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Blocco navale e nuove regole sui migranti: scacco matto a sinistra e Ong
Ieri 12-02-26, 22:22
Opposizioni e Ong sul piede di guerra dopo il via libera del Consiglio dei ministri di ieri al ddl Migranti, con un giro di vite sulle espulsioni. "Abbiamo potuto mantenere un altro impegno che avevamo preso con i cittadini, cioè la possibilità, in caso di minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale come il rischio di terrorismo, ma anche una pressione migratoria eccezionale, di impedire l'attraversamento delle acque territoriali italiane e di condurre i migranti che sono a bordo di quelle imbarcazioni sottoposte all'interdizione anche in Paesi terzi. Un'opzione che è compatibile con le nuove regole europee, che tra l'altro l'Italia ha contribuito a definire", commenta la premier Giorgia Meloni. Che poi lancia un guanto di sfida alle opposizioni: "Ci appelliamo ora al Parlamento perché approvi velocemente queste norme e vediamo quante delle forze politiche che vengono in tv a dire che il Governo non fa abbastanza per la sicurezza saranno disposte anche a darci una mano per garantire quella sicurezza". Intanto, dopo la pioggia di critiche arrivate dal centrosinistra, fonti del Viminale chiariscono che il ddl "non interviene sulle prerogative dei parlamentari in merito alla possibilità di accedere ai Cpr senza autorizzazione. La norma intende mettere ordine sul tema degli 'accompagnatori' del singolo parlamentare quando si reca all'interno di queste strutture. A ogni parlamentare rimane dunque del tutto immutata la facoltà di esercitare le proprie prerogative". Secondo il segretario di +Europa, Riccardo Magi, che aveva sollevato il caso, si tratta di "una precisazione che non ci convince, perché la norma, così com'è scritta, riguarda chiaramente i parlamentari e non solo i loro collaboratori. L'unico modo che hanno per uscirne è riscrivere quella parte del ddl Migranti che rappresenta una vergogna e un attentato alle prerogative dei parlamentari". Anche le Ong mettono nel mirino il disegno di legge approvato dal Cdm. "Dopo la legge Piantedosi e il decreto Flussi, arriva un'altra stretta al soccorso civile nel Mediterraneo da parte del Governo Meloni. Un insieme di misure che non mirano a governare i flussi di persone in movimento, ma a colpire e bloccare le navi umanitarie, con il risultato di aumentare il numero di chi perde la vita in mare. Il disegno di legge che approderà in Parlamento rischia di fare dell'Italia la prima nel recepire il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, segnando un grave arretramento nelle tutele dei diritti fondamentali", scrivono in una nota congiunta Alarm Phone, Emergency, Medici Senza Frontiere, Mediterranea Saving Humans, Open Arms, ResQ People Saving People, Sea-Watch e SOS Humanity-SOS Mediterranee. Il vicepremier azzurro e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, difende il provvedimento: "È indispensabile combattere le organizzazioni criminali che organizzano il traffico di esseri umani e mandano alla morte centinaia di persone soltanto per fare soldi". E poi chiarisce: "Nessuno rischia di morire in mare. Non bisogna raccontare cose non vere, perché lo spirito di questa nuova normativa, che dovrà essere approvata dal Parlamento, è in perfetta sintonia con le nuove norme europee". La deputata del M5S Chiara Appendino non ci sta: "Il risultato della loro incompetenza è che, mentre in tv fanno gli attori, a Bruxelles ci svendono. Con il Patto sull'asilo, l'Europa ha abbandonato l'Italia, lasciandola sola ad affrontare la questione sbarchi". Marco Benvenuti, professore ordinario di Diritto costituzionale e pubblico alla Sapienza, contattato da LaPresse, alla domanda se sia possibile il 'blocco navale' per i migranti, spiega che "la risposta in assoluto è no, perché vi sono degli obblighi internazionali, che diventano poi anche obblighi costituzionali, com'è quello di fare comunque entrare nelle acque territoriali e poi sbarcare alcune categorie di persone quali, ad esempio, naufraghi e richiedenti asilo, i quali hanno il diritto di entrare nel territorio dello Stato".
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