'"investitura" di Salvini da parte degli alleati sia soprattutto un modo per bruciarlo, facendogli fare il premier traballante per pochi mesi. I big azzurri la spiegano diversamente. Un governo di centrodestra potrebbe trovare i voti "in Parlamento e sulla base di una agenda paese, ma condivisa, non imposta come per il M5s" spiega la capogruppo Mariastella Gelmini. I doppi forni (col M5s e col Pd) restano aperti, ma c'è il rischio di ustionarsi.
Il suicidio della politica Ora è capro espiatorio di promesse impossibili
ALTRO
Oggi 26-04-18, 08:34

Il suicidio della politica Ora è capro espiatorio di promesse impossibili

Nella storia si è dato spesso che chi esercita il potere non sia chiamato a risponderne. Che sia chiamato a rispondere chi non ha potere, invece, mi pare sia accaduto più di rado. Ma dagli anni settanta in poi è proprio questo quel che è successo alla politica: le è stata attribuita la responsabilità di problemi che non aveva più la forza di risolvere.Il progetto di emancipazione soggettiva, conseguenza dell'assetto sociale democratico, trascende i confini della sfera pubblica, ma la politica se n'è fatta carico a partire quanto meno dalla Rivoluzione francese. Anche nell'ultimo mezzo secolo, l'establishment politico si è ben guardato dall'opporsi a viso aperto alla richiesta di sempre maggiore autodeterminazione e alle sue derive narcisistiche. Non ha speso la propria credibilità e capacità di mobilitazione per mostrare ai governati che stavano chiedendo troppo, e che così facendo mettevano in pericolo il meccanismo stesso che consentiva loro di chiedere. Al contrario, ha accolto le loro richieste come legittime e si è impegnato a soddisfarle. Ci sarebbe da chiedersi se la politica abbia mai davvero avuto alternative, o se la spinta all'emancipazione soggettiva sia stata così prepotente che la si poteva soltanto assecondare. E anche quanto la politica democratica sia stata indotta ad assecondarla dalla propria conformazione competitiva. Ci fossero o no altre vie, a ogni modo, nei fatti la politica ha accettato di farsi garante di quell'emancipazione.E così facendo si è cacciata in una trappola che, da cinquant'anni a questa parte, la sta lentamente ma inesorabilmente stritolando. L'assoluta autodeterminazione individuale, innanzitutto, è incompatibile con la condizione umana, perciò è sempre stata e resterà sempre un'utopia. A partire dai tardi anni sessanta, in secondo luogo - fallito il progressismo liberale con la Grande guerra, fallito lo storicismo marxista nei due decenni successivi al 1945 -, la politica non ha più avuto gli strumenti ideologici necessari a inserire il progetto di emancipazione all'interno di una lettura coerente e credibile del tempo. E in assenza di pensiero utopico, dare garanzie che l'utopia sarà realizzata diventa ancora più difficile. Nell'ultimo mezzo secolo infine, tentando disperatamente di sopravvivere alla missione impossibile che si è data, la politica ha segato due volte e mezzo il ramo sul quale sta seduta.Lo ha segato una prima volta perché, accettando di fare dell'ampliamento degli spazi di libertà l'obiettivo prioritario della propria azione, ha alimentato il circolo vizioso per il quale più avanzano i processi di emancipazione individuale, più si logorano le condizioni del fare politica: potere, identità, tempo, razionalità, conflitto. Una seconda volta perché, sottoposta a una pressione insopportabile dalla promessa che essa stessa ha fatto - o è stata costretta a fare -, per poterla tenere sotto controllo ha dovuto accettare di restringere il proprio ambito d'intervento e di sacrificare la propria logica specifica e la propria autonomia a vantaggio di istituzioni e logiche non politiche, privandosi così degli strumenti che soli avrebbero potuto permetterle di mantenere quella promessa, anche soltanto in parte. Lo ha segato una terza volta, infine, sebbene in questo caso soltanto a metà, quando ha deciso di mettere i cittadini a più stretto contatto dei processi decisionali pubblici tramite il decentramento o il referendum. Se è indubbio che il più frequente coinvolgimento degli elettori conferisce alle istituzioni rappresentative maggiore legittimità, è vero anche che il moltiplicarsi delle tornate elettorali abbrevia le prospettive temporali della politica, e quello dei centri decisionali ne riduce l'efficacia e l'efficienza. La legittimazione rischia così di rovesciarsi in delegittimazione: gli elettori si renderanno conto di essere sì chiamati a votare sempre più spesso, ma per organismi che sono sempre meno capaci di soddisfare le loro richieste. Quanto al referendum, se in origine era stato immaginato come uno strumento complementare alla democrazia delegata e utile a rafforzarla, sempre più spesso è stato invece utilizzato per contestare le istituzioni rappresentative e l'establishment politico che le controlla.Questa è dunque la trappola nella quale la politica viene a trovarsi: non soltanto è ritenuta responsabile della mancata realizzazione di un progetto irrealizzabile, ma con gli sforzi che ha compiuto sia per realizzarlo, sia per contenerne la spinta, si è anche privata sempre di più degli strumenti necessari a raggiungerne gli obiettivi. Gli effetti della trappola sono aggravati poi dall'affollarsi, sia al suo interno, sia al di fuori di essa, dei narcisisti. Gli elettori - i narcisisti esterni alla trappola - mirano a soddisfare il proprio bisogno immediato di benessere psichico scaricando le emozioni negative da cui sono assediati: paura, rabbia, senso d'impotenza. I politici - i narcisisti intrappolati - sono in bella vista al centro dello spazio pubblico, con la loro persona più che con le loro idee, e si sforzano di attrarre ogni sguardo. Fra elettori e politici è sempre più difficile costruire una relazione sensata, fondata su concezioni condivise della realtà, del tempo e della ragione, e gli elettori hanno perduto qualsiasi sentimento di deferenza.Come potrà mai una politica già colpevole di una promessa mirabolante non mantenuta, difficile da valutare nei suoi risultati concreti passati e presenti e nei suoi progetti futuri a causa della babele dei criteri di giudizio, sempre più palesemente impotente, e tuttavia illuminata a giorno dalle luci della ribalta e popolata di primedonne palesemente gratificate dall'attenzione del pubblico - come potrà questa politica non diventare il fantoccio di paglia contro il quale un elettorato deluso, sconcertato, instabile, emotivo sfoga tutta la propria frustrazione? Come potrà la politica, dopo aver perduto ogni sua funzione, non assumere infine quella del capro espiatorio?
Bolloré indagato, chiesto il processo
ALTRO
Oggi 26-04-18, 08:32

