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La Dottrina Monroe, il Corollario Roosevelt e la crisi del Venezuela
Oggi 14-01-26, 11:10
Da settimane sentiamo parlare di Dottrina Monroe, Venezuela e interventi Usa in America Latina. Facciamo un po'di chiarezza. Partiamo dalla Dottrina Monroe, annunciata nel 1823 dal presidente James Monroe che, in modi diversi negli ultimi 200 anni, è rimasto un pilastro della politica estera americana. In sintesi, affermava che nelle Americhe non dovevano esserci più ingerenze da parte degli stati europei: ogni tentativo di espansione o intervento europeo nelle Americhe sarebbe stato visto come una minaccia. Questa dottrina mirava a proteggere i giovani stati indipendenti dell'America Latina dalle influenze coloniali, promuovendo l'isolazionismo Usa. Questa idea evolve con la crisi del Venezuela del 1902-1903, un episodio che mette in luce le tensioni tra Europa eAmeriche. Il Venezuela, guidato dal presidente Cipriano Castro, era in grave crisi economica. Aveva accumulato debiti enormi verso creditori stranieri, ignorando i pagamenti. Le potenze europee, frustrate, decisero di agire. Gran Bretagna, Germania e Italia (ebbene sì, anche l'Italia) imposero un blocco navale sulle coste venezuelane. La situazione degenerò. Le navi bombardarono porti come Puerto Cabello e La Guaira, sequestrando imbarcazioni per forzare il rimborso. L'Italia, all'epoca una Nazione unita da poco e in cerca di prestigio internazionale, si unì al blocco. Gli italiani residenti in Venezuela avevano subito danni materiali durante le guerre civili tra il1898e il 1900, inclusi saccheggi e distruzioni di proprietà. Perdite, stimate in circa 2,8 milioni di bolivars, che spinsero Roma a reclamare compensazioni, allineandosi a Gran Bretagna e Germania. L'Italia inviò incrociatori come il Carlo Alberto e il Dogali, contribuendo all'assedio. Questo intervento allarmò gli Stati Uniti: sembrava una violazione della Dottrina Monroe, con potenze straniere che usavano la forza nelle Americhe. Theodore Roosevelt, allora presidente, intervenne diplomaticamente. Non aveva intenzione di scatenare un conflitto diretto ma spinse per una mediazione. Nel 1903, grazie alla sua pressione, le parti firmarono un protocollo a Washington: il Venezuela accettò di pagare i debiti attraverso arbitrati internazionali, e le navi europee girarono la prua efecero rotta verso casa. Gli Usa diedero una prova di forza da non sottovalutare: dimostrarono di poter far valere la Dottrina Monroe senza sparare un colpo. Visto il successo della sua azione, nel 1904 il presidente Usa annunciò il "Roosevelt Corollary", ampliando la Dottrina Monroe: se un paese americano si comportava male (es. debiti non pagati), gli Usa avrebbero potuto intervenire per prevenire ingerenze europee. Gli Stati Uniti si autoproclamavano come forza di mediazione e intervento delle Americhe, giustificando future azioni in paesi come Cuba o Panama. In pratica, il "Corollario" trasformò la Dottrinadadifensivaaproattiva, legittimando le azioni Usa in America Latina del secolo scorso e quella di pochi giorni fa. D'altronde, lepolitiche estere, la loro modifica e implementazione nascono spesso dacrisiconcrete,influenzandosecoli di relazioni internazionali. Dal 1823 ai giorni nostri.
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