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La "casta" di Bergoglio, rivolta degli "esclusi": Leone cambi questa brutta abitudine
Oggi 29-08-25, 09:51
Ha fatto molto rumore, e non solo nel mondo strettamente vaticano, il nostro articolo uscito in edicola ieri giovedì 28 agosto su “la casta bergogliana” presente e ancora potentissima nella sala stampa della Santa Sede. Abbiamo raccontato di un'associazione privata di giornalisti, l'Aigav (Associazione internazionale giornalisti accreditati in Vaticano), alla quale sotto il pontificato di Francesco sono stati appaltati in esclusiva molti eventi papali. I soci di questo vero e proprio “sindacato bergogliano” sono solo 250 su oltre 1500 cronisti accreditati in Vaticano ma a loro, e solo a loro, è concesso poter partecipare ancora oggi ad alcune determinate messe di Leone XIV, a certe udienze speciali, a determinati eventi cui presenzia il pontefice. Questa vera e propria “casta” presieduta dalla biografa messicana di Bergoglio, Valentina Alazraki, è composta da vaticanisti scelti discrezionalmente dal comitato di presidenza e le richieste di accesso dei colleghi non graditi vengono invece rispedite al mittente. Moltissimi alti prelati ci hanno scritto rivelandoci di non essere mai stati a conoscenza dell'esistenza di questa coop bergogliana e sono rimasti letteralmente basiti. Così come pure molti blog seguitissimi sull'argomento Chiesa - tra questi il famoso “Messa in Latino” - hanno rilanciato la notizia data da Il Tempo affinché possa avere un'eco ancora più ampia. Quella del nostro giornale, però, non è solo una notizia riportata al pubblico, ma vuole essere anche un appello a Papa Leone: “Santità, cambi questa brutta abitudine nata ai tempi di Bergoglio”.
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