Giornali: notizie dell'ultima ora

07:56 | Sarno, mega incendio: ipotesi "bravata" di alcuni ragazzi
Primo Piano
Oggi 22-09-19, 07:51

07:56 | Sarno, mega incendio: ipotesi "bravata" di alcuni ragazzi

22.09.2019 - Per molte ore il fronte di fuoco sul monte Saretto ha tenuto col fiato sospeso la popolazione di Sarno (Salerno). Ora la paura è passata ed è tempo di lasciare spazio alle indagini: è stato aperto un fascicolo da parte della Procura di Nocera Inferiore. Sarebbero stati individuati due giovanissimi, che potrebbero essere legati all’incendio che ha devastato il Saretto. Tutto sarebbe partito da una "bravata", trasformatasi in un disastro.
Le previsioni del tempo per domenica 22 settembre 2019: il Meteo di Rainews24
Attualità
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Il meteo di Rainews24
Terremoto nel Maceratese, scossa di magnitudo 3.0 a Castelsantangelo sul Nera
Oggi 22-09-19, 07:49

Terremoto nel Maceratese, scossa di magnitudo 3.0 a Castelsantangelo sul Nera

Il sisma è stato registrato a una profondità di 11 chilometri. Gli altri comuni più vicini all'epicentro sono Norcia e Arquata del Tronto. Ieri sera …
Le temperature scendono e arrivano i capi smart per stare caldi: tutte le novità
Oggi 22-09-19, 07:48

Le temperature scendono e arrivano i capi smart per stare caldi: tutte le novità

Dalla sciarpa smart al giubbotto connesso, ma anche i guanti bluetooth per usare lo smartphone tenendo le mani al caldo, così la tecnologia ci aiuta ad affrontare il freddo
Chi è Junko Tabei, la prima donna ad aver scalato l’Everest
Tecnologia
Oggi 22-09-19, 07:46

Chi è Junko Tabei, la prima donna ad aver scalato l’Everest

Google ricorda l’alpinista scomparsa nel 2016 a 77 anni. Tra i suoi primati anche le Seven Summits, le sette cime più alte al mondo
Così la mafia del legname sta uccidendo l'Amazzonia. Un rapporto
Estero
Oggi 22-09-19, 07:45