Bolloré indagato, chiesto il processo

A Vincent Bolloré le autorità francesi non stanno riservando trattamenti di favore: il fermo di polizia e la custodia cautelare, scattate a Nanterre martedì mattina, sono state prolungate fino alle 36 ore in attesa dell'interrogatorio con i magistrati titolari dell'inchiesta, avvenuto ieri sera dopo che quello con la polizia anticorruzione non aveva dato esiti convincenti. Ora, secondo le fonti francesi, i giudici istruttori decideranno se prosciogliere o incriminare il finanziere di origini bretoni. Che, secondo le stesse fonti, rischia il processo per corruzione di pubblici ufficiali stranieri, per la quale è ufficialmente indagato.A condurre l'indagine sono due magistrati parigini noti in Francia per la loro esperienza in campo finanziario e internazionale, Serge Tournaire e Aude Buresi. Insieme a Bolloré sono stati fermati e ora rischiano la stessa incriminazione anche il direttore generale del gruppo Bolloré Gilles Alix e il responsabile del polo internazionale di Havas, Jean-Philippe Dorent, anch'essi sentiti dai giudici. Secondo le fonti, il fermo ha riguardato anche Francis Perez, presidente di Pefaco, società alberghiera con un forte insediamento in Africa, che però è già stato rilasciato.Oggi potrebbe quindi essere una giornata importante, nella quale Bolloré, insieme con i suoi legali, si giocherà le sue carte migliori. Nell'attesa di sviluppi, i titoli del gruppo hanno ceduto un ulteriore 3% dopo lo scivolone del 6% della vigilia. E va da sé che anche in Italia si segue la cosa con interesse, visto che Bolloré è il primo socio privato di Mediobanca (con l'8%) e attraverso Vivendi controlla Telecom e detiene il 29% di Mediaset. Due casi in cui la presenza del socio francese alimenta problemi e questioni finanziarie da ormai due anni.Tournaire e Buresi stanno cercando di determinare se il gruppo Bollorè abbia utilizzato l'attività di consulenza politica della sua società Havas per ottenere la gestione dei porti di Lomè, in Togo e di Conakry, in Guinea. Secondo Le Monde, i magistrati sospettano che Havas abbia sottofatturato i suoi servizi in cambio dei contratti di concessione per la controllata Bolloré Africa Logistics. Nell'aprile 2016 la polizia ha effettuato una perquisizione alla torre Bolloré di Puteaux, vicino Parigi, sede della controllata. Il gruppo ha "formalmente smentito tali irregolarità".L'inchiesta, alimentata dai reclami inoltrati da un ex socio spagnolo del finanziere bretone, Jacques Dupuydauby, si occupa anche delle campagne presidenziali vittoriose del 2010 di Alpha Condè in Guinea e di Faure Gnassingbè in Togo, entrambi consigliati da Havas. Poco dopo l'elezione di Condè, alla fine del 2010, la società di Bolloré ha ottenuto la concessione per il porto di Conakry, mentre ha vinto la concessione per il porto di Lomè poco prima dell'elezione di Gnassingbè. Il governo della Guinea assicura invece che la concessione del gruppo Bollorè per costruire un porto per container nella capitale è stata rilasciata in stretta conformità con la legge.Sulla concessione per il porto di Lomè, Dupuydauby accusa la presidenza del Togo di essere stata corrotta dal gruppo francese. I suoi reclami risalgono all'aprile del 2012 e all'aprile del 2013.
L'animale più bello? Naturalmente il gatto Referto di Rajberti
ALTRO
Oggi 26-04-18, 08:32

