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Andrea Stella porta la nuova McLaren nel mistero della Formula 1 2026
Oggi 22-01-26, 13:22
La McLaren campione del mondo è là fuori, esposta insieme alle sue sorelle che nella storia hanno consentito al team di Woking di conquistare 13 titoli Piloti e 10 Costruttori. Sulla monoposto che dovrà difendere i due Mondiali conquistati lo scorso anno non ci sarà neppure un bullone della MCL39. La rivoluzione regolamentare più grande della storia della Formula 1 costringe tutti a ripartire da zero. Chi aveva vinto e chi aveva perso. “Non ci siamo mai trovati davanti a un cambiamento così ampio e simultaneo. Ogni singolo elemento della vettura è stato ripensato. Siamo campioni in carica, ma nel 2026 tutti partiranno dai blocchi di partenza: ogni risultato andrà riguadagnato in pista”, racconta Andrea Stella, il team principal che in tre anni ha trasformato una squadra che, a inizio 2023 faticava a passare il taglio in Q1. Lunedì si riparte con una settimana di test a porte chiuse a Barcellona dove ogni team avrà la possibilità di girare in tre dei cinque giorni in calendario. Un primo assaggio di quel che si vedrà poi in diretta tv nelle due sessioni di test in Bahrain e poi in Australia l’8 marzo nella prima delle 24 gare in calendario. Cambiano aerodinamica (non più auto a effetto suolo), power unit (con la parte elettrica che sale al 50 per cento della potenza totale), benzine (sintetiche), freni, gomme e regolamento sportivo con un nuovo vocabolario da mandare a mente: esce un termine come Drs (e non ne sentiremo la mancanza), entrano parole come overtake mode e boost mode. Saranno i piloti a gestire le ali mobili azionandole direttamente dal volante per tentare un sorpasso o per difendersi, ma dovranno fare attenzione a gestire l’energia per non restare a secco sul più bello… “Potrà sembrare strano vedere una vettura sorpassarne un’altra con estrema facilità – spiega Stella - ma spesso la spiegazione sarà nella gestione della batteria: una macchina può avere energia disponibile mentre quella davanti è quasi scarica. Questo aggiunge nuove dinamiche al racing”. Stella e i suoi ingegneri sono convinti che all’inizio più del tempo realizzato e della posizione in classifica conterà la comprensione dell’auto da parte dei piloti e dei tecnici. “Il vero indicatore di successo all’inizio non sarà una posizione in classifica, ma la coerenza tra ciò che prevediamo con i nostri simulatori e ciò che vedremo in pista”. Anche il comportamento dinamico delle vetture cambierà rispetto al passato. Dopo le monoposto alte da terra dell’era pre 2021 e quelle estremamente sensibili all’altezza dell’èra effetto suolo, le auto 2026 offriranno maggiore libertà di assetto. Questo permetterà di lavorare di più sul bilanciamento e sull’handling senza penalizzare eccessivamente le prestazioni, introducendo al tempo stesso nuove sfide legate al recupero di energia in frenata. “All’inizio sarà una fase di apprendimento per tutti. Vedremo probabilmente manovre inattese e una maggiore variabilità nelle situazioni di gara”, spiegano da casa McLaren. “Il pilota avrà un ruolo centrale, ma l’obiettivo è semplificare la complessità attraverso strumenti e procedure chiare, evitando un sovraccarico operativo”, spiega Stella. Scopriremo strada facendo se i piloti si trasformeranno in videogiocatori o resteranno quelli che una volta Enzo Ferrari chiamava i cavalieri del rischio. Oggi nessuno lo ha ancora capito, nessuno si azzarda in previsioni sul tema perché la nuova Formula 1 2026 è davvero un mistero per tutti. La McLaren, intanto, si è portata avanti ribadendo che neppure quest’anno ci sarà una prima guida. Nonostante la presenza di un campione del mondo nulla cambierà. Papaya rules erano e papaya rules saranno. “Continueremo a correre seguendo le nostre regole – ha spiegato Stella - Abbiamo vinto a modo nostro con correttezza, sportività, pari opportunità ed è giusto continuare così. I piloti sono d’accordo e abbiamo rivisto certe decisioni prese lo scorso anno per verificare che fossero corrette. Abbiamo trovato qualche dettaglio migliorabile, ma nulla di grosso”. Almeno da quel punto di vista nulla cambierà. La McLaren vuole continuare a vincere a modo suo, senza scegliere tra i due piloti. Mai come quest’anno ci sarà bisogno di una coppia che sappia lavorare bene insieme e con gli ingegneri perché quello che ci attende è davvero un salto nel buio senza precedenti.
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