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Il salario giusto ora è legge. Meloni rivendica: “Basta con la dipendenza dai sussidi”
Oggi 24-06-26, 21:34
Dall'aula del Senato via libera con 94 sì, 61 no e 2 astenuti alla fiducia sul decreto legge lavoro, in materia di salario giusto, di incentivi all'occupazione e di contrasto del caporalato digitale, nel testo approvato dalla Camera. Il testo ora è legge. Cuore del provvedimento è l'articolo 7, il quale stabilisce che la contrattazione collettiva costituisce, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 36 della Costituzione, lo strumento per la determinazione del salario giusto, assicurando ai lavoratori un trattamento economico complessivo adeguato alla quantità e alla qualità del lavoro prestato. Ai fini dell'individuazione del salario giusto, l'articolo dispone che si fa riferimento al trattamento economico complessivo definito dai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. "Manteniamo gli impegni presi con gli italiani: difendere chi lavora, favorire nuove occupazioni, premiare le imprese che investono sul lavoro di qualità" rivendica su X la premier Giorgia Meloni, "lo facciamo introducendo il principio del salario giusto e intervenendo sulla disciplina dei rinnovi dei contratti collettivi, incentivando le assunzioni per giovani e donne, favorendo la conciliazione tra vita familiare e lavoro, contrastando sfruttamento e caporalato digitale. Continuiamo a seguire una strada chiara: sostenere il lavoro, non la dipendenza dai sussidi. Creare opportunità, non assistenzialismo esasperato. Dare dignità a chi ogni giorno manda avanti questa Nazione con il proprio lavoro". "Per noi è un passo fondamentale. È un decreto a cui abbiamo lavorato tanto, su cui abbiamo avuto anche un'importante condivisione e anche un importante confronto con le parti sociali" ha dichiarato la ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone. "Arriva come decreto 'primo maggio', oggi convertito in legge, però è frutto di un lavoro che va avanti da quattro anni e che ci vede portare i temi del lavoro e delle politiche sociali in ogni provvedimento importante che il governo Meloni ha adottato". La ministra ha ricordato che il decreto sostiene le aziende che assumono lavoratori giovani o che operano nei territori della Zes unica del Mezzogiorno, favorisce la stabilizzazione dei contratti a termine e introduce per legge il salario giusto ancorandolo al trattamento economico complessivo. Le opposizioni sono molto critiche. "A smentire il trionfalismo del governo, a pochi passi da noi stanno manifestando i lavoratori della sanità privata e del sociosanitario assistenziale" ha sottolineato la senatrice Pd Susanna Camusso, "con un emendamento alla Camera è stato deciso che i lavoratori e le lavoratrici di questo settore fossero equiparati a dei lavoratori stagionali ed esclusi da tutti i vincoli introdotti nel decreto-legge. Il settore della cura non vede rinnovato il contratto da 8 e da 14 anni e oggi il governo ha tolto loro anche la speranza di rinnovare rapidamente il contratto". La ministra Calderone ha risposto con una rassicurazione: "Non c'è nessuna volontà di escludere un settore importante come quello della sanità privata: ci sarà e c'è la giusta attenzione da parte del governo su tutta la stagione dei rinnovi".
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