L'animale più bello? Naturalmente il gatto Referto di Rajberti

Il gatto è la grande bellezza della natura. L'animale più affascinante, misterioso, galante. Nel corso dei millenni le arti - letteratura, poesia, pittura, cinema - lo hanno raccontato in tutti i modi, in tutte le pose. Che strano. Tanto è stato detto per un belva, ma mansueta, così riservata, silenziosa, solitaria. Eppure.Eppure sono migliaia, e famose, le pagine d'autore sui gatti: Hoffmann, Colette, Eliot, Pessoa... Ma fra tutti i libri scritti in materia felina, uno dei più divertenti, per nulla datato nonostante l'età bibliografica, è il trattatello Sul gatto. Cenni fisiologici e morali del medico chirurgo e scrittore infaticabile - di poemetti, poesie dialettali, opere umoristiche... - Giovanni Rajberti (1805-61), penna colta e ironica di strettissimo rito ambrosiano. Il libello, oggi elegantemente ristampato da La Vita Felice (pagg. 132, euro 12), ebbe nel 1845 una prima tiratura limitata, per gli amici del "dottore", dedicata al Conte Giulio Litta Visconti Arese, poi l'anno successivo una seconda edizione di 3500 copie (e l'appendice "La coda", scritta dal Rajberti in risposta a una critica uscita sul Corriere delle Dame), ed è un pettinatissimo elogio - acritico e faziosissimo e irresistibile - al suo amatissimo "animal grazioso e benigno" (c'è da dire che tempo prima il Rajberti aveva scritto anche un elogio funebre al proprio cane, El pover Pill, che però non è all'altezza del Gatto).Comunque, eccolo, il panegirico più curioso, ambiguo, agile, malizioso, elegante - che piacque molto a molti, fra cui Aldo Palazzeschi - mai scritto sui gatti. Di cui si racconta lo stile di vita, i tratti caratteriali (si dice che se Baudelaire fu il poeta del gatto, Rajberti ne fu lo psicologo), le numerose virtù, gli inesistenti vizi, l'intelligenza umana ("Nessuno è più machiavellico del gatto", che applica ai cani e ai topi l'insegnamento del grande fiorentino, "i nemici bisogna vezzeggiarli o spegnerli" a seconda della loro forza: tollerando prudentemente i primi, cacciando implacabilmente i secondi).Fra i capitoli più felici e felini, da segnalare "Il gatto vero padrone della casa", in cui si riconosce che il titolo di padrone non compete a chi ha comprato o ereditato l'appartamento, o la villa, al quale tocca semmai pagare l'imposta, attendere alle riparazioni e alle spese di gestione, "sentire dagli inquilini rimproveri e minacce"; no il vero padrone di casa è il gatto, ossia il solo "a goderla e abitarla tutta quanta, dallo studio alla dispensa, dall'oscuro sottoscala all'aperto giardino" e tutti gli altri luoghi inaccessibili all'uomo... Poi il capitolo "Apologia dell'ozio": "Ma insomma, dirà taluno, come passa egli (cioè il gatto, ndr) la sua vita? Rispondo con una sola parola: da gran signore. Accudisce premurosamente alle più importanti occupazioni: mangiare, digerire, dormire, attende parecchie ore del giorno alla grand'opera della toilette... D'ordinario poi, quando non sappia far di meglio, egli concede a se stesso le delizie soavi e lunghissime d'un ozio tutto filosofico e contemplativo"... E sopratutto la parte dedicata a "La gatta": unico caso, fra tutte le classi di animali dove di norma il vanto della bellezza è sempre virile (per il colore delle penne, per le corna più rigogliose, per la pienezza delle forme...) in cui la femmina vince il confronto col maschio. Come fra gli uomini.
Matteo Salvini: "Basta incontri con Berlusconi"
ALTRO
Oggi 26-04-18, 08:31

Matteo Salvini: "Basta incontri con Berlusconi"

Matteo Salvini ha chiesto "di evitare nelle prossime ore appuntamenti comuni" con Silvio Berlusconi. Non ci sarà dunque nessuna chiusura insieme della campagna elettorale in Friuli ("nè era prevista" precisano dal Carroccio). A far saltare il tappo su un rapporto già teso sono state le parole con cu
primo piano
Oggi 26-04-18, 08:27

Pena di morte, uccise una bimba negli Usa: giustiziato un 31enne

Un uomo di 31 anni, Erick Davila, è stato giustiziato in Texas per aver ucciso una bambina di cinque anni e sua nonna. Il delitto è avvenuto dieci anni fa in una sparatoria tra bande rivali compiuta durante una festa in onore della piccola. Davila è il nono prigioniero giustiziato negli Stati Uniti dall'inizio dell'anno: la maggior parte dei casi, cinque, si è registrata proprio in Texas.
Benvenuti 80 anni sul ring da messaggero del futuro
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Oggi 26-04-18, 08:27

