s
Sport
Se l'Inter campione d'inverno gran parte del merito è dell’artigiano Christian Chivu
Ieri 09-01-26, 14:52
L’Inter è campione d’inverno. Ci è voluta l’ultima giornata del girone d’andata per dirimere la paternità dell’effimero titolo, arrivata anche grazie agli stop contemporanei di Napoli e Milan: la squadra nerazzurra non ha vinto ancora il campionato, ci mancherebbe, ma sta dicendo che ha le risorse e le qualità affinché vincerlo le sia più agevole rispetto alle due o quattro concorrenti, gravate sommariamente di infortuni, rose ristrette, amnesie difensive o ricerca di un’identità. Tanti cambi a centrocampo, finalmente di qualità quelli offensivi, una matura sicurezza europea e la creatività per sopperire alla défaillance di Denzel Dumfries: l’artigiano Christian Chivu, di un’appartenenza gaberiana, ci sta mettendo del proprio oltre il telaio ereditato da Simone Inzaghi; ma è il primo ad essere consapevole che manca un intero girone, i relativi scontri diretti e basta un cambio di umore per mandare all’aria il castello. La playlist della 19esima giornata di Serie A Dal canto loro, le sopravvissute Napoli e Milan confermano di essere dure a morire: ma non possono non rimpiangere le occasioni perdute contro l’Hellas Verona e il Genoa. Nel primo caso, al di là delle incancrenite questioni arbitrali, sarebbe bastato che Giovane Santana realizzasse uno dei due pallonetti che gli avranno fatto pensare di ripetere le gesta di Diego Maradona nello stadio a lui intitolato. Nel secondo, Massimiliano Allegri deve ringraziare sia il fatto che ormai - e grazie a lui - Rafael Leão è diventato un centravanti, sia l’inadeguatezza di Nicolae Stanciu (perché indicarlo dal dischetto, Daniele?) che ha fatto scopa con lo scavo indebito di Strahinja Pavlović e l’ennesimo strafalcione direzionale. Altrimenti il Genoa avrebbe espugnato San Siro dopo essere stato per buona parte del match dall’altra parte dell’assedio: uno stato ben spiegato, anni fa, da Michele Dalai a proposito delle avversarie del Barcelona. Del resto, chi ama essere assediato? A proposito dei blaugrana: una veloce comparazione delle altezze medie nelle loro stagioni d’oro con quelle del Como attuale, allenato dalla colonna catalana Cesc Fàbregas, alimenta la suggestione già estiva di trovarsi davanti un fenomeno poco ripetibile di tecnica, gioventù, coesione e alternative. Poche persone sottolineano come, piuttosto, la difesa lariana sia la meno battuta della Serie A: il muro è un parametro spesso decisivo per conseguire successi nel calcio italiano, seppur con la testa sospesa tra Hollywood, l’Indonesia e l’Europa. Se questo è il bello, il critico - si diceva - sta ancora dalle parti dell’Aia: anche a metà settimana i fuochi d’artificio terminali, specie in Lazio-Fiorentina e in Milan-Genoa, sono stati garantiti dalla classe arbitrale e dalla sua faticosa collaborazione con il Var. Oltre che con la realtà dei fatti. Un movimento calcistico proiettato all’organizzazione dei Campionati europei nel 2032 non può non intervenire presto e bene. Ma gli arbitri sono uomini (e donne, congratulazioni a Maria Sole Ferrieri Caputi, miglior arbitra al mondo secondo l’Iffhs), e uomini sono anche i calciatori: errare humanum, nihil umani a me alieno puto. Se è vero che senza gli errori di Lorenzo Montipò il Napoli avrebbe potuto non rimontare i gialloblu, anche il primo gol dell’Inter deve qualcosa all’errata posizione di Edoardo Corvi, estremo difensore del Parma. Per due atleti che dovranno riscattarsi, Nikola Krstović doveva attendere il proprio momento: da perfetta riserva - spare, per citare il cadetto Harry d’Inghilterra - le occasioni date dall’assenza di Gianluca Scamacca si sono trasformate per l’attaccante montenegrino in altrettante doppiette. E tra molti cannonieri ex di turno che non esultano alla propria rete, e non per l’attesa del Var, il giovane Yael Trepy del Cagliari ricorderà a lungo il suo primo, inatteso gol nella massima serie, che procura il pareggio a Cremona: ditegli di non esultare.
CONTINUA A LEGGERE
1
0
0
Guarda anche
Libero Quotidiano
Antonio Conte può preparare la sfida all'Inter da sfavorito: il suo pane
Il Foglio
05:51
Il recupero degli atleti è un grande business
Il Foglio
05:29
Dopo Rosenior al Chelsea, Severgnini all’Inter?
Il Foglio
05:09
Sinner-Alacaraz, ancora loro
Il Foglio
Ieri, 20:01
Decaro (cintura nera di Tetris) fa la sua giunta (con dentro il predecessore Emiliano)
Il Foglio
Ieri, 19:56
