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Affidamento paritetico e rifiuto genitoriale: giuristi e psicologi a confronto alla Camera dei Deputati sulla riforma del diritto di famiglia
Oggi 27-03-26, 15:48
Focus sulla riforma dell'affido condivido. Nella mattinata del 27 marzo, nella suggestiva sala della Lupa della Camera dei Deputati, si è svolto il convegno “Affidamento paritario e rifiuto genitoriale: Stato dell'arte e prospettive di Riforma”, promosso dall'Associazione Nazionale Familiaristi Italiani (ANFI). Un appuntamento che riaccende i riflettori su uno dei nodi più delicati del diritto di famiglia italiano: la reale attuazione del principio di bigenitorialità. A quasi vent'anni dall'introduzione della Legge 54/2006, che ha sancito il principio dell'affidamento condiviso, il divario tra impianto normativo e prassi applicativa resta evidente. In teoria, la legge garantisce una presenza equilibrata di entrambi i genitori nella vita dei figli; nella pratica, però, le decisioni giudiziarie continuano spesso a privilegiare modelli non paritari. Secondo quanto emerso durante il convegno, questo scollamento produce effetti concreti e rilevanti: da un lato limita il diritto dei minori a mantenere relazioni solide con entrambi i genitori, dall'altro incide anche sugli equilibri familiari, con conseguenze che coinvolgono tanto il genitore non collocatario quanto, in alcuni casi, le stesse madri. Accanto al tema dell'affidamento, ampio spazio è stato dedicato al fenomeno del rifiuto genitoriale, una dinamica complessa che può emergere soprattutto nei contesti di separazione conflittuale. Psicologi e neuropsichiatri hanno evidenziato come assetti non equilibrati possano favorire la progressiva distanza emotiva tra il minore e uno dei genitori. In alcuni interventi si è fatto riferimento anche alla cosiddetta alienazione parentale, concetto controverso ma sempre più presente nel dibattito giuridico e clinico. Gli esperti hanno sottolineato la necessità di interventi tempestivi e multidisciplinari per prevenire effetti irreversibili sullo sviluppo psicologico dei minori. Il confronto si è inserito in un quadro normativo in evoluzione. Tra i temi affrontati, il destino del DDL 832 – inizialmente calendarizzato presso la Commissione Giustizia del Senato e successivamente accantonato – e le nuove ipotesi di affidamento paritetico alternato, sostenute anche da parte della magistratura. Sul punto, la giurisprudenza della Corte di cassazione ha avuto un ruolo determinante negli ultimi anni, contribuendo a definire i confini applicativi dell'affidamento condiviso e a chiarire quando sia possibile discostarsi dal principio di parità. Uno degli elementi distintivi dell'incontro è stato l'approccio interdisciplinare. Giuristi, avvocati familiaristi, psicologi forensi, neuropsichiatri infantili e accademici si sono confrontati offrendo una lettura integrata del fenomeno. Tra i relatori, figure di primo piano come l'avvocato Carlo Ioppoli, presidente Anfi; il prof. Marino Maglietta ideatore dell'affidamento condiviso dei figli ed “estensore” dei testi considerati nelle varie legislature; il prof. Matteo Villanova, neuropsichiatra e sessuologo clinico forense, professore Università Roma Tre; la prof.ssa Rosa Maria Lacerenza, neuropsichiatra infantile e prof.ssa Università Roma Tre; l'On. Marilina Intrieri; la dott.ssa Melania Scali, la prof.ssa Laura Volpini, la prof.ssa Stefania Filippi; l'avvocato Maria Grazia Masella. Organismi internazionali come UNICEF e il Consiglio d'Europa ribadiscono da tempo il diritto del minore a mantenere relazioni equilibrate con entrambi i genitori, considerandolo un principio fondamentale nella tutela dell'infanzia. Il convegno romano si configura così come un momento di sintesi e rilancio. Il sistema italiano del diritto di famiglia appare ancora in una fase di transizione, sospeso tra principi avanzati e applicazioni disomogenee. L'obiettivo condiviso dai partecipanti è colmare il divario tra norma e realtà, garantendo una piena attuazione della bigenitorialità e mettendo al centro il superiore interesse del minore. Un tema che, tra giurisprudenza, psicologia e politica, continua a interrogare il Paese e a richiedere risposte sempre più urgenti.
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