s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Estero
La pericolosa dipendenza del governo inglese dall'americana Palantir
Oggi 30-01-26, 06:08
Questa inchiesta è stata pubblicata da The Nerve, un nuovo sito britannico di giornalismo investigativo fondato da cinque ex giornaliste del Guardian (e dell’Observer, l’edizione domenicale): Carole Cadwalladr, Sarah Donaldson, Jane Ferguson, Imogen Carter e Lynsey Irvine. Carole Cadwalladr, nel 2018, fu la prima a svelare il ruolo che la società di dati Cambridge Analytica aveva avuto nella vittoria della Brexit e nella prima vittoria di Donald Trump (entrambe nel 2016) utilizzando i dati di milioni di utenti di Facebook senza il loro consenso. Cadwalladr ha anche pubblicato molte inchieste sull’ingerenza della Russia nel referendum del 2016 e in generale nella politica britannica. Per queste sue inchieste è finita in tribunale (dove infine le è stato dato ragione) e ha perso il suo lavoro all’Observer. Ha cofondato The Nerve nell’autunno del 2025. La dipendenza del Regno Unito da Palantir, la controversa azienda americana di sorveglianza dei dati, è una “vistosa vulnerabilità per la sicurezza nazionale”, hanno dichiarato parlamentari ed esperti di tecnologia, mentre un’inchiesta di The Nerve rivela quanto in profondo sia radicata questa azienda nelle infrastrutture nazionali strategiche del Regno Unito. La nostra inchiesta mostra che Palantir, cofondata da Peter Thiel, uno degli alleati più fedeli del presidente americano Donald Trump, è intrecciata nelle strutture civili e di difesa britanniche in misura molto maggiore di quanto si credesse in precedenza. The Nerve ha trovato almeno 34 contratti attuali e passati in almeno dieci dipartimenti del governo britannico, consigli locali e autorità di polizia. L’indagine rivela anche contratti precedentemente non divulgati tra Palantir e Awe Nuclear Security Technologies, l’agenzia che sostiene il programma di deterrenza nucleare britannico. L’agenzia, precedentemente nota come Atomic Weapons Establishment, progetta e produce le testate nucleari trasportate dai sottomarini britannici. The Nerve ha trovato contratti del valore di 15 milioni di sterline per “supporto cloud” sulla dashboard del Crown Commercial Service, un’agenzia che lavora con l’ufficio del gabinetto di Downing Street e con fornitori esterni. Questi contratti non sono presenti sul sito ufficiale del governo per i contratti e il ministero della Difesa si è rifiutato di confermare o negare la loro esistenza. Palantir non ha risposto alle richieste di The Nerve. L’inchiesta dimostra che Palantir ha accordi in corso e storici del valore di 388 milioni di sterline con il ministero della Difesa attraverso almeno una decina di contratti ed estensioni di contratti, e più di 244 milioni di sterline con il ministero della Sanità (12 contratti/estensioni). Agenzie e autorità governative con contratti minori includono il comune di Coventry, la polizia del Leicestershire, il dipartimento dell’Agricoltura e ilprogramma “Homes for Ukraine”. Dopo che Trump ha minacciato ostilità contro la Danimarca, un alleato della Nato, oltre a dazi contro il Regno Unito e altri paesi europei che sostengono la Danimarca, alcuni esperti di tecnologia e sicurezza nazionale hanno evidenziato il pericolo di affidare capacità civili e di difesa strategiche del Regno Unito a Palantir: uno di loro ha affermato che il Regno Unito deve considerare l’azienda come un “vettore di influenza malevola”. Un altro contratto mostra una spesa minore di 250 mila sterline per il software cloud di Palantir da parte del Nuclear Propulsion Integrated Project Team (NP-IPT), un organo all’interno del ministero della Difesa “incaricato di fornire un impianto di propulsione nucleare sicuro e disponibile alla flotta di sottomarini a propulsione nucleare della Royal Navy”. Sebbene Palantir abbia da tempo attirato attenzione e critiche nel Regno Unito, in particolare per il suo coinvolgimento con l’Nhs, il sistema sanitario nazionale – inclusa la sua piattaforma dati federata, che riunisce dati personali e di altro tipo da tutto l’Nhs – la minaccia del coinvolgimento dell’azienda in programmi sia civili sia di difesa è aumentato rapidamente questa settimana. Clive Lewis, parlamentare laburista di Norwich South, molto critico nei confronti di Palantir, ha dichiarato che il Parlamento è “pericolosamente in ritardo” nel comprendere questa minaccia, aggiungendo: “Dopo le fratture geopolitiche di questa settimana, è una vistosa vulnerabilità per la sicurezza nazionale e francamente, uno scandalo”. Palantir è esplicita riguardo alla missione ideologica di difendere l’America e “l’occidente”. In una conference call sugli utili dell’anno scorso, il cofondatore e ceo Alex Karp ha dichiarato che “stiamo dedicando la nostra azienda al servizio dell’occidente e degli Stati Uniti d’America”. Ha aggiunto che a volte è necessario “spaventare i nemici e, occasionalmente, ucciderli”. Thiel è stato il primo sostenitore