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"Governo trattato come Cosa nostra", Paragone a valanga sulle toghe politicizzate
30-01-2025, 20:46
Il contrattacco di Giorgia Meloni alle toghe andato in scena a La Ripartenza di Nicola Porro tiene banco a 4 di sera, il programma condotto da Paolo Del Debbio su Rete4, giovedì 30 gennaio. La premier ha definito un "atto voluto" e non dovuto quello con cui la procura di Roma l'ha di fatto indagata, insieme ai ministri Nordio e Piantedosi e al sottosegretario Mantovano, per la vicenda del generale libico Almasri. E ha detto che "alcuni giudici vogliono governare". Gianluigi Paragone ricorda come Meloni non ha affatto attaccato la magistratura, affermando che è un "pilastro" inamovibile, ma "che un piccolo pezzo della magistratura stessa sta remando contro ed è difficile darle torto", spiega il giornalista ed ex parlamentare. Insomma, "un conto è un attacco al presidente del Consiglio - osserva Paragone - Ma quando tu infili Meloni, Piantedosi, Nordio e Mantovano, praticamente l'intelaiatura della sicurezza del Paese, in un atto che la magistratura intende lavorare, e quindi metti nel mirino quattro figure importanti, sembra che abbiamo a che fare con un governo di criminali, c'è una specie di la cupola di Cosa nostra...". Per Paragone la premier "ha coperto un interesse" nazionale, "perché la Libia vuol dire due rubinetti: petrolio e migrazione". Insomma, questione di interesse nazionale. Sul fronte giudiziario, Paragone non ha dubbi: la vicenda finirà in una "bolla di sapone".
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