Così la mafia del legname sta uccidendo l'Amazzonia. Un rapporto

Violenza e impunità stanno mettendo a repentaglio l'impegno nella lotta globale al cambiamento climatico. La deforestazione dell'Amazzonia brasiliana ha come origine l'attività lucrativa, guidata soprattutto da reti criminali, che minaccia e attacca funzionari governativi, difensori delle foreste ma anche indigeni che cercano di tutelare questo immenso polmone verde. In tutto ciò, il governo non riesce a mettere in campo strategie di tutela e protezione efficaci. A scriverlo, nero su bianco, è la Human Rights Watch. "I brasiliani che difendono l'Amazzonia stanno affrontando minacce e attacchi da reti criminali impegnate nel disboscamento illegale", sottolinea Daniel Wilkinson, direttore dell'organizzazione internazionale. "La situazione non fa che peggiorare sotto l'egida del presidente Bolsonaro, il cui assalto alle associazioni ambientaliste del paese sta mettendo a rischio la foresta pluviale. Le reti criminali hanno la capacità logistica di coordinare su larga scala l'abbattimento, la lavorazione e la vendita di legname, e questo attraverso il dispiegamento di uomini armati che puntano a intimidire e, in alcuni casi, uccidere coloro che cercano di intralciare i loro piani". Dal momento che si tratta della più grande foresta tropicale esistente, l'Amazzonia svolge un ruolo fondamentale nel mitigare i cambiamenti climatici grazie all'assorbimento e all'immagazzinamento della CO2. Se bruciata o disboscata, la foresta non solo cessa di svolgere questa funzione, ma rilascia nell'atmosfera l'anidride carbonica precedentemente immagazzinata. "L'impatto degli attacchi ai difensori della foresta del Brasile si estende ben oltre l'Amazzonia", Wilkinson ha detto. "Fino a quando il paese non affronterà la violenza e l'illegalità che facilitano il disboscamento illegale, la distruzione della più grande foresta pluviale del mondo continuerà incontrollata". Le promesse e gli impegni del Brasile Il 23 settembre 2019 le Nazioni Unite terranno un vertice per discutere gli sforzi globali per mitigare il cambiamento climatico. Come contributo a tali sforzi, il Brasile nel 2016 a Parigi si era detto pronto a bloccare la deforestazione illegale in Amazzonia entro il 2030. Dal 2004, lo stato ha un programma deputato alla protezione dei diritti umani e dei difensori dell'ambiente. Tuttavia i funzionari governativi intervistati dalla Human Rights Watch hanno convenuto che il programma fornisce una tutela poco significativa, quasi assente. L'ultimo report della Human Rights Watch "Mafie della foresta pluviale: Come la violenza e l'impunità Fuel Deforestation in Brasile Amazon" è l'ultimo rapporto dell'associazione. Un documento che in 170 pagine testimonia come il disboscamento illegale da parte di gruppi criminali, chiamati "Ipê mafias" (espressione che si riferisce all'albero Ipê il cui legno è tra i più pregiati e ricercati dai taglialegna), e i conseguenti incendi boschivi siano collegati tanto agli atti di violenza e di intimidazione contro i difensori delle foreste quanto all'incapacità dello Stato di condannare tali crimini. "Fino a quando si avrà questo livello di violenza, illegalità e impunità - sottolinea l'autore del report Cesar Muñoz Acebes - sarà impossibile per il Brasile arginare la deforestazione. Queste reti criminali attaccheranno chiunque li intralcerà”. L'inchiesta Human Rights Watch ha intervistato più di 170 persone, tra cui 60 membri delle comunità indigene e altri residenti locali negli stati di Maranhão, Pará e Rondônia. I ricercatori hanno ascoltato decine di funzionari governativi a Brasilia e in tutta la regione amazzonica. Tra questi, molti hanno fornito resoconti interni confessando che le politiche del presidente Bolsonaro stanno minando gli sforzi di applicazione nel campo della tutela ambientale. "Durante il suo primo anno in carica - si legge nel report - Bolsonaro ha ridotto l'applicazione delle leggi ambientali, indebolito le associazioni federali ambientaliste, e duramente criticato coloro che - organizzazioni e liberi cittadini - s'impegnano e si sono impegnati a preservare la foresta pluviale". Negli ultimi dieci anni, più di 300 persone sono state uccise nel contesto di conflitti per l'uso della terra e delle risorse amazzoniche. Di questi omicidi gran parte sono da attribuire all'azione di persone coinvolte nel disboscamento illegale. A dirlo è la Commissione Pastorale della Terra, un'organizzazione senza scopo di lucro impegnata nella promozione "della conquista dei diritti e della terra, della resistenza nella terra, della produzione sostenibile". Inadeguate indagini sugli omicidi e le minacce di morte Human Rights Watch ha documentato 28 omicidi - più 4 tentati omicidi e oltre 40 casi di minacce di morte - che, con ogni probabilità, vedono i taglialegna locali come esecutori materiali dei crimini. La maggior parte degli omicidi si sono verificati negli ultimi cinque anni: tra le vittime compaiono agenti di controllo ambientale, membri di comunità indigene e liberi cittadini che avevano denunciato alle autorità episodi di disboscamento illegale. I responsabili di questi atti criminali raramente sono stati