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Estero
Israele ha ucciso il primo ministro Houthi in un raid aereo a Sanaa
Oggi 29-08-25, 08:37
Un raid aereo israeliano ha colpito giovedì 28 agosto un appartamento a Sanaa, nello Yemen, uccidendo Ahmed Ghaleb Nasser al Rahawi, primo ministro del governo Houthi, insieme a funzionari civili e militari di vertice. Lo riferiscono fonti locali e media internazionali, confermate dal ministero della Difesa israeliano che parla di “obiettivi militari del regime Houthi”, senza però fare nomi. Secondo il Jerusalem Post, l’attacco ha centrato un incontro di alto livello, durante il quale i presenti seguivano un discorso televisivo del leader del movimento, Abdul-Malik al Houthi. Tra le vittime ci sarebbero anche il ministro della Difesa e comandanti militari. Chi era Ahmed al Rahawi Ahmed Ghaleb Nasser al Rahawi era legato al partito del General People’s Congress, nella sua fazione filo-Houthi. Originario del governatorato di Abyan, figlio di una famiglia con radici tribali – suo padre, Ghaleb Nasser al Rahawi, era stato ucciso negli anni Settanta – aveva costruito la propria carriera nell’amministrazione locale. Per oltre quindici anni ricoprì incarichi di rilievo nei governi provinciali, come direttore e presidente del consiglio distrettuale di Khanfar, vicegovernatore di Al Mahwit e poi di Abyan. Nel 2015 subì un attentato che distrusse la sua abitazione a Ba Tays e ferì alcuni membri della famiglia. Da quel momento si trasferì a Sanaa, dove si avvicinò progressivamente alla leadership Houthi. Nel 2019 entrò a far parte del Consiglio politico supremo, organo esecutivo del movimento, e cinque anni più tardi, nell’agosto 2024, fu scelto come primo ministro del cosiddetto “governo del Cambiamento e della Costruzione”, guidato dagli Houthi e contrapposto a quello riconosciuto a livello internazionale. La sua figura era considerata soprattutto amministrativa e politica, più che militare. Nonostante ciò, la sua nomina a capo del governo de facto di Sanaa lo aveva reso uno dei volti più visibili dell’autorità Houthi nella capitale. È rimasto in carica fino al 28 agosto 2025, quando è stato ucciso insieme ad altri alti funzionari in un raid aereo israeliano su un appartamento di Sanaa. La sua morte, pur non destinata a cambiare direttamente gli equilibri operativi sul campo, rappresenta un colpo di forte impatto simbolico contro la dirigenza del movimento. Effetto strategico o simbolico Israele ha intensificato i raid su Sanaa nelle ultime settimane, in risposta a lanci di missili e droni Houthi contro obiettivi israeliani e interessi nel Mar Rosso. Il raid è solo l’ultimo di una lunga serie di risposte da parte di Israele a decine di attacchi missilistici e via drone da parte degli Houthi sin dal 2023. L'attacco israeliano e la decapitazione della leadership Houthi rischia però di aprire una nuova fase di escalation: se da un lato Israele rivendica la precisione dell’operazione, dall’altro i ribelli potrebbero aumentare la pressione militare nella regione. Mentre l’effetto simbolico è indiscutibile, il vero test sarà se questa operazione eroderà la capacità operativa degli Houthi o sarà semplicemente un altro episodio nella spirale delle rappresaglie.
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