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“Aveva scoperto roba grossa”. La certezza di Lovati: l'assassino di Chiara Poggi non si troverà mai
Ieri 09-03-26, 14:02
Il caso del delitto di Garlasco torna a far discutere. A riaccendere il dibattito è Massimo Lovati, ex avvocato di Andrea Sempio, che nelle ultime ore è intervenuto in due diverse trasmissioni televisive lanciando accuse pesanti e avanzando ipotesi inedite sull'omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di Garlasco. Ospite di Iceberg Lombardia, programma in onda su Telelombardia, Lovati ha preso le difese del suo ex assistito con nettezza, ma anche quelle di Stasi: "Alberto Stasi è un bugiardo, ma non un assassino. Lui ha taciuto in tutti questi anni perché è stato minacciato". Per il legale, il quadro accusatorio nei confronti di Sempio, che lo ha mollato mesi fa, sarebbe privo di fondamenta: "Non c'è un movente", ha dichiarato, definendo l'indagato "l'ombra dell'innocenza". Lovati ha poi respinto con forza le ricostruzioni che collegano il delitto a dinamiche di criminalità minore: "Chiara è stata uccisa perché ha scoperto qualcosa di grosso, altro che giro di cocaina come sto sentendo in questi giorni". Una tesi che porta con sé l'ipotesi di un esecutore esterno: per Lovati, ad agire sarebbe stato "un sicario". Sul celebre scontrino finito al centro delle indagini, l'ex avvocato minimizza: "Lo scontrino di Sempio? Preso dal panico, lo ha tirato fuori. È stata una leggerezza di un innocente". La conclusione è amara ma perentoria: "L'assassino di Chiara non si troverà mai, ma Stasi sarà riabilitato". Nella stessa giornata, Lovati è tornato sull'argomento anche durante Mattino5, portando stavolta una lettura inedita delle ferite rinvenute sulle palpebre della vittima. Secondo il legale, quei segni non sarebbero casuali: "Non può essere altro che un messaggio lasciato dall'assassino. Evidentemente ha voluto lanciare questo messaggio e spiegare il perché è stata uccisa Chiara Poggi". La sua interpretazione è esplicita: "Non doveva guardare, non doveva guardare. Ecco perché ha delle ferite sulle palpebre: non doveva vedere quello che ha visto, che stava vedendo e che stava approfondendo. Per questo motivo è stata eliminata". Un riferimento che Lovati collega anche a materiale digitale: "Adesso stanno esaminando anche il computer. Ci sono dei file criptati che non sappiamo cosa riguardano". Dichiarazioni destinate ad alimentare ulteriormente il dibattito attorno a un caso che, a quasi vent'anni dai fatti, continua a non trovare pace.
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