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Il Pd contro Picierno perché incontra gli ebrei. Silenzio Schlein, ed è bufera
29-03-2025, 09:52
Pina contro tutti. O più precisamente tutti contro Pina, la «nemica» pubblica per eccellenza. Il suo ultimo appuntamento «proibito» raduna un campo larghissimo di indignati: il Fatto Quotidiano, il M5S, ed una bella fetta del Pd, da Andrea Orlando, a Laura Boldrini, da Susanna Camusso a Nico Stumpo. Tutti insieme appassionatamente per mettere nell'angolo l'anti Elly, troppo pro Europa (è stata la capofila del voto favorevole a ReArm che ha spaccato i dem), e «peggio» ancora, amica di Israele. L'ordine di batteria è partito da un «riservista» di prim'ordine, Marco Travaglio, che le ha dedicato un editoriale dei suoi: «Le favole di Pinocchia». Con un capo di imputazione «pesantissimo»: aver incontrato al Parlamento Europeo una delegazione del think tank Israel Defense and Security Forum (Idsf). Ancora lei nel «mirino»: Pina Picierno. I fatti li racconta la diretta interessata di prima mattina sui social: «Come vicepresidente del Parlamento Europeo con delega all'antisemitismo e all'assemblea del Mediterraneo, negli scorsi mesi, tra gli altri, ho incontrato l'associazione Idfs, che tramite un'agenzia regolarmente iscritta mi ha chiesto un appuntamento». Un normale incontro di lavoro istituzionale che nel giro di poche ore si trasforma in un nuovo caso politico. E che provoca reazioni infuriate nel Pd, con una reprimenda vera e propria. «Riteniamo incompatibile con le politiche del Pd intrattenere qualsiasi relazione con simili realtà», scrivono in una nota durissima i parlamentari dem Ouidad Bakkali, Laura Boldrini, Susanna Camusso, Sara Ferrari, Valentina Ghio, Andrea Orlando, Rachele Scarpa, Arturo Scotto, Nico Stumpo, Stefano Vaccari. Tradotto: l'agenda degli appuntamenti la decidiamo noi. Un'evidente ingerenza che la vicepresidente del Parlamento Europeo rispedisce al mittente: «Non consento proprio a nessuno, specie a chi ha fatto incontri davvero imbarazzanti in passato, di dirmi cosa fare e cosa no, chi dovrei incontrare e come dovrei comportarmi. Questi tentativi maldestri di processi pubblici non appartengono in alcun modo alla nostra cultura politica». Ed ancora: «Ho trovato la nota di alcuni parlamentari italiani irrispettosa soprattutto verso una cultura politica che sa distinguere opinioni, ruoli e funzioni». A difendere la vice presidente del Parlamento Europeo la minoranza dem con il senatore Filippo Sensi: «Non mi piacciono le gogne e le ghigliottine, dentro e fuori il partito». E Simona Malpezzi: «Far coincidere gli incontri che il ruolo istituzionale richiede con prese di posizione politica è profondamente sbagliato e ingeneroso”. Conclude Piero Fassino: «Pina Picierno non deve rendere conto a un gruppo di parlamentari italiani a cui non è conferito alcun titolo per esprimere censure». Osserva Aurelio Mancuso di Sinistra per Israele: «Impressiona come la segretaria Schlein, sempre prodiga ad esprimere solidarietà quando vengono attaccati altri esponenti del Pd, su Pina si distingua per un esplicito silenzio».
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