consegnati alla giustizia. Degli oltre 300 omicidi registrati dal CPT, 14 sono stati processati mentre dei 28 documentati dalla Human Rights Watch, solo due. Questa mancanza di responsabilità è dovuta in gran parte al fatto che la polizia non ha condotto indagini adeguate. La polizia locale, dal canto suo, pur riconoscendo il fallimento, ha sostenuto che gli omicidi hanno avuto luogo in aree remote non sottoponibili ad alcuna attività investigativa. Eppure la Human Rights Watch ha documentato omissioni eclatanti anche nelle indagini sugli omicidi avvenuti nelle città, non lontano dalle stazioni di polizia. Tra le omissioni denunciate, l'organizzazione internazionale ha segnalato anche la mancata esecuzione di diverse autopsie. Il ruolo degli indigeni e dei residenti locali Le comunità indigene e gli altri residenti locali hanno svolto un ruolo importante nel tentativo di contenere la deforestazione, allertando le autorità sulle attività di disboscamento illegale che altrimenti non sarebbero mai state segnalate. Tuttavia,l'attuale ridimensionamento dell'applicazione ambientale incoraggia il disboscamento illegale e contemporaneamente obbliga la popolazione locale ad assumere un ruolo da protagonista nella difesa delle foreste. Così facendo, però, viene esposta ad un rischio troppo alto. "C'è una totale mancanza di persone, risorse, logistica. Una mancanza di volontà", ha detto Antonio de Oliveira,  agente di polizia federale, ora in pensione, precedentemente in servizio presso l'agenzia indigena Funai. Per lungo tempo ha lavorato con i Guardiani, una brigata di indigeni Guajajara che ha espulso i taglialegna dalla riserva di Araribóia nello stato di Maranhão, a est dell'Amazzonia. Secondo Oliveira, le attività illegali dei taglialegna sono diventate più sfrontate da quando Bolsonaro ha lanciato forti attacchi alle associazioni ambientaliste del paese. "La situazione è peggiorata", sottolinea. "C'è una sorta di incoraggiamento dei taglialegna all'azione, all'invasione". Alcuni dei casi documentati nella relazione Gilson Temponi, presidente di un'associazione di agricoltori a Placas (nello stato del Pará che ospita il Parco Nazionale dell'Amazzonia), nel 2018 ha denunciato al pubblico ministero il disboscamento illegale e le minacce di morte da parte dei taglialegna. Nel dicembre di quell'anno, due uomini hanno bussato alla sua porta e gli hanno sparato. Eusebio Ka'apor, leader del popolo Ka'apor che ha aiutato a organizzare pattuglie forestali per impedire ai taglialegna di accedere nell' Alto Turiaçu (territorio indigeno nello stato di Maranhão), è stato ucciso nel 2015. Poco dopo la sua morte, sei dei sette membri del Consiglio di Governo del Ka'apor, che coordina le pattuglie, hanno ricevuto minacce di morte da parte dei taglialegna locali. Osvalinda Pereira e suo marito, Daniel Pereira, entrambi piccoli agricoltori, hanno ricevuto minacce di morte per quasi un decennio da quando hanno iniziato a denunciare il disboscamento illegale portato avanti nello stato di Pará da una rete criminale. Nel 2018 hanno trovato due tombe, sotterrate nel loro giardino, segnalate da due croci di legno. Dilma Ferreira Silva, attivista ambientalista dello stato di Pará, e altre cinque persone sono state uccise nel 2019 sotto indicazione - secondo la polizia - di un proprietario terriero coinvolto nel disboscamento illegale. Temeva che Silva e gli altri avrebbero segnalato le sue attività criminali. La deforestazione sotto il governo Bolsonaro Durante i primi otto mesi di mandato di Bolsonaro, la deforestazione è quasi raddoppiata rispetto allo stesso periodo del 2018. Nell'agosto 2019, gli incendi forestali legati alla deforestazione hanno raggiunto una portata che non si registrava dal 2010. Si tratta di incendi che non si verificano naturalmente nell'ecosistema umido del bacino amazzonico. Piuttosto, sono attivati da individui intenzionati a completare il processo di disboscamento nei siti in cui gli alberi sono già stati rimossi. Il presidente Bolsonaro ha promesso "tolleranza zero" nei confronti della criminalità ambientale. Tuttavia sia lui che i suoi ministri hanno anche definito la preoccupazione internazionale per l'Amazzonia "un attacco alla sovranità brasiliana". A loro dire, per risolvere il problema servirebbe un maggiore investimento nello sviluppo della regione. Quale futuro La posta in gioco, e gli effetti della resa dei conti tra i difensori della foresta e queste reti criminali, si estende ben oltre l'Amazzonia. Anche al di là dei confini brasiliani. Venerdì scorso il ministro degli Esteri, Ernesto Araújo, e il segretario di Stato degli Stati Uniti, Mike Pompeo, hanno accettato di promuovere lo sviluppo del settore privato in Amazzonia e hanno annunciato l'attivazione di un fondo, per la conservazione della biodiversità, di 100 milioni di dollari. Lo stesso giorno, il ministro delle Finanze Paulo Guedes ha definito, davanti la stampa estera, non così attenta e puntuale "la scienza che si occupa di cambiamento climatico". Poi, però, ha corretto il tiro sottolineando: "Ci impegneremo nello svilluppo sostenibile dell'Amazzonia".
Caldo e umidità: il meteo per il GP Singapore
Oggi 22-09-19, 07:45

