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Cyberstalking: proposta di legge Ravetto per "reato specifico", in campo Paola Ferrari
Oggi 28-01-26, 20:55
Un nuovo articolo del Codice penale, il 612 quinquies, per introdurre il reato specifico degli atti persecutori telematici, il cosiddetto cyberstalking. E' quanto prevede una proposta di legge presentata alla Camera da Laura Ravetto, deputata della Lega e responsabile pari opportunità del partito, illustrata in una conferenza stampa a Montecitorio insieme a Paola Ferrari, giornalista e volto noto della tv. "C'è nell'articolo 612 bis l'aggravante se gli atti persecutori sono compiuti per via telematica, ma secondo me non basta, bisogna introdurre un reato specifico per gli atti persecutori fatti a mezzo di piattaforme, in via telematica. Perché? Perché ormai socialmente è un problema gravissimo che merita un'attenzione specifica, un reato specifico anche perché ha degli elementi di specificità rispetto agli atti persecutori. In primis, di solito, le persone che si macchiano di questo reato rimangono anonime, mentre la seconda specificità è che questi atti persecutori rimangono a vita come un marchio sulla persona, perché in rete continuano a girare le foto oscene utilizzate magari rubando l'identità del soggetto, applicando dei nudi che non sono del soggetto o denigrando il soggetto. In più è un reato che non è neutro, perché purtroppo colpisce per la maggior parte le donne. Quindi secondo me, anche da donna, responsabile pari opportunità, è necessario arrivare velocemente ad un'approvazione di un reato specifico del nostro ordinamento. Non ultimo, ce lo chiede pure l'Europa, in base a quanto previsto" nella direttiva 2024/1385 sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica, "che deve essere recepita dal nostro Paese, e che chiede a tutti gli Stati di avere un reato specifico sullo stalking online". In base a quanto previsto nella proposta di legge, gli atti persecutori telematici sono puniti con la reclusione da uno a sei anni e sei mesi e con la multa da 5.000 a 15.000 euro. Inoltre, la pena è aumentata se il fatto è compiuto dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso in danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità, ovvero con armi o da persona travisata. Una proposta con cui Ravetto si rivolge all'opposizione, ma anche al governo: "Quando faccio le proposte non le faccio mai per avere la legge Ravetto, a me non interessa, mi interessa il risultato, tant'è che ho chiesto aiuto alla giornalista Paola Ferrari, proprio per dare luce a questo provvedimento, che secondo me dovrebbe essere un provvedimento di tutti. Quindi, se il governo lo facesse proprio, penso che tutta l'Aula lo dovrebbe votare, altrimenti intanto porto avanti la calendarizzazione della mia legge, ma se tutti gli altri partiti volessero depositarne una identica e la portassimo avanti tutti insieme, crederei che sia una bellissima iniziativa". "Ho voluto esserci - spiega Paola Ferrari, vittima in prima persona di cyberstalking - perché penso che sia più che urgente trovare un reato specifico che vada a punire gli atti persecutori telematici, l'appropriazione dell'identità di altri, che poi viene usata nei modi più disparati, dalla pornografia ad altre situazioni. Non si può aspettare più, perché è un'urgenza ormai che è già entrata dalle nostre porte, nelle nostre case, può colpire personaggi noti, ma anche personaggi che assolutamente conducono una vita anormale, le vostre mogli, i vostri figli. Non si può più assolutamente aspettare, siamo di fronte a una vera violenza che agisce dal punto di vista proprio morale, che distrugge la morale di una persona e appunto per questo è una ferita molto molto profonda. Penso che il Parlamento debba agire in tempo prima che poi sia troppo tardi".
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