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Bombe nel nome di Sara e Sandro, si indaga sul "filo nero" tra Roma e Atene
Oggi 06-04-26, 15:47
Molotov nel nome di Sara e Sandro. La rivendicazione di un attentato incendiario in Grecia da parte di un nucleo ispirato dai due anarchici morti nell'esplosione di Roma, anticipata oggi da Il Tempo, irrobustisce l'ipotesi di collegamenti tra le cellule anarchiche attive nel nostro Paese e ad Atene. Al punto che l'antiterrorismo indaga sui possibili legami. Il filo rosso tra i gruppi antagonisti greci e quelli italiani è finito da tempo sotto la lente d'ingrandimento dell'intelligence internazionale e degli investigatori romani. L'esplosione nel casale del Parco degli Acquedotti e l'attentato incendiario del 25 marzo ad Atene contro l'abitazione del preside del Politecnico greco potrebbero essere legati da un filo conduttore. Le indagini condotte dalla Digos di Roma e dalla sezione antiterrorismo del Ros dei carabinieri, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma, si concentrano sulla natura di questa assonanza. Al centro c'è la morte dei due anarchici, Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, deceduti nell'esplosione di un ordigno artigianale che stavano assemblando nell'edificio abbandonato al Parco degli Acquedotti, a Capannelle. Secondo gli investigatori non è da escludere che i due, pur mossi da ideologie affini a quelle dei gruppi greci, possano aver avuto contatti diretti o indiretti con compagni ellenici coinvolti nell'attentato di Atene. Nel comunicato che ha rivendicato l'attacco ateniese, diffuso dal blog anarchico LaNemesi e anticipato da Il Tempo, gli autori legano la loro azione alla memoria di Mercogliano e Ardizzone, 'battezzando' così la nascita nuova 'cellula' che porta il nome dei due italiani. "All'alba del 25 marzo abbiamo attaccato con un ordigno incendiario l'abitazione in cui risiedono il preside del Politecnico di Atene, Panayiotis Tsanakas, e un agente della polizia antisommossa nel quartiere di Zografou. Le nostre ricerche sul capo spia della cricca accademica del Politecnico ci hanno rivelato una coincidenza al tempo stesso singolare e poeticamente suggestiva. Una spia e un poliziotto che lavorano e vivono insieme: un'immagine quantomeno commovente", si legge sul documento che non si limita alla rivendicazione dell'attacco ma inneggia alla lotta contro le istituzioni e l'autorità facendo riferimento alla memoria di Ardizzone e Mercogliano, considerati figure simboliche della galassia anarchica insurrezionalista. "Dedichiamo la nostra azione ai compagni anarchici italiani Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, che hanno perso la vita in seguito all'esplosione accidentale di un ordigno artigianale - si legge ancora-. Per onorare la loro memoria, abbiamo intitolato a loro il nucleo che ha compiuto l'attacco". Il testo è firmato Nucleo Alessandro Mercogliano/Sara Ardizzone. Una nuova cellula, dunque. I magistrati romani hanno aperto un fascicolo per esplorare eventuali responsabilità penali e connessioni anche con le strutture estere attive in Grecia, riporta LaPresse. Gli atti d'inchiesta finora raccolti evidenziano che Mercogliano, in passato, avrebbe avuto contatti con ambienti riconducibili alla Federazione Anarchica Informale e ad altre sigle internazionali vicine al cosiddetto Fronte Rivoluzionario Internazionale. Di fronte a questo quadro, gli inquirenti italiani cercano ora riscontri sui possibili aiuti ricevuti, anche solo sotto forma di istruzioni su come preparare una bomba ad elevato potenziale in grado di uccidere. Intanto oggi in Umbria è stata indetta una commemorazione per ricordare Ardizzone da parte di amici, familiari e compagni di lotta della donna.
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