Benvenuti 80 anni sul ring da messaggero del futuro

"Nino!-Nino!". Quel grido era uno squarcio nel cielo, un lampo nella notte. Cos"altro abbiamo inventato di più immediato per coniare felicità, orgoglio, passione, incitamento? Forse "Gol"? Troppo globale. Nino-Nino era una sintesi tutta italiana. Ai vecchi suiveurs, probabilmente, riempie ancora l"udito. E per i titoli dei giornali era un richiamo di garanzia: senza nemmeno spiegare di chi si parlasse. Nino era Nino. Poi Benvenuti. Un giorno Giovanni , detto Nino, Benvenuti si chiese anche se quel nome-appellativo avesse fatto parte delle sue fortune. "E se mi fossi chiamato soltanto Giovanni?". Come minimo si sarebbe trovato un "Gianni" (Rivera) fra i piedi. Oggi siamo qui a ripensarci. Con Benvenuti che compie 80 anni, segno del Toro, in nome di un martedì (26) fortunato del 1938. Dice lui: "Per fortuna nonmi pesano". Abbraccia in un sol concetto l"essenza di una esistenza: "Vivo da uomo soddisfatto, che è diverso da essere felice. E so di essere nato fortunato. La fortuna ti fa nascere in una famiglia di un certo tipo e ti dona quanto ti rende felice". Il destino che ti sceglie o tu che lo indirizzi? Bel rebus. Nino lo ha già risolto: "Sono nato per fare quanto il destino ha proposto. Non è andata male. Il buon Dio mi ha dato testa e cervello per trovare la strada giusta. Riproverei tutto". I giovani che lo incontrano restano abbacinati da questo distinto signore, dal fisico invidiabile e l"eleganza definibile di altri tempi. Ma qui ci si ferma. Benvenuti, pugile o uomo copertina, frequentatore del suo tempo, è sempre stato un messaggero del futuro: primo ambasciatore delle notti magiche quando svegliò 18 milioni di italiani nel cuore della notte (17 aprile 1967) per ascoltare alla radio il mondiale dei medi contro Emile Griffith, a New York. I genitori lo avrebbero inviato alle scuole per laurearsi, diventare un professore. "Ma non mi sarei trovato come insegnante". E" stato pugilatore, come ama dire: pugile diverso da molti altri. Lui personaggio che acchiappava anche fuori dal ring. Lui ragazzo di intelligenza vivace che sfrondava il mito del boxeur suonato. Lui commentatore televisivo della prima specie, pellegrino in India nella terra dei lebbrosari. E perché no? Ci impose anche una storia d"amore che, ai tempi, non seppe gestire: troppo difficile spiegarla a un"Italia bigotta che avrebbe avuto bisogno del referendum sul divorzio per svegliarsi. Ma poi, dopo anni lunghi, Nino ritrovò il coraggio del guerriero e sposò quella ragazza bionda, Nadia Bertorello, che ancora lascia intravedere i segni di anticosplendore. Benvenuti ci ha detto che successo e successi, dentro e fuori dal ring, vita bella o brutta, potevano essere gestiti con intelligenza e astuzia, talento e rispetto di se stesso. E, forse, oggi è più simpatico di ieri, ma quello è il vezzo dei campioni: non sempre digeribili a tutti nel fulgore della carriera. Il Benvenuti campione ha diviso, ha schierato l"Italia dello sport che lo seguiva con più passione di quella riservata al calcio. Da una parte lui, dall"altra Mazzinghi. Che poi era la nostra specialità: Coppi o Bartali? Rivera o Mazzola? Non ci siamo negati nulla. Nino era eleganza magari un po" fredda, intrisa di maestria stilistica. Ricorda con compiacimento: "Ho lavorato bene perché dotato di acume e intelligenza". La sua storia partiva da Isola d"Istria, la vita l"ha portato a Trieste: non poteva avere sangue di un napoletano o di un toscano. Paolo Villaggio, che era mazzinghiano, identificò perfettamente la distanza. "Mazzinghi sprigiona il senso della ribellione, la protesta. Benvenuti è come una statua di marmo lucido che ha la bellezza del Mosè, ma non la vita che Michelangelo seppe infondergli". Benvenuti ti mostrava (mostra) splendore fisico, alla faccia di un allenatore che un giorno disse: "Ma cosa vuole questo ragno?". Aveva una decina di anni: braccia lunghe, corpo ossuto, un viso magro e sagomato. Poi la boxe, la meravigliosa avventura cominciata con la medaglia d"oro olimpica che continua ad essere una gemma della storia ("L"unico titolo che non ti portano mai via"), le corone mondiali ed europee, i 45 round con Griffith, il colpo del campione contro Manuel Rodriguez, quando mandò al diavolo gli insegnamenti di Al Silvani, il preparatore americano, e fece boxe come gli aveva insegnato la mamma, scrisse un giornalista. Ovvero con il magico gancio sinistro, figlio del talento. Ci fu Carlos Monzon che, tre anni dopo il mondiale con Griffith, suonò il rintocco della fine: cazzotti che produssero dolore interiore. La fine di un pugile, non certo del personaggio: ecco il fascino, una sorta di immortalità. Siamo ancora qui a raccontare di lui, navigante di un mondo in evoluzione. Non tutti lo riconoscono, ma tanti sanno di chi parlano. Questo è il successo di 80 anni immersi nei pugni: ma senza farsi male.
Il Tar salva Bocca di rosa. Non deve essere espulsa solo perché prostituta
ALTRO
Oggi 26-04-18, 08:27

Il Tar salva Bocca di rosa. Non deve essere espulsa solo perché prostituta

Fare la prostituta è un motivo sufficiente per essere allontanate dall'Italia? "Giammai", rispondono i giudici amministrativi del Tar della Lombardia. Affermando un principio a dire il vero comunemente riconosciuto, visto che l'esercizio della prostituzione di per sé non è un reato. Ma la Prefettura di Milano aveva provato a mandare via una Bocca di rosa straniera "per motivi afferenti l'ordine pubblico".Il Tar però ha accolto il ricorso della donna espulsa, comunque cittadina europea, e ha annullato il provvedimento di allontanamento emesso lo scorso gennaio. La misura, spiegano i giudici della Prima sezione, è "grave" e "radicale" e può essere adottata nei confronti di cittadini europei solo per reali minacce alla convivenza civile. Minacce che però la "signora Omissis", che pare avere l'unica "colpa" di vendere il proprio corpo, non avrebbe affatto attuato. Scriveva il prefetto nell'atto alla base del provvedimento che la donna è stata "più volte rintracciata mentre dedita all'attività di meretricio", che "i comportamenti tenuti e i reati commessi ingenerano la ragionevole presunzione che la predetta possa compierne di ulteriori". Non veniva precisato di quali reati si tratti. Comunque: "L'ulteriore permanenza sul territorio nazionale dell'interessata è incompatibile con la sicura e civile convivenza, avendo dato luogo ad una condotta che è pregiudizievole per l'ordine pubblico".La ricorrente aveva risposto di non avere precedenti penali, che l'attività che svolge non costituisce reato e di essere madre di un bambino regolarmente iscritto alla scuola primaria di una città dell'hinterland. La Corte argomenta che per legge in ogni caso "l'esistenza di condanne penali non giustifica di per sé" l'allontanamento. "Il mero esercizio dell'attività di meretricio, invero, non mai vale ad infrangere precetti di matrice penalistica" ed è una condotta che "giammai può giustificare l'adozione del grave provvedimento" di espulsione. Lo farebbe infatti solo "una minaccia concreta, effettiva e sufficientemente grave all'ordine pubblico".La prostituzione, da sola, "quand'anche posta in essere in orario diurno e sulla pubblica via" non è una minaccia per la collettività. Più in generale: "Si è ripetutamente affermata, in fattispecie analoghe, la illegittimità di misure inibitorie", come foglio di via, divieto di soggiornare e circolare in un Comune, rifiuto del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno, "fondate sull'esclusivo presupposto dell'esercizio dell'attività di meretricio".Il Tar quindi dichiara illegittima la misura della Prefettura. Anche perché manca, spiegano infine i giudici amministrativi, il principio di proporzionalità espressamente richiesto dalle norme che regolano l'adozione di provvedimenti di questo tipo.
Lo stop incredibile di Marcelo: l’azione sorprendente del difensore del Real Madrid
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Oggi 26-04-18, 08:26