Caldo e umidità: il meteo per il GP Singapore

Caldo e umidità: il meteo per il GP SingaporePer la gara di Marina Bay le condizioni dovrebbero essere le stesse dei due giorni di prove. Caldo e umidità potrebbero ancora regalare gioie alla Ferrari, su un circuito che rimane favorevole a Mercedes e Red Bull. ll GP di Singapore in diretta domenica alle 14.10 su Sky Sport F1 (canale 207) e Sky Sport Uno (canale 201) GRIGLIA DI PARTENZA - VIDEO. IL GIRO DI LECLERC LE PAROLE: LECLERC - VETTEL - BINOTTO - HAMILTON GUIDA TV - DAL 20 SETTEMBRE DAZN1 SUL CANALE 209 DI SKY Parole chiave: formula 1,GP SINGAPORE
07:33 | Governo, Renzi: investimenti green ma senza aumentare le tasse
Primo Piano
Oggi 22-09-19, 07:43

07:33 | Governo, Renzi: investimenti green ma senza aumentare le tasse

22.09.2019 - "C'è da evitare l'aumento dell'Iva, da combattere l'evasione, da investire sull'ambiente ma senza aumentare le tasse: parliamo di cose serie, nessuno viva di paure. Questa legislatura arriverà al 2023 e questo governo deve sfruttare la tranquillità dei mercati e dell'Europa". Lo afferma Matteo Renzi che, ritornando sulla nascita di Italia Viva, aggiunge: "Mandato a casa Salvini e portato il Pd al governo, dovevamo fare chiarezza in casa nostra".
La dieta senza glutine: dal sorgo all'amaranto, tutti i cereali da portare in tavola in 7 ricette
Oggi 22-09-19, 07:43

La dieta senza glutine: dal sorgo all'amaranto, tutti i cereali da portare in tavola in 7 ricette

Cook offre una selezione di piatti e idee per chi ama mangiare sano senza rinunciare al piacere della buona cucina. Scopri tutte le ricette.
Google avrebbe raggiunto la "supremazia quantistica". Cos'è e cosa vuol dire
Economia
Oggi 22-09-19, 07:43

