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"Il presidente si dovrebbe dimettere". Nahun contro l'Anpi
Oggi 28-04-26, 14:46
La Liberazione dal nazifascimo è una di quelle poche cose che dovrebbe gemellare qualsiasi fazione. E invece in Italia, il 25 aprile è forse una delle feste nazionali più politicamente e civilmente polarizzanti da quando è stata istituita. Lapalissiano l'esempio di quest'anno, con i cortei di Roma e Milano che hanno visto un clima tutt'altro che pacifico tra gli schieramenti d'attualità: filopalestinesi e filoisraeliani. I gruppi Pro Pal a Milano hanno di fatto cacciato i membri della Brigata ebraica che sfilava con le bandiere israeliane, rivolgendo anche insulti come quelli denunciati dal piddino Emanuele Fiano: "Siete delle saponette mancate", riferimento macabro agli orrori dei lager nazisti. Daniele Nahun, consigliere comunale di Azione a Milano, si è espresso duramente sull'accaduto durante l'ultima puntata di Quarta Repubblica. "In un paese serio il Presidente dell'Anpi si dimetterebbe, queste sono delle squadracce fasciste solo che di colore rosso."#Nahum#quartarepubblica pic.twitter.com/dj7aF6JDoK — Quarta Repubblica (@QRepubblica) April 27, 2026 Interpellato dal conduttore Nicola Porro, Nahun ha condannato la condotta dell'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia), invocando le dimissioni del suo presidente Gianfranco Pagliarulo: "Se fossimo in un paese serio il presidente dell'Anpi dovrebbe dimettersi. Per la prima volta dal 1938 c'è stata la cacciata degli ebrei da una piazza". La matrice, secondo l'ospite, è chiara: "Queste sono squadracce fasciste, anche se di un altro colore, in questo caso rosso". E il dato più grave "è che non c'è stata una condanna generale" di questi fatti. Ma perché se la prende con il presidente dell'Anpi Pagliarulo, esponente negli anni Settanta del Pci a Milano. Come riferito anche da Porro in trasmissione, il presidente della comunità ebraica meneghina Walker Meghnagi ha accusato l'Anpi di aver giocato un ruolo da regista rispettivamente a quanto accaduto alla manifestazione del 25 aprile: "Sono dietro tutto questo...". Parole che l'Anpi ha già fatto sapere di voler impugnare in tribunale, in quanto "false e denigratorie". Ulteriore segnale che la tensione internazionale provocata dal conflitto in Medio Oriente continua a riflettersi in un Paese profondamente spaccato sui temi geopolitici. Il tutto si concretizza nell'estremismo ideologico a cui assistiamo nelle piazze virtuali e reali.
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