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Il brasiliano protagonista della sfida all’Allianz arena di Monaco
La coscienza di Oliver per gli scherzi della mente
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Oggi 26-04-18, 08:25

La coscienza di Oliver per gli scherzi della mente

Quel certo episodio che ricordiamo della nostra infanzia, siamo sicuri sia realmente avvenuto? O non l'abbiamo piuttosto ricreato nella nostra memoria, attraverso racconti di terzi? E il tempo, passa per tutti allo stesso modo? Come mai invecchiando abbiamo la sensazione che il tempo passi più velocemente? A queste e a molte altre domande risponde Oliver Sacks ne Il fiume della coscienza (Adelphi), un'interessante e ricca raccolta di saggi postumi la cui uscita è stata pianificata in vita dall'autore, morto nell'agosto del 2015. Perché la coscienza, prodotta dal nostro cervello, resta una delle entità meno definibili nella storia della neurologia. Per esempio: quale coscienza hanno i lombrichi? Nessuna? Eppure molte volte si comportano come se l'avessero. E un minuto trascorso da un lombrico sarà uguale a un minuto nostro?A proposito del tempo che passa: è vero che il tempo degli anziani sembra scorrere più velocemente, ma alcuni esperimenti hanno dimostrato che tre minuti di un giovane equivalgono a tre minuti e mezzo percepiti da un anziano. Inoltre la percezione del tempo si può alterare, per esempio con l'uso di droghe, ma anche con l'allenamento, come nello sport. Una palla da baseball può viaggiare a 150 chilometri all'ora, ma per un esperto battitore può sembrare quasi immobile nell'aria. Uno scattista può alzarsi dai blocchi in 130 millisecondi senza rendersene conto, e sentire lo sparo dello start (o meglio, averne coscienza) solo 400 millisecondi dopo.Sotto l'effetto della mescalina la percezione del tempo può accelerare di duecento volte rispetto al normale. Se avessimo cento volte le percezioni che abbiamo in un secondo, tre giorni ci sembrerebbero lunghissimi, mentre un bradipo, nella sua coscienza, è convinto perfino di essere veloce, come in chi è affetto da bradicinesia. Sacks racconta l'episodio di un suo paziente che quasi restava immobile con il braccio teso per diversi minuti, muovendolo impercettibilmente. Gli chiese: "Perché quelle pose congelate?". Il paziente rispose: "Mi stavo solo pulendo il naso".Molti ricordi, invece, quelli per cui metteremmo la mano sul fuoco, possono esserci indotti, proprio come succede nei replicanti di molti film di fantascienza. Crediamo che un fatto, magari molto lontano negli anni, sia successo, ma è vero solo nel nostro cervello. In qualche modo lo abbiamo creato noi, rendendolo indistinguibile dai ricordi reali. È la ragione per cui molti condannati sono stati assolti con la prova del Dna malgrado fossero stati accusati da testimoni oculari (anche quello che si crede di aver visto non è poi così certo).La memoria, ci spiega Sacks, è talmente fallibile, e talmente permeabile, che perfino molti casi di plagio non sono volontari. Nel caso dei cantautori può succedere di assimilare una melodia inconsapevolmente, come successe nel 1970 a George Harrison, accusato di aver plagiato una canzone di Ronald Mack. Il tribunale riconobbe la colpa, ma non la sua consapevolezza. Questione su cui aveva già riflettuto Mark Twain scrivendo all'amica Helen Keller, accusata di plagio: "Oh, povero me, quant'è stata indicibilmente ridicola, idiota e grottesca, proprio da allocchi, quella farsa del plagio! Come se vi fosse un gran che, in qualsiasi pronunciamento umano, orale o scritto, che non sia plagio! Giacché in sostanza tutte le idee sono di seconda mano, attinte consapevolmente e inconsapevolmente da un milione di fonti esterne". Certo, non è che questo criterio possa applicarsi a chiunque, altrimenti sarebbe la fine. Daniele Luttazzi, tanto per dirne uno, aveva copiato e basta.
La vergogna del 25 aprile antisemita
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Oggi 26-04-18, 08:24

