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Dramma Brignone: frattura di tibia e perone. Corsa contro il tempo per le Olimpiadi
Ieri 03-04-25, 21:43
Una violenta e inaspettata sterzata del destino ad appena una manciata di porte dalla fine di una stagione unica e inimitabile. Federica Brignone chiude il suo anno magico finendo in sala operatoria per la frattura di tibia e perone. Una inforcata con il braccio a metà percorso del gigante valido per i campionati italiani all'Alpe Lusia, in Val di Fassa, le strappano via gioia e sorriso condizionando inevitabilmente la preparazione estiva in vista dei Giochi Olimpici in casa, a Cortina, dove è attesa come una delle regine azzurre delle nevi. La valdostana è incappata in una extra-rotazione uscendo da una porta verso destra, con un movimento anomalo delle gambe e un violento impatto sulla neve. Subito soccorsa, è stata trasportata in elicottero all'ospedale di Trento e dopo una prima Tac che ha evidenziato la frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone, è stata trasferita in elicottero alla clinica 'Madonnina' per il completamento degli esami radiologici prima di sottoporsi in serata all'operazione dal dottor Andrea Panzeri, medico chirurgo, responsabile della Commissione medica della Fisi, lo stesso che ha operato Sofia Goggia oltre un anno fa per la frattura del pilone tibiale destro. «Non nascondo che la frattura è impegnativa, l'osso si è rotto in modo significativo, ma lei è forte, fortunatamente è sana, non si è mai fatta male in modo importante prima di oggi», ha detto Panzeri. Sul decorso post operatorio e i tempi di recupero, «adesso è difficile fare previsioni. Parliamo di mesi? Sì». L'infortunio costringerà la 'Tigre' ad un lungo periodo di recupero, tra i 5 e i 6 mesi minimo. Salterà i test primaverili ma soprattutto gli allenamenti estivi e la speranza è che riesca ad essere nelle condizioni di poter prendere parte alle Olimpiadi del prossimo febbraio. Parte dunque adesso una corsa contro il tempo per la valdostana che in carriera - come ha sottolineato lo stesso Panzeri - non ha subito infortuni gravi. Nel dicembre del 2012 la sua carriera si interruppe per la rimozione di una cisti al malleolo, che le procurava problemi da tempo ma per il resto ha sempre gestito nel migliore dei modi la sua carriera, senza particolari intoppi fisici. Un'altra sfida per la 34enne valdostana che dovrà cambiare completamente programma. Niente arrampicate in montagna, pedalate in bicicletta o giornate al sole facendo surf. Solo riabilitazione per poter riprendere il prima possibile tono muscolare e ridurre al minimo il gap per il lungo stop. L'azzurra è comunque apparsa serena, consapevole di quello che l'aspetta. «Il suo umore è alto, non si è abbattuta. È una tigre, del resto non è tigre per niente», ha fatto sapere la Fisi prima che Federica si sottoponesse all'operazione. «L'ho trovata serena, come tutte le grandi atlete quando si fanno male accettano quello che succede ma come sempre i grandi campioni sanno reagire. L'importante è che vada tutto per il meglio», ha aggiunto Panzeri. Il morale e il carattere saranno dunque i due valori aggiunti per rimettersi in posta il prima possibile. Anche se è prematuro pensare ora a Milano-Cortina. «I tempi di recupero per le Olimpiadi ci sono. E poi le sciatrici hanno già dato dimostrazione di una forza veramente incredibile. Dobbiamo essere ottimisti», ha dichiarato Andrea Ferretti, Professore Ordinario di Ortopedia e Traumatologia, ex medico della nazionale di calcio e attuale direttore dell'Istituto Medicina dello Sport del Coni, in merito ai tempi di recupero di Federica. «Con il ruolo che ricopro adesso all'Imss, dove dovremo visitare tutti gli atleti in procinto di disputare le Olimpiadi, seguirò da vicino la vicenda. Lo sport come la vita certe volte ti mette di fronte a situazioni inaspettate nel momento meno indicato. Credo che la forza di volontà prevalga su tutti gli altri aspetti, talora anche quelli biologicamente sfavorevoli. E dobbiamo avere fiducia nelle capacità di recupero dei nostri atleti e in questo caso di Federica». Un altra prova, la più dura, per una Tigre indomabile.
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