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Medio Oriente, in bilico fra guerra e diplomazia. Hormuz e Kharg nel mirino
Oggi 26-03-26, 21:18
Mentre in Medio Oriente infuria ancora la guerra, il presidente Usa Donald Trump continua il pressing sull'Iran. Altalenanti le sue dichiarazioni, che oscillano fra "non so se riusciremo a trovare un accordo" e "stanno implorando di fare un accordo, non io". In ogni caso, il Tycoon alza sempre più il tiro minacciando gli Ayatollah, salvo poi definirli "grandi negoziatori" per via della loro concessione a far passare 10 navi cariche di petrolio attraverso Hormuz. Parole che arrivano mentre il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo accusa Teheran di aver imposto dei pedaggi alle navi per attraversare in sicurezza lo Stretto: secondo i media locali, il parlamento iraniano sta predisponendo un disegno di legge per formalizzare tali tariffe. In questo quadro, l'iniziativa diplomatica, nonostante le difficoltà, sembra avanzare. Il Pakistan conferma che "sono in corso colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran", mentre i media di Teheran riportano che gli ayatollah hanno trasmesso a Washington la risposta al piano di pace americano in 15 punti e sono in attesa. Per il mediatore Steve Witkoff ci sono "forti segnali" che una soluzione pacifica sia "una possibilità". Ottimista anche il segretario di Stato Marco Rubio che ha parlato di "progressi concreti" prima di partire per la riunione dei ministri degli Esteri, il G7, in Francia. Accanto alla via diplomatica, scorre quella militare e Trump ha chiarito che il controllo americano del petrolio iraniano "è un'opzione" simile a quella attuata in Venezuela. Riguardo l'isola di Kharg, snodo energico centrale, la Cnn riporta che Teheran avrebbe piazzato mine e dispiegato ulteriori truppe e sistemi di difesa aerea sull'isola, in preparazione di una possibile operazione Usa. Anche se funzionari statunitensi ed esperti militari avvertono che un'operazione terrestre di questo tipo comporterebbe rischi significativi, tra cui un alto numero di vittime americane. Intanto proseguono i raid e Israele ha annunciato oggi di aver eliminato il comandante della Marina del Corpo dei Pasdaran, Alireza Tangsiri, nella città portuale di Bandar Abbas. Oltre a lui,qnello stesso reparto, colpito anche il capo intelligence Behnam Rezaei. La morte di Tangsiri "rende la regione più sicura" e segnala che la Marina dei Pasdaran è "in un declino irreversibile", ha dichiarato il capo del Comando centrale americano, l'ammiraglio Brad Cooper. In Libano prosegue lo scontro con Hezbollah. Israele ha fatto sapere di aver eliminato "più di 750 terroristi" e di aver distrutto le infrastrutture in loco. "Un soldato di 21 anni delle Forze di Difesa Israeliane è morto e altri quattro sono rimasti feriti in un attacco missilistico anticarro di Hezbollah nel sud del Libano" ha poi notificato l'Idf. È il quarto militare dell'Idf a essere ucciso nella rinnovata offensiva di terra israeliana.
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