La vergogna del 25 aprile antisemita

Roma Fischi e insulti per gli ebrei sopravvissuti allo sterminio a Milano. Cortei e cerimonie commemorative separate e funestate da contestazioni anche a Roma. Ma contrasti, polemiche e diverbi sono stati registrati un po' in tutta Italia. Purtroppo la festa della Liberazione dopo 73 anni ha sempre più assunto i connotati di una resa dei conti, l'occasione per manifestare dissenso anche su questioni che nulla hanno a che fare con quel ricordo.La cerimonia del 25 aprile si è aperta come di consueto con l'omaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che a Piazza Venezia ha passato in rassegna il picchetto d'onore e le associazioni di combattenti. Presenti i due neo presidenti delle Camere, Elisabetta Casellati e Roberto Fico. E il vicepresidente della Camera, Mara Carfagna ha lanciato un appello all'unità. "Sporcare una giornata così importante per la Repubblica e per la democrazia con contestazioni rivolte contro chi ha lottato per consegnarci un Paese libero ed è stato vittima della furia nazifascista è indegno. -ha detto la Carfagna- Tutto il mondo politico deve condannare gli episodi di intolleranza, violenza e antisemitismo".Tutti gli appelli alla concordia però sono caduti nel vuoto. A Milano la Brigata Ebraica al suo arrivo in piazza San Babila è stata contestata da un gruppo di antagonisti e militanti dei movimenti filopalestinesi. "Fuori i sionisti dal corteo" e "Palestina libera, Palestina rossa", gli slogan urlati contro i manifestanti della brigata Ebraica che non hanno reagito e dunque il corteo è proseguito senza incidenti. Poi i cori degli antagonisti si sono rivolti contro i rappresentanti del Pd ai quali hanno gridato "Venduti, venduti".Matteo Forte, consigliere comunale e capogruppo di Milano Popolare a Palazzo Marino ha confessato il suo stupore per "una piazza Duomo semideserta" e ha puntato il dito contro"la sinistra che con la sua vuota retorica su un antifascismo settario ed esclusivo ha fatto perdere il valore della festa della liberazione nazionale dall'occupante nazista".A Roma le cose non sono andate meglio. Ma le premesse per una giornata unitaria erano già state perse quando la Comunità Ebraica romana ha deciso di celebrare il ricordo con una cerimonia separata in polemica con la decisione dell' Associazione partigiani di accogliere le bandiere palestinesi nel corteo. "Non capiamo perché il corteo organizzato a Roma possa accettare la presenza di simboli che nulla hanno a che vedere con quella Storia, simboli che 70 anni fa non sarebbero stati ammessi e oggi sfilano con un significato che per noi è offensivo e incomprensibile", il commento amareggiato della presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello. Non sono mancate anche qui le contestazioni. Bersaglio di fischi ed inviti a tornare a casa il sindaco di Roma, Virginia Raggi. A Porta san Paolo il sindaco non è riuscita a prendere subito la parola a causa dei cori di una parte della piazza che le hanno impedito di parlare. "Vattene, vattene", ha urlato la folla. Ma la contestazione non era legata solo al fatto che la sindaca aveva solidarizzato con la Comunità ebraica. "Qualcuno- aveva detto-ha voluto inserire nel dibattito temi che nulla hanno a che vedere con la lotta per la libertà dell'Italia", riferendosi alla partecipazione al corteo dell'Anpi di una delegazione palestinese. A contestare la Raggi erano i romani come spiega la consigliera Pd, Ilaria Piccolo: "Le grida dei romani erano chiare: basta buche e immondizia in strada".E a chiudere una giornata di contestazioni va registrata anche l'ira di un gruppo di insegnanti che a Milano ha bloccato e assalito a colpi di slogan la leader della Cgil, Susanna Camusso. I docenti denunciavano "il licenziamento in massa di 60 mila persone" accusando la Camusso di "inefficienza e indifferenza da parte di chi dovrebbe difendere i lavoratori".
Champions: Ramos,finale ancora in bilico
Calcio
Oggi 26-04-18, 08:23

Champions: Ramos,finale ancora in bilico

'Se Iniesta si chiamava Andresinho vinceva due Palloni d'Oro'
Cambi:euro apre stabile a 1,2178 dollari
Economia
Oggi 26-04-18, 08:20

Cambi:euro apre stabile a 1,2178 dollari

Scambia a 133,10 yen
Berlusconi contro i 5 Stelle: "Come Hitler per gli ebrei"
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Oggi 26-04-18, 08:19

Berlusconi contro i 5 Stelle: "Come Hitler per gli ebrei"

