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La tremenda verità sulla morte di Lucia a Foggia: il marito arrestato per omicidio premeditato
Oggi 23-02-26, 20:55
Lucia Salcone non è morta in un incidente stradale ma è stata uccisa dal marito, Ciro Caliendo, che l'ha tramortita e le ha dato fuoco all'interno dell'auto. È la tremenda ricostruzione a cui sono arrivati gli agenti della Squadra Mobile di Foggia in merito alla morte della 47enne, deceduta in un presunto incidente stradale il 27 settembre 2024 sulla Strada Provinciale 13, nell'agro di San Severo, nel foggiano. Il marito della donna, 48 anni, noto imprenditore della zona, è stato arrestato lunedì mattina dalla Squadra Mobile di Foggia con l'accusa di omicidio premeditato. Secondo la prima ricostruzione che l'uomo diede alla Stradale, giunta allora sul posto, Salcone sarebbe morta nell'auto che andò a fuoco in quello che apparve come incidente stradale: con lei nel veicolo anche il marito che si salvò. Alla Polizia, intervenuta sul luogo, Caliendo raccontò che l'auto avrebbe impattato contro un'altra vettura che veniva nel senso opposto di marcia. Lo scontro avrebbe provocato la fuoriuscita dell'auto dalla strada e l'impatto con un albero, impatto che avrebbe reso incoscienti i due e originato il rogo che avrebbe prima interessato l'abitacolo estendendosi agli abiti della donna, rimasta intrappolata. Una versione che fin da subito non ha convinto gli inquirenti, tanto che la Procura passò le indagini alla Squadra Mobile di Foggia, cosa che ha portato pochi giorni dopo a cambiare l'accusa da omicidio stradale a omicidio volontario. Il quadro emerso dopo mesi di attività è, se possibile, anche peggiore, tanto da arrivare alla contestazione di omicidio premeditato. Caliendo avrebbe infatti ucciso la moglie prima colpendola alla testa, ancora non è chiaro se in auto o in un altro luogo, procurandole ferite con un corpo contundente, ferite definite incompatibili dagli investigatori con un incidente stradale. A quel punto avrebbe cosparso l'auto con un liquido infiammabile, una miscela di benzina e gasolio, dando poi fuoco alla vettura. La donna era tramortita ma ancora viva quando il marito ha appiccato l'incendio all'auto tanto da inalare i fumi sprigionati dalle fiamme. Sugli abiti della donna sono state trovate tracce del liquido usato per dare fuoco alla vettura. Il movente, secondo la ricostruzione degli inquirenti, era la determinazione dell'uomo di lasciare la moglie ma senza perdere beni a lei intestati, come la casa familiare. Caliendo voleva lasciarla perché avrebbe avuto una relazione extra coniugale, ma nel farlo avrebbe tra le altre cose la casa coniugale, risultata intestata alla donna, ma a cui era legata anche l'attività imprenditoriale del 48enne. Nel corso delle indagini, anche grazie alle testimonianze raccolte, sono emersi litigi tra i due coniugi, ma le conflittualità non erano tali da far immaginare un simile epilogo.
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