di alto profilo di Donald Trump nella Silicon Valley, ha contribuito alle sue campagne elettorali e ha sostenuto finanziariamente il vicepresidente J. D. Vance nel corso degli anni. Il software di Palantir è stato utilizzato dall’Ice, l’agenzia federale americana anti immigrazione, per anni, con nuove indagini che rivelano come venga utilizzato per individuare e localizzare gli immigrati. Thiel ha sostenuto pubblicamente il governo autoritario, affermando di non credere “più che libertà e democrazia siano compatibili”. Chris Kremidas-Courtney, senior visiting fellow presso l’European Policy Centre ed ex consigliere della Nato, ha affermato che “incorporare Palantir nei sistemi del ministero della Difesa britannico è rischioso non perché si tratta di un’azienda straniera ma perché è un’azienda controllata da Peter Thiel, un miliardario ideologo con affiliazioni di estrema destra: “Invece di vedere Palantir come un fornitore, il Regno Unito farebbe bene a vederlo invece come un vettore di influenza maligna”. Pur rifiutandosi di confermare o negare i contratti relativi alle armi nucleari, un portavoce del ministero della Difesa ha dichiarato: “Tutti i dati utilizzati e sviluppati nel software di Palantir implementato nel ministero rimangono sovrani e sotto la proprietà del ministero della Difesa. Abbiamo messo in atto ampie misure di sicurezza e protezione dei dati per garantire che le informazioni sulla difesa del Regno Unito siano gestite in modo appropriato”. Ma gli esperti di sicurezza nazionale e tecnologia contestano tale affermazione: uno di loro la definisce “ingenuamente inadeguata” e “deliberatamente fuorviante”. Marietje Schaake, ex europarlamentare, ricercatrice presso il Cyber Policy Center dell’Università di Stanford e grande esperta dei rischi per la sicurezza nazionale della dipendenza europea dalle tecnologie statunitensi, contesta il fatto che il governo britannico possa mantenere il controllo sui propri dati se il governo americano dovesse fare delle richieste specifiche. Dice che il Cloud Act americano e il Fisa – il Foreign Intelligence Surveillance Act – “conferiscono alle forze dell’ordine e all’intelligence il diritto di accedere ai dati ovunque nel mondo se detenuti da un’azienda americana”. Schaake definisce le aziende tecnologiche americane parte della “cassetta degli attrezzi imperialista” di Trump. Il più grande cliente di Palantir dopo il governo degli Stati Uniti è il governo britannico, una dipendenza destinata ad accelerare da quando il governo britannico ha firmato una “partnership strategica” tra il ministero della Difesa e l’azienda lo scorso settembre per 240 milioni di sterline. Non c’è stata alcuna gara per questo contratto, che fu facilitato da Peter Mandelson, l’ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, fu licenziato nel settembre dello scorso anno in seguito a nuove rivelazioni sulla sua amicizia con Jeffrey Epstein. Si era anche temporaneamente dimesso dalla sua società, Global Counsel, che annovera Palantir tra i suoi clienti. Un appaltatore europeo della difesa, che ha voluto rimanere anonimo, sottolinea che ci sono stati articoli su “interruttori di emergenza” nei jet da combattimento costruiti dagli Stati Uniti, “ma non hai bisogno di un interruttore di emergenza” in nessun prodotto di difesa tecnologico, “devi soltanto aggiornare il software per renderlo inutilizzabile”. Un esperto di sicurezza nazionale americano, anche lui in forma anonima, dice che “tutte queste sciocchezze sulla proprietà dei dati sono una distrazione” e chiede: “Il Regno Unito permetterebbe alla Russia quel tipo di controllo?”. Molti critici hanno anche sottolineato che il vicepresidente esecutivo di Palantir per il Regno Unito, Louis Mosley, nipote del leader fascista britannico Oswald Mosley, ha affiliazioni politiche esplicite. L’anno scorso è apparso alla conferenza di destra Alliance for Responsible Citizenship, dove si è unito a relatori tra cui Nigel Farage, Jordan Peterson e il comproprietario di GB News (e finanziatore del forum) Paul Marshall. La “partnership strategica” di Palantir con il ministero della Difesa è solo una di una serie di “accordi di prosperità tecnologica” che erano una componente fondamentale della negoziazione di Keir Starmer con Trump per ottenere dazi commerciali più basse rispetto a quelle imposte ad altri paesi. Tali accordi includono altri alleati e sostenitori di Trump come Oracle di Larry Ellison e OpenAI di Sam Altman. Schaake sottolinea che Trump ha già militarizzato l’accesso alle aziende tecnologiche statunitensi attraverso le sanzioni. A dicembre, il dipartimento di stato americano ha imposto sanzioni a due ricercatori britannici sulla disinformazione. E’ illegale per qualsiasi azienda americana consentire a individui sanzionati di accedere ai loro servizi – tagliando fuori i ricercatori dai loro account Google e WhatsApp, per esempio, e da fornitori di servizi finanziari come Visa e Mastercard.
CONTINUA A LEGGERE
3
0
0