I grillini come Hitler è il pensiero choc di un elettore del centrodestra riportato da Silvio Berlusconi, che alza la temperatura politica e concentra l'attenzione dei giornalisti alle malghe di Porzus. Un monumento nazionale fra le montagne friulane insanguinato nel febbraio 1945 dai partigiani filo Tito, che massacrarono 19 combattenti per la libertà della brigata Osoppo. La loro colpa non era di opporsi al regime fascista, ma alle mire espansioniste degli jugoslavi. In realtà il leader di Forza Italia aveva appena finito di pronunciare un discorso "alto" sul 25 Aprile "giornata della libertà" di tutti, che parlava di pacificazione e di dialogo al contrario del timore sui grillini che marciano al passo dell'oca.Poi attorniato dai fazzoletti verdi, il simbolo dei partigiani dell'Osoppo, Berlusconi ha parlato a braccio. E raccontato di un episodio accaduto a Pordenone durante il suo primo giorno di discesa in campo per le elezioni regionali di domenica in Friuli-Venezia Giulia. Ad un gruppo di elettori aveva chiesto, in riferimento al niet del Movimento cinque stelle a trattare con Forza Italia per il governo nazionale "come vi sentite di fronte al comportamento di questa formazione politica che non credo sia democratica?". Davanti alle malghe di Porzus Berlusconi riporta la risposta di un elettore: "Uno di loro si alzò e guardandomi negli occhi mi disse: Ci sentiamo come dovevano sentirsi gli ebrei al primo apparire della figura di Hitler". Il leader di Forza Italia ha sottolineato che la frase, non sua, "mi ha colpito molto e mi fa pensare. In questi giorni (i grillini, nda) hanno respinto il voto di 4,5 milioni di cittadini. Qualcosa che non può avere cittadinanza in una vera democrazia".Sul 25 aprile ha tenuto un discorso di peso storico. La malga alle sue spalle nel 1945 era il comando della brigata Osoppo Est. Il comandante Bolla, Francesco De Gregori, monarchico, anticomunista e zio del famoso cantautore, è stato il primo a cadere sotto i colpi dei compagni garibaldini inviati dal IX corpus di Tito. Dopo vessazioni e torture, qualche giorno dopo, si è conclusa la mattanza. Una delle vittime fu Guido Alberto Pasolini, fratello dello scrittore e regista Pier Paolo. Il comandante dell'eccidio, Mario Toffanin, è stato condannato all'ergastolo e poi amnistiato dal presidente Pertini. Nel frattempo fuggito in Jugoslavia incassò regolarmente la pensione dell'Inps grazie alla militanza partigiana, senza tener conto del sangue versato.Berlusconi ha pronunciato parole di pietà anche per i caduti dell'altra parte della barricata, i volontari della Repubblica di Salò. E ha fatto emergere il vero limite del 25 aprile diventato nel tempo festa di parte e non di tutti gli italiani. Il discorso sulla giornata della libertà si è conclusa con la consegna a Berlusconi del fazzoletto verde dell'Osoppo annodato orgogliosamente attorno al collo.In serata ad Aquileia il leader storico del centro destra ha gettato acqua sul fuoco del braccio di ferro con la Lega per i voti delle regionali di domenica. Al suo fianco, Massimiliano Fedriga, giovane candidato alla carica di governatore fortemente voluto da Matteo Salvini. "Sono qui per dirvi che dovete votare per questo signore" ha esordito Berlusconi indicando Fedriga. Sul palco è salito anche Riccardo Riccardi, di Forza Italia, che sarà il vice se il centro destra vincerà le elezioni, come indicano i sondaggi. Berlusconi ha sciorinato i cavalli di battaglia dell'elezione diretta del capo dello Stato, flat tax, riforma della giustizia e stop all'immigrazione clandestina. Sul governo si è detto convinto che verrà formato dal centrodestra "chiedendo i voti in aula su un programma di tre punti per i primi 100 giorni". Fedriga si sente la vittoria in tasca, ma esordisce sul 25 aprile. "Tutta la mia solidarietà al sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza e alla comunità ebraica - dice il candidato governatore - che oggi hanno dovuto andarsene dalla Risiera per una violenza e sopruso verbali senza precedenti". Purtroppo il 25 aprile, festa della liberazione e non ancora della libertà di tutti, continua a dividere.
Fico riprova con dem e grillini e punta ai "supplementari"
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Oggi 26-04-18, 08:19

Fico riprova con dem e grillini e punta ai "supplementari"

Spiragli, solo spiragli, ma si chiede più tempo. Oggi ci sarà un secondo round per Roberto Fico, che deve verificare la compatibilità tra M5s e Pd. Nel Salottino del Presidente a Montecitorio incontrerà alle 11 la delegazione dem di Maurizio Martina e alle 13 quella del grillino Luigi Di Maio. Il presidente della Camera tirerà le somme e nel pomeriggio, probabilmente tra le 17 e le 18, riferirà al Capo dello Stato. Se ci sarà qualche concreta possibilità di accordo tra prima e seconda forza politica, se gli diranno che un programma possono condividerlo e una maggioranza formarla, allora il 5 Stelle Fico potrebbe proporre a Sergio Mattarella di allungare il mandato esplorativo che gli ha affidato.Dicono che al Colle, dove il tentativo speculare della presidente del Senato Elisabetta Casellati su un possibile governo M5s-centrodestra si è chiuso in due giorni secchi, stavolta si potrebbero concedere tempi supplementari, come vogliono soprattutto i 5 Stelle. Per Mattarella ogni strada è praticabile per rompere lo stallo che da 51 giorni paralizza il Paese, dopo le elezioni del 4 marzo. L'obiettivo è allontanare elezioni anticipate.Ma l'avvicinamento tra pentastellati e dem c'è stato davvero? I due partiti, al di là delle dichiarazioni del leader, appaiono molto divisi all'interno e se il Pd chiede di aspettare la convocazione della direzione, che potrebbe essere lunedì 30 aprile o il 2 maggio, i 5 Stelle preparano un sondaggio degli iscritti sulla piattaforma Rousseau e oggi spiegheranno ai gruppi parlamentari che "questa è l'ultima chiamata per Palazzo Chigi ed è il momento di essere pragmatici e stringere i denti". Considerato soprattutto che, contrariamente alla Lega che trattava da pari, il Pd sarebbe "socio di minoranza". E, assicurano dall'entourage di Di Maio, "non potrà dettare le condizioni, a partire dal ruolo di Di Maio, non ha chiesto la sua testa e non lo farà". Proprio questi, però, sono i motivi per cui tanti dem sono in subbuglio.Dopo le consultazioni della mattinata la webtv e il canale satellitare della Camera trasmetteranno in diretta le dichiarazioni delle delegazioni. La base M5s, da cui si sono già alzate grida di rivolta verso un accordo con i dem e quella del Pd, che riflette le divisioni tra le minoranze e registra l'avversità di Matteo Renzi e dei suoi verso la dichiarazione "troppo aperturista" di Martina, saranno davanti alla tv per soppesare ogni parola. Per i grillini Fico può essere una garanzia, ma al tempo stesso la sua rivalità con Di Maio può giocare un ruolo determinante.In verità, sembra molto fragile il dialogo avviato. Si registra però lo scongelamento della posizione aventiniana dei dem, con la condizione pregiudiziale posta dal "reggente" Martina: i 5 Stelle chiudano definitivamente il forno con la Lega e si parta dal programma. Linea, peraltro, che dovrà essere approvata dalla direzione del Pd e già viene contestata dall'ala renziana. "Ascolteremo Fico e cercheremo di rendere più chiara questa fase - dice, cauto, Martina -, che è propedeutica e non fornirà risposta definitiva. Non so se ce la faremo".Appena avuta la richiesta Di Maio si è affrettato a dichiarare ormai "impraticabile" l'alleanza con Lega e centrodestra (anche se i rumors dicono il contrario), ignorando gli appelli di Matteo Salvini che cerca di mantenere aperto il canale. Anche per il M5s, che fatica a conciliare le sue diverse anime, si deve partire dal programma, ma mentre i dem propongono quello loro e non accettano una sconfessione del passato, i grillini hanno confezionato il "contratto alla tedesca", pur annacquando molto le loro posizioni, a partire dal reddito di cittadinanza, che ha rappresentato la base della campagna elettorale.
Scioperi, Stirpe (Confindustria): la stretta trasporti tutela i cittadini
Economia
Oggi 26-04-18, 08:19

