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Famiglia nel bosco, il sì dei genitori che zittisce tutti: che succede ora
Oggi 30-11-25, 10:23
Nathan Trevallion e Catherine Birmingham «hanno deciso, pur di ovviare alle criticità igienico sanitarie riscontrate, di accettare per il tempo necessario all'attuazione delle migliorie abitative richieste, un immobile offerto da un privato cittadino». Prima volta nel caso della famiglia nel bosco. A spiegarlo sono i nuovi legali dei genitori dei tre minori allontanati dalla abitazione nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti, avvocati Marco Femminella e Danila Solinas. «Nessun passo indietro ma un passo avanti che consente di tornare a vivere secondo il proprio credo e la propria voglia di libertà», precisano ancora i legali che hanno preso il posto del primo avvocato che ha seguito la famiglia dopo l'allontanamento imposto dal tribunale de L'Aquila dopo le relazioni di esperti e servizi sociali. La proposta è arrivata da Armando Carusi, imprenditore e ristoratore di Ortona ma originario di Palmoli che ha seguito la vicenda della famiglia e ha offerto un suo casolare, sempre nel bosco «immersa nella natura con almeno 2 ampie stanze di cui una cucina, un pozzo dove poter prelevare l'acqua, il bagno a secco e locali per gli animali». La soluzione sarebbe piaciuta al padre dei tre bambini, rimasto impressionato: da qui la scelta di accettare l'offerta. Intanto, i nuovi legali della coppia anglo-australiana hanno deposto venerdì il reclamo contro l'ordinanza del Tribunale per i minorenni che ha disposto l'allontanamento dei tre figli. Secondo gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, «la presentazione del gravame muove, di certo, dalla improcrastinabile necessità di instare per la revoca dell'ordinanza ma, parimenti, dalla doverosa contestualizzazione di passaggi chiave sottesi ad una corretta lettura di una vicenda che, a tratti, è stata, purtroppo, oggetto di strumentalizzazioni speculative». Il reclamo «ha consentito oggi, per la prima volta, di rappresentare in maniera tecnica e particolareggiata, le argomentazioni relative agli aspetti ritenuti pregiudizievoli per i minori: in maniera semplificata, quand'anche qui non esaustiva, abbiamo avuto modo di dedurre sulle questioni igienico sanitarie, oggetto di presentazione di Scia, che saranno risolte, a breve, mediante interventi tecnici mirati così come una minuziosa analisi della vita dei minori e del metodo dell'unschooling ha consentito di chiarire che non vi è mai stata una deprivazione del rapporto tra pari», precisano ancora i legali della coppia. Infine una precisazione. «Catherine e Nathan hanno sempre avuto a cuore il bene dei loro figli e la scelta di vivere nella loro casa di Palmoli, e in via più generale di crescere i loro bambini in un'ottica di potenziamento di valori non stereotipati, lungi dall'essere frutto di una negligente approssimazione educativa era, ed è, espressione di una filosofia di vita in cui hanno creduto e continuano fermamente a credere», precisa ancora la nota.
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