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"I disastri durante il Covid certificati dai tribunali. Anche qui uno scandalo Fauci"
Oggi 12-08-26, 08:48
Marco Lisei è presidente della commissione parlamentare sul Covid. Con lui abbiamo parlato della vicenda della Jc Electronic e di molto altro. Presidente Lisei, lei dopo l'audizione di Giuseppe Conte ha richiesto al Ministero della Salute la documentazione sulla transazione di risarcimento di 100 milioni di euro che lo Stato dovrà pagare alla JC Electronics per le forniture di mascherine. A che punto è la richiesta? E cosa dobbiamo aspettarci di trovare in quei documenti? «Ho fatto la domanda e attendo la risposta. Il Tribunale di Roma ha certificato l'errore di Arcuri, per colpa del quale lo Stato italiano è stato condannato a pagare 280 milioni. Non ho letto le carte, che ancora non ho, ma quella transazione è stata suggerita dall'Avvocatura dello Stato, dai tecnici del Ministero ed è passata per la Corte dei Conti. Evidentemente tutti l'hanno ritenuta vantaggiosa, ma anche un cittadino la riterrebbe tale, perché ha fatto risparmiare oltre 200 milioni. Solo la sinistra, abituata a sfasciare i conti pubblici, può pensare il contrario». Questa richiesta lei l'ha definita una scelta di «trasparenza», aggiungendo poi che se la stessa trasparenza venisse messa in campo da chi ha governato durante la pandemia «saremmo più vicini alla verità». Quanto siamo lontani dalla verità? «Cercando la verità sulla pandemia ci si scontra con scudi di ogni tipo, riunioni segrete, verbali del Cts "aggiustati", atteggiamento omertoso di molti attori, miliardi gestiti con opacità e tanto altro. La commissione d'inchiesta sta districando questa matassa, ma c'è un mondo. La sinistra, allora al potere, cerca di sabotarla e rallentarla. Non ho intenzione di consentirlo». La richiesta arriva dopo le dichiarazioni in audizione prima, e le polemiche a mezzo stampa poi, fatte da Conte e da alcuni commissari dell'opposizione sull'accordo transattivo con la Jc Electornics. Perché secondo lei si continua ad insistere su questo punto attaccando politicamente il governo? «Mi sembra un goffo tentativo di spostare l'attenzione dall'errore di Arcuri, uomo della sinistra nominato da Conte. Il Governo Meloni è abituato a risolvere i danni fatti dalla sinistra ed è abituato a trovarsi di frontela stessa sinistra che urla, che pretende di insegnare a risolvere i danni da lei prodotti. Pensi al superbonus, una voragine creata da Conte e che lo stesso ha avuto il coraggio di dire gestita male da altri. Assurdo». Alcuni commissari di maggioranza hanno presentato un'interrogazione parlamentare per chiedere lo Stato si rivalga su Arcuri per il risarcimento. È d'accordo con questa richiesta? «Chi sbaglia paga. Mi sembra una richiesta fondata sul senso di giustizia. Non vedo perché dovrebbero pagare i contribuenti italiani un danno provocato non da loro, bensì da chi aveva il compito di spendere i soldi pubblici con accortezza e serietà e che invece non l'ha fatto». Secondo lei lo Stato ha fatto bene a risarcire la JC con 100 milioni senza ricorrere in appello? «Ribadisco, è stata una scelta suggerita dall'Avvocatura dello Stato, un organo tecnico. Questo smonta le bufale spaziali della sinistra che continua a dire che Bianchi sia stato risarcito perché amico di Fratelli d'Italia. L'Avvocatura ha evidentemente ritenuto che andare avanti in appello fosse rischioso. Guardi, noi abbiamo audito, su richiesta della sinistra, il Presidente del Tribunale di Roma e lui ha detto che non vi erano dubbi nella redazione della sentenza sull'errore di Arcuri. Grazie a questo accordo si sono risparmiati oltre 280 milioni di soldi pubblici». Facciamo un passo indietro. L'audizione di Conte della scorsa settimana era molto attesa. Lei a distanza di qualche giorno come la valuta? Cosa l'ex premier avrebbe dovuto chiarire? «L'audizione prevedeva l'introduzione di Conte, il 14 settembre inizieranno le domande dei commissari, quindi ci sarà tempo per approfondire. Ma Conte ha perso una grande occasione, la settimana scorsa avrebbe potuto contribuire a trovare le risposte che gli italiani meritano e chiedono, dimostrando anche la sua estraneità a quanto emerso dai lavori di commissione: i giri di affari creati attorno ad Arcuri e a persone legate alla sinistra e a lui come l'avvocato Di Donna. Invece ha usato quello spazio istituzionale solo per attaccare Giorgia Meloni e l'attuale governo, una mancanza di rispetto istituzionale». Ultima domanda: in USA è scoppiato lo «scandalo Fauci», grazie al lavoro di una commissione d'inchiesta per molti versi accostabile a quella che lei presiede. I media americani ne stanno parlando moltissimo, a differenza di quanto sta accadendo qui: perché su quella stagione c'è questa reticenza, anche mediatica? E uno «scandalo Fauci» è possibile che esploda anche da noi? «La reticenza mediatica di una parte dell'informazione vede nella sinistra il regista. È una strategia per far calare l'oblio sulla gestione fallimentare della pandemia di Covid da parte di chi allora governava. Esistono fortunatamente felici eccezioni come il vostro giornale, che invece continuano a voler far luce su quel periodo storico e che per questo vengono pure attaccati. Quanto al paragone tra il “caso Fauci” e l'Italia, credo che lo scandalo qui sia già scoppiato: è ciò che hanno fatto emergere i lavori della commissione Covid e che hanno costretto dopo due annidi insistenza l'ex presidente del Consiglio Conte, che non ne voleva sapere, a dimettersi e venire a riferire. Anche questo è un grande risultato».
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