s

Alla daziocrazia si risponde negoziando
Oggi 05-04-25, 10:03
«Basta un battito d'ali di una farfalla a New York per scatenare temporali a Tokyo». Era questa la metafora più iconica del senso e delle interconnessioni della globalizzazione. Per chiudere porte e finestre della globalizzazione siamo, però, passati dalle «farfalle» ai «calabroni». Trump è, infatti, sostanzialmente un «picconatore» che a muso duro ha deciso di picconare l'ordine economico mondiale. Ebbene, con una sequenza di picconate ha sfondato varie celle piene di «calabroni». Dando ai vari calabroni-dazi, dotati di navigatore, rotte predeterminate e precise verso vari paesi e aree del mondo. E i pungiglioni dei calabroni hanno colpito, subito e con un effetto immediato, le borse internazionali. Vedremo nei prossimi giorni i gonfiori e le malattie che deriveranno dalle loro punture per le diverse economie del mondo. Peccato però che perfino per gli osservatori di parte conservatrice americani si tratta di calabroni a doppio pungiglione (come sostiene il reaganiano Laffer) che nel momento in cui spiccavano il volo hanno scaricato il loro pungiglione anche sull'economia degli Usa. Stiamo passando, quindi, dall'economia globalizzata dell'Effetto farfalla alle economie chiuse dell'era dei dazi dominate dall'Effetto calabrone. Con il rischio che maturi una sorta di daziocrazia come nuovo modello di governo globale. Si potrebbe passare quindi dall'Onu (Organizzazione delle Nazioni Unite) all'Ods (Organizzazione dei Dazi Separati). D'altronde certo pensiero conservatore, attingendo malamente però a epoche pregresse e pensatori del passato, è sempre stato ostile o scettico rispetto alla globalizzazione. Eppure è grazie alla globalizzazione se centinaia di milioni di persone bambini e famiglie - in diverse aree del terzo mondo - sono uscite dalla fame. È grazie alla globalizzazione che c'è stato un grande sviluppo del commercio internazionale con effetti sostanzialmente positivi per tutte le varie economie. Si apre ora la fase delle reazioni, delle repliche, delle terapie di risposta, perle varie aree e per i paesi colpiti dai dazi. Il rischio più pericoloso è di cadere davvero in una sorta di diffusa daziocrazia come avverrebbe se anche dall'Europa o da altri paesi si liberassero calabroni carichi di dazi diretti verso gli Stati Uniti. Non mi pare che si andrebbe molto lontano avviando una sorta di guerra dei dazi. Spetta alle élites politiche, imprenditoriali, economiche, europee trovare una risposta che non generi ulteriori danni, ma che punti, invece, a riparare quelli fatti dai calabroni partiti da Washington. Magari usando la pomata giusta per attenuare gli effetti della puntura dei dazi-calabroni e offrendo altre tipologie di risposte. Non è che i dazi-calabroni vanno trattati come i briganti: a brigante e a brigante e mezzo (come recita il detto popolare). Al piccone di Trump i decisori europei devono, quindi, saper rispondere soprattutto attivando una buona capacità negoziale.
CONTINUA A LEGGERE
4
0
0
Guarda anche
Il Tempo
19:40
Conte: "Oggi poniamo un pilastro per l'alternativa a Meloni"
Il Tempo
19:30