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Iran, la possibilità del negoziato dietro i missili incrociati
Oggi 24-03-26, 21:45
Sarebbe stato un incontro con i ministri degli Esteri di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan, ad aver convinto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a tentare la via diplomatica con l'Iran. Tentativo a cui si attende una risposta dall'Iran, ipotizzando già un primo incontro giovedì, mentre il Pakistan si è portato avanti, candidandosi come sede per i negoziati tra le due parti. "Stiamo parlando con le persone giuste e loro vogliono fare un accordo - ha detto Trump - Gli iraniani hanno accettato di non avere mai un'arma nucleare". Da Teheran, però, finora sono arrivate solo dimostrazioni di forza e determinazione a non cessare i combattimenti "fino alla vittoria completa", come ha assicurato il portavoce del comando militare iraniano, il generale Ali Abdollahi Aliabadi. Il regime islamico intanto ha provveduto anche a nominare l'ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie Mohammad Bagher Zolghadr come il successore di Ali Larijani alla guida del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale. Il braccio di ferro continua fra le sponde del Medio Oriente. L'Iran ha lanciato un razzo di 100kg di esplosivo, che è riuscito a bucare il sistema di difesa aero-israeliano e a colpire il centro di Tel Aviv, provocando 4 feriti e numerosi danni agli edifici. Sono stati presi di mira anche aerei in sosta per il rifornimento all'aeroporto Ben Gurion. In risposta, oltre ai raid che hanno colpito siti industriali come a Isfahan, il Pentagono sta pianificando di dispiegare nella regione circa 3.000 soldati, mentre il Regno Unito starebbe valutando di inviare una nave della Royal Navy o di noleggiare un'imbarcazione commerciale che funga da 'nave madre' per sistemi senza equipaggio incaricati di individuare e distruggere mine nello Stretto di Hormuz. Il piano, rivelato dal Times, farebbe parte di una forza multinazionale che includerebbe Francia, Stati Uniti e altri paesi. Una seconda fase potrebbe poi prevedere l'impiego di imbarcazioni senza equipaggio e cacciatorpediniere di classe Type 45 che operino a fianco di navi alleate per fornire protezione alle petroliere in transito nello stretto. Intanto in Libano, dove per la prima volta è stato intercettato, forse da una nave straniera, un missile lanciato dall'Iran, il governo di Beirut ha dichiarato persona non grata l'ambasciatore di Teheran, ordinandogli di lasciare il Paese entro domenica. La mossa è stata lodata da Israele e aspramente criticata da Hezbollah che ha accusato le autorità di "sottomissione alle capitali straniere".
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