Google avrebbe raggiunto la "supremazia quantistica". Cos'è e cosa vuol dire

Google ha annunciato di aver costruito un computer quantistico in grado di risolvere calcoli più velocemente del più potente computer oggi in commercio. È la prima volta che accade. Chi ha avuto modo di leggere un documento apparso venerdì e poi rimosso dal blog ufficiale del motore di ricerca, ha letto che il processore sviluppato dei ricercatori di Mountain View avrebbe risolto in 3 minuti un calcolo che il Summit di Ibm, attualmente la macchina più potente al mondo, avrebbe potuto risolvere in non meno di 10.000 anni. La società avrebbe così ottenuto per la prima volta quella viene chiamata la “supremazia quantistica”, cioè la capacità di un processore quantistico di risolvere problemi altrimenti non risolvibili se non con calcoli che necessitano tempi di elaborazione enormi: “Questo esperimento rappresenta il primo calcolo computazionale che può essere risolto solo da un processore quantistico”, si leggeva nel documento. Google a distanza di 24 ore dalla messa online del documento non ha smentito la notizia che il Financial Times è riuscito a dare prima il documento fosse rimosso. Ma che la società fosse vicina alla supremazia quantistica era qualcosa di cui molti erano già piuttosto certi. Ora manca ancora l'ufficialità, come manca la validazione della comunità scientifica. Ma oggi è lecito pensare che quello che fino a qualche anno fa era poco più di un progetto teorico, cioè che fosse possibile creare un computer con la logica della fisica quantistica e non con quella della fisica classica, oggi sia una realtà. “La notizia è da accogliere con cauto ottimismo. Quello che lascia intendere però è che ci sono le condizioni per la supremazia quantistica”, commenta ad Agi Raffaele Mauro, managing director di Endeavor Italia. “Da quello che risulta dal paper di Google, sembra che il il computer quantistico sia stato in grado di risolvere un problema di complessità enorme in duecento secondi. Questo però non vuol dire che possa risolvere tutte le tipologie di problemi. E ovviamente nemmeno che a breve avremo personal computer quantistici”.   Cos'è un computer quantistico e come funziona Un computer quantistico usa le leggi della meccanica quantistica per fare i calcoli e risolvere problemi. Se i computer classici hanno come unità fondamentale il bit e la logica binaria (fatta di successioni di 0 e 1), i computer quantistici hanno il qubit, che grazie alla sovrapposizione di strati quantistici possono ‘essere' 0 e 1 contemporaneamente, in strati diversi. Il numero di stati che può rappresentare un qubit è enormemente superiore ai due stati 0 e 1. Mettendo insieme più qubit il numero di stati possibili elaborati nel tempo aumenta enormemente. Un esempio: immaginate di cercare la parola ‘quantistico' in un documento. Anche se non ce ne accorgiamo, il computer classico procede riga per riga a cercare quella parola. E la trova un numero x di volte in un'unità di tempo. Il computer quantistico è come se avesse davanti tutte le pagine del documento contemporaneamente, su ‘strati' diversi, riducendo di molto i tempi di risoluzione dell'operazione richiesta. Questa capacità, che può risultare non fondamentale nella ricerca di una parola nel testo, può esserlo se il problema da risolvere è molto più grande. Come il calcolo risolto dal computer di Google. Un altro modo per immaginare un qubit - secondo un fisico intervistato da Wired - è la sfera: se i bit classici possono essere in due posizioni della sfera, i poli opposti, un qubit è come se rappresentasse tutti gli stati della la superfice della sfera nel suo complesso contemporaneamente.    Storia dell'idea di un computer quantistico “L'idea di un computer quantistico nasce negli anni 80. Alcuni fisici e matematici hanno cominciato a chiedersi: siamo nell'era dell'informazione, ma come sarebbe un computer in grado di seguire le logiche della fisica quantistica invece che quelle della fisica classica?”, ricorda Mauro, che al tema ha dedicato alcune pubblicazioni. Cominciano i primi esperimenti. “Negli anni 90 vengono scritti i primi algoritmi che potrebbero essere risolti sfruttando logica e potenza di computer quantistici”. Siamo ancora nel campo delle ipotesi. “Poi nel 2000 comincia la competizione vera dei gruppi di ricerca, pubblici e privati. Nascono le prime startup che costruiscono i circuiti quantistici. I qubbit non sono più roba teorica. Nell'ultimo decennio i primi computer e una sfida che ora coinvolge le più grosse società informatiche al mondo. L'annuncio di Google sembra aver posto fine a questa sfida. E aperto una nuova era”.   Cosa succede ora? Ma cosa può succedere ora? “Il problema che hanno risolto potrebbe avere nell'immediato qualche implicazione nei processi di ottimizzazione e nella crittografia. I problemi di ottimizzazione sono molto diffusi nell'industria e nella finanza, dalla logistica all'analisi dei dati. Immagino implicazioni nel breve periodo nel machine learning (apprendimento delle macchine). Ma nel lungo termine potrebbero essere risolti problemi complessi di chimica, o simulare nuovi materiali, farlo coi computer quantistici sarebbe interessante perché simulano sistemi quantistici loro stessi. Potrebbero arrivare da queste ricerche nuovi farmaci, per esempio”, ipotizza Mauro. Eppure difficile pensare che domani avremo un computer quantistico in casa: “La cosa più verosimile è che questi servizi per ora saranno accessibili nel cloud. Amazon, Google e Microsoft nel prossimo periodo potrebbero erogarli da lì”. In che modo? “Magari un'azienda ha bisogno di trovare un materiale per costruire qualcosa. Sarebbe un caso di problema complesso da risolvere: trovare il materiale perfetto per un compito particolare. L'azienda potrebbe non avere un computer quantistico suo ma allacciarsi al cloud, immettere i dati e fare in modo che il cloud computing li elabori. Ma per i consumatori diretti al momento non vedo molte possibilità di averne uno”, continua Mauro. “Anche perché si tratta di tecnologie costosissime, che lavorano a zero gradi centigradi”. Insomma, c'è da aspettare.   Il contributo dell'Italia Stati Uniti, Cina e Europa hanno già da qualche anno cominciato a creare delle istituzioni dedicate al quantum computing. E l'Italia sta facendo la sua parte: “Il nostro paese in questo momento ha molti svantaggi, ma note di primo livello: una scuola di fisica molto buona, con il Cnr di Milano che sta lavorando molto sul tema del computer quantistico. Ma anche manager di primo livello, come Simone Severini che è il capo del Quantum computing di Amazon”, conclude.
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Oggi 22-09-19, 07:41

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Jackie Chan, Adjani & Co.  Oggi «la Lettura» è in edicola Le anticipazioni:  il video
Cultura e Spettacolo
Oggi 22-09-19, 07:19

Jackie Chan, Adjani & Co.  Oggi «la Lettura» è in edicola Le anticipazioni: il video

Jackie Chan, Mauro Corona, Licia Troisi, Daisy Johnson, Tracey Emin, Isabelle Adjani, Francesco Piccolo e Behrouz Boochani sono tra i protagonisti del supplemento #408, in edicola da domenica 22 a sabato 28 settembre. Qui una frase tratta dai contenuti a loro dedicati