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“A lei piacciono i clandestini”, “Sciocchezze”. Botte da orbi tra Vannacci e Gruber
Ieri 10-06-26, 22:19
Una volta rivelato l'ospite, il finale era agilmente intuibile. Roberto Vannacci e Lilli Gruber hanno offerto un contraddittorio tra giornalista e politico d'altri tempi durante la puntata di Otto e Mezzo andata in onda giovedì 10 giugno su La7. Una quarantina di minuti di tensione che si tagliava con il coltello nello studio in cui era presente anche la giornalista del Sole 24 Ore, Lina Palmerini. Tanti i temi politici trattati, dal “tradimento” del Generale alla Lega di Salvini, passando per l'alternativa proposta dal nuovo partito Futuro Nazionale, che avrà la sua assemblea costituente il 13-14 giugno, rispetto alla maggioranza di destra guidata da Giorgia Meloni, fino all'immigrazione clandestina. Ed è qui che i decibel della discussione tra Gruber e Vannacci sono notevolmente saliti, fino ad arrivare allo scontro verbale. L'ospite ha esordito sostenendo che l'attuale governo di centrodestra, su questo come su altri punti del suo programma, non ha portato a compimento quanto promesso. Conseguenza sarà, secondo il suo punto di vista, che nel futuro ci ritroveremo a vivere con “l'ottanta percento degli immigrati che saranno clandestini, che non hanno titoli per rimanere nel Paese”. La conduttrice non può esimersi dal chiedere allora perché mai la Meloni si è dovuta arrendere, tradendo così le promesse date al suo elettorato? Per Vannacci la risposta risiede nella frammentazione all'interno della coalizione guidata dalla premier, in particolare il fatto che Forza Italia, al momento di decidere in Europa “quando c'è da votare per esempio nel condizionare l'elargizione dei fondi europei di sviluppo ai paesi origine della migrazione, all'applicazione e implementazione degli accordi di rimpatrio, vota contro”. Sarebbe dunque questa una delle ragioni che hanno scaturito il distaccamento di Vannacci dalla formazione di governo per tentare l'avventura solitaria. Gruber, così come Lina Palmerini, fanno notare al generale l'esistenza degli accordi bilaterali con altri paesi per “governare” il fenomeno dell'immigrazione, a cui anche Giorgia Meloni si è dovuta attenere. E che “strumentalizzare” un problema sociale così delicato non è la soluzione. Vannacci non ci sta e ribatte: “A lei piacciono i clandestini? Noi abbiamo già degli accordi bilaterali con la maggior parte dei paesi che però non vengono implementati, dobbiamo rimpatriarli attraverso la deportazione in un paese terzo considerato sicuro”. A quel punto, la conduttrice va su tutte le furie e risponde per le rime: “Lei non dica delle sciocchezze, per favore, perché io anche in questa trasmissione ho sempre detto che il fenomeno dell'immigrazione va governato. Non va strumentalizzato, come fa lei e come fanno tanti altri”. Interviene anche Palmerini, che inchioda Vannacci sulla questione dei paesi terzi sicuri di primo approdo per i clandestini: “Mi dispiace di dissentire, ma tutta la battaglia in Europa sui paesi terzi sicuri l'ha fatta Meloni e non l'ha fatta lei, e dovrebbe dargliene atto”. L'ultima parola è del generale: “È solo un primo passo, ma non è ancora sufficiente”.
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