Scioperi, Stirpe (Confindustria): la stretta trasporti tutela i cittadini

Maurizio Stirpe, lei è vice presidente di Confindustria con deleghe per il settore del lavoro e le relazioni industriali, come valuta dal suo osservatorio la stretta sugli scioperi nei...
"Milano già antirazzista. La tavolata di Majorino? Spot a uso personale"
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Oggi 26-04-18, 08:18

"Milano già antirazzista. La tavolata di Majorino? Spot a uso personale"

Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare. Il suo alter ego in Comune, Pierfrancesco Majorino, organizza per il 23 giugno una "tavolata antirazzista" da 2,6 km per 50mila stranieri al parco Sempione, forse entrerà nel Guinness dei primati. Ha in mente anche lei di battere qualche record?"I record che vorrei battere da assessore ai Servizi sociali sono altri, come riuscire a prendermi carico di tutti i pazienti cronici della Regione, aiutare i bimbi autistici che oggi sono in lista d'attesa perchè abbiamo difficoltà a reperire risorse".Come giudica l'iniziativa antirazzista?"Intanto inutile perchè Milano è già antirazzista e multietnica, è nel suo dna, non lo deve nè affermare nè confermare. E lancia pure un messaggio dagli effetti devastanti".Perché?"Il tema del sostegno concreto a chi ha bisogno non si può gestire con effetti da palcoscenico, con iniziative demagogiche. Il grosso problema che abbiamo oggi è la scarsità di risorse, non ci consentono di aiutare al meglio i bambini, gli anziani, le persone in difficoltà di qualsiasi nazionalità che sono nate o vivono sul territorio. Possiamo garantire un'assistenza di qualità a un numero ristretto di persone e non all'infinito. Per questo serve una politica molto rigorosa in tema di accessi, anche in una regione fortemente solidale e sostenuta dal mecenatismo come la Lombardia. Se il messaggio è che basta sedersi in una grande tavolata stile festa dell'Unità per dire che si possono sostenere le difficoltà di tutti, garantire una soluzione sanitaria a tutti, è sbagliato e grave, tanto più se a lanciarlo è un assessore al Welfare. Se si dice che c'è posto per i migranti economici e per chi è senza permesso di soggiorno si penalizza chi è qui da tempo in modo regolare".Majorino sostiene invece che le polemiche del centrodestra sono becere. Avevate già criticato la marcia pro migranti del 20 maggio 2017, questa iniziativa chiuderà un intero mese di eventi dal titolo "Senza muri"."Ripeto che un'iniziativa come la tavolata antirazzista è inutile, è solo propaganda per Majorino. Capisco che in una fase di difficoltà del Pd voglia provare ad assumere il ruolo di leader territoriale della sinistra, ma farlo da assessore impiegando le forze migliori della società mi sembra il modo più sbagliato. Se vuole prendere il posto di Maurizio Martina o di Matteo Renzi prego, ma senza mettere in piedi questi spot istituzionali".Il sindaco ha già garantito che il Comune non spenderà nulla, le spese per la manifestazione saranno sostenute dagli sponsor. Bene no?"Non ci si può nascondere dietro alla giustificazione che Palazzo Marino non spenderà soldi. Se fai un richiamo agli sponsor per operazioni di immagine distrai risorse private da altre emergenze. Perchè piuttosto non si fa un appello al mecenatismo per aiutare un maggior numero di anziani in difficoltà a pagare la bolletta o per ristrutturare più alloggi nelle case popolari, per i centri di aiuto per il disagio mentale o per affrontare il tema delle dipendenze?".