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Mamma e figlia avvelenate, cosa emerge dagli esami tossicologici
Oggi 24-04-26, 18:22
'è un primo punto fermo nell'inchiesta per duplice omicidio premeditato, al momento contro ignoti, sui decessi sospetti di Antonella di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia morte a Pietracalcina, in provincia di Campobasso, lo scorso dicembre. Dalla relazione del professor Carlo Locatelli, direttore del Centro antiveleni “Maugeri” di Pavia, depositata al medico legale Benedetta Pia De Luca il 23 aprile, emerge che le due donne sono decedute per un avvelenamento acuto da ricina. Il documento confermerebbe dunque le indiscrezioni di stampa trapelate in queste ultime settimane. Ma non è tutto. Come anticipato da LaPresse, nella stessa relazione si sottolinea anche che Gianni Di Vita, marito di Antonella e papà di Sara, era negativo alla sostanza venefica. “La negatività dei campioni biologici riferibili al sig. Di Vita Giovanni - si legge in un passaggio del referto - può ritenersi compatibile con l'eventuale assenza della proteina nel sangue al momento del prelievo, sia con la possibile degradazione, anche completa dell'analita, in ragione del tempo trascorso tra il prelievo e l'esecuzione delle analisi”. Semplificando: anche se i campioni biologici risultano negativi, non si può escludere con certezza che quella sostanza fosse presente in precedenza. “Intossicazione acuta da ricina” Quanto all'ipotesi dell'avvelenamento, la procura di Larino conferma che gli esiti degli accertamenti del Centro antiveleni di Pavia “sono scientificamente compatibili, con elevato grado di affidabilità tecnico-scientifica, con una intossicazione acuta da ricina” per entrambe le vittime. “Alla luce dell'insieme degli elementi clinici e analitici acquisiti - si legge nel comunicato a firma della procuratrice Elvira Antonelli - si ritiene, con elevato grado di probabilità tecnico-scientifica, che in alcuni dei campioni biologici esaminati sia stata accertata la presenza di ricina”. Infine La Procura sottolinea che la positività emersa dallo studio dovrà essere verificata e confermata dagli accertamenti autoptici ancora in corso, volti a valutare gli effetti della sostanza su tessuti e organi. L'inchiesta per duplice omicidio Sulla scorta delle risultanze tossicologiche, precisa in una nota la procura di Larino, diretta dalla procuratrice Elvira Antonelli, l'indagine per duplice omicidio resta a carico di ignoti. Ciò significa che non cambia la posizione degli interessati, in questo caso Gianni Di Vita, il quale nei giorni scorsi è stato sentito dagli agenti della Squadra Mobile di Campobasso come persona informata sui fatti. Le indagini “proseguono a tutto campo”, si legge ancora nel comunicato, alla ricerca di eventuali elementi di riscontro allo scenario ipotizzato dagli investigatori. Quanto all'acquisizione (non sequestro) del cellulare di Alice, 19 anni, la primogenita dei coniugi Di Vita, verrà sottoposto a un accertamento tecnico irripetibile martedì 28 aprile, alla presenza delle parti. L'attività è collegata a “esigenze tecniche”, sottolineano gli inquirenti, nell'ambito dell''inchiesta per omicidio colposo che vede indagati cinque sanitari (medici e infermieri) dell'ospedale di Cardarelli di Campobasso, cui mamma e figlia si erano rivolte a seguito dei primi malori. La notizia era stata anticipata mercoledì sera da “Chi l'ha Visto?”, il programma condotto da Federica Sciarelli